Legislatura 17ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 28 del 17/07/2013
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Il senatore DIVINA (LN-Aut) evidenzia, in primo luogo, il vizio di eccesso di delega, segnalando come lo schema di decreto non si limita a correggere il precedente decreto legislativo n. 204 del 2010, ma contiene interventi ulteriori, per di più difformi dalla direttiva comunitaria di riferimento.
Rileva quindi il rischio che una normativa di eccessivo dettaglio, così carica di prescrizioni e di divieti, possa determinare una irragionevole penalizzazione dell'industria italiana del settore, rispetto al resto dell'Europa.
Si sofferma quindi sulle misure relative alle competenze del Banco nazionale di prova, che ha sostituito il Catalogo nazionale nei compiti di verifica della qualità di arma comune da sparo. Le presunte incertezze normative che giustificherebbero gli ulteriori interventi del Governo in materia non tengono conto, a suo avviso, dell'esperienza maturata in questi ultimi anni, dalla quale si evince l'efficienza e il regolare funzionamento del Banco nazionale di prova nell'attività ad esso affidata. Esprime rilievi critici sull'eccessivo dettaglio di alcune norme, in particolare quelle aventi ad oggetto addirittura il numero dei colpi sparabili da ciascuna arma e i connessi limiti. Al riguardo segnala il possibile contrasto di tali disposizioni con la normativa europea. Altra evidente criticità è rappresentata, a suo avviso, dalla articolata procedura per l'acquisizione e la detenzione dell'arma, per l'esportazione, nonché per la produzione. A tal proposito, ribadisce il rischio che un'attività imprenditoriale e il connesso indotto lavorativo possa essere gravemente compromesso. Esprime inoltre perplessità in riferimento alle disposizioni relative alla detenzione di armi per uso sportivo, segnalando l'irragionevole aggravamento dei regimi autorizzatori, con il rischio di deprimere pratiche sportive nelle quali l'Italia raggiunge posizioni di assoluta eccellenza.