Legislatura 16ª - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 447 del 06/02/2013

         In sede di replica prende la parola il presidente relatore POSSA (PdL), il quale ritiene che il carattere tardivo del provvedimento avrebbe dovuto essere valutato dalla Presidenza del Senato all'atto dell'assegnazione. Nel momento in cui l'atto è stato assegnato alla Commissione, risulta evidente che il Presidente del Senato ha valutato positivamente la sussistenza delle condizioni per l'espressione del parere. Si dichiara dunque indisponibile a sollecitare la Presidenza del Senato affinché chieda al Governo di soprassedere sulla questione, in quanto ritiene che ciò esuli dalle proprie competenze.

            Fa notare altresì che l'Esecutivo procederà ugualmente laddove le Commissioni parlamentari non renderanno alcun parere, reputando altamente improbabile che la questione sia lasciata cadere fino alla prossima legislatura. Sottolinea peraltro l'importanza dell'atto soprattutto per l'industria cinematografica italiana, che potrebbe godere di misure concrete di tutela e promozione.

            Invita perciò i Gruppi a riconsiderare la posizione espressa, al fine di procedere all'esame di uno schema di parere che potrà essere eventualmente modificato, esercitando così le competenze proprie del Parlamento. Dopo aver ribadito nuovamente il rilievo dell'atto, che giudica ben elaborato, ritiene comunque indispensabile inserire  la gradualità nell'applicazione delle quote di investimento, considerata l'attuale fase recessiva. Al fine di stimolare una discussione nel merito del provvedimento, illustra quindi uno schema di parere favorevole con condizioni, pubblicato in allegato, sottolineando l'esigenza di dare un segnale all'industria cinematografica italiana.

 

            Il sottosegretario VARI, rilevando che il dibattito verte sull'opportunità o meno di esprimere un parere, si rimette all'orientamento della Commissione, manifestando il massimo rispetto per l'istituzione parlamentare.

 

            Concorda il sottosegretario CECCHI, dichiarandosi dispiaciuto nel caso di una mancata conclusione dell'esame, dato che l'atto è atteso dagli operatori del settore.