Legislatura 16ª - 12ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 367 del 02/10/2012
Azioni disponibili
Il senatore PERDUCA(PD), nell'evidenziare come vi siano degli indubbi riflessi economici nell'ipotesi in cui una persona che si trova nella fase terminale della propria esistenza sia costretta per diverso tempo, attraverso macchinari, al mantenimento della idratazione ed alimentazione, ricorda come la recente uscita nelle sale cinematografiche del film "La bella addormentata" abbia lasciato sbigottite molte persone, soprattutto straniere, dal momento che appare davvero difficile sostenere che nutrizione ed alimentazione costituiscono forme di sostegno vitale e non possono formare oggetto di dichiarazione anticipate di trattamento.
Il testo approvato dalla Camera dei deputati si rivela quindi peggiore rispetto a quello approvato dal Senato non soltanto per quanto riguarda il comma 4 dell'articolo 3, ma anche per la soppressione del comma 2 di questo articolo che prevedeva l'ipotesi in cui il soggetto nella dichiarazione anticipata di trattamento manifestava il proprio orientamento anche circa la non attivazione dei trattamenti sanitari. Altrettanto negativa è la previsione del comma 5 dello stesso articolo 3 che restringe i destinatari della dichiarazione anticipata di trattamento a soggetti per i quali si è accertata l'assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sotticorticale: ciò in termini scientifici, come ha rilevato in audizione la Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (SIAARTI), corrisponde alla condizione di morte dell'individuo.
Al di là degli ulteriori aspetti di diritto costituzionale e di diritto penale sollevati dal disegno di legge in titolo e più volte richiamati durante la sua trattazione, appare peggiorato anche l'articolo 7, con la soppressione del comma 3 che prevedeva, nel caso di controversia tra fiduciario e medico curante, la valutazione di un collegio medico. Osserva che il disegno di legge in titolo viola la libertà di scelta individuale e non appare corrispondente alla sensibilità dell'opinione pubblica che si dimostra favorevole all'istituzione dei registri del testamento biologico. Del resto, molti cittadini si dichiarano favorevoli alla stessa eutanasia, così confermando un dato che appare evidente in quei Paesi dove essa è stata legalizzata, Paesi in cui si registra una diminuzione dell'eutanasia clandestina, così diffusa.
In virtù delle dichiarazioni richiamate, si augura che la Commissione possa svolgere un dibattito veramente approfondito.