Legislatura 16ª - 12ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 367 del 02/10/2012

Interviene in discussione generale la senatrice AMATI (PD) che rileva che il disegno di legge in esame appare non corrispondente alla disciplina che sul fine vita si è affermata in altri Paesi europei. Si tratta di un'ulteriore differenza che distanzia l'Italia dall'Europa, proprio in un momento in cui si sta producendo il massimo sforzo, soprattutto in campo economico, per restare ancorati ai migliori standard degli altri Paesi. Infatti, il Belgio, i Paesi Bassi, il Regno Unito e la Francia si sono da diverso tempo dotati di normative che, nel trattare le cosiddette dichiarazioni anticipate di trattamento, tutelano la sfera di autonomia della persona in questo particolare e difficile momento della vita. In Germania, inoltre, pur non essendovi una disciplina specifica, è altresì maturato il riconoscimento dell'autonomia decisionale del paziente.

            Rispetto al quadro normativo europeo così sintetizzato, il Senato si trova ora ad esaminare un disegno di legge il cui impianto è stato peggiorato dopo l'esame da parte dell'altro ramo del Parlamento, basti, ad esempio, ricordare quanto ora previsto nell'articolo 3, comma 4, per quanto concerne il mantenimento della idratazione ed alimentazione, nonostante, nel mondo medico, esse siano considerate trattamenti medici che, come tali, possono essere rifiutati dal paziente.

            Inoltre, il testo viola l'obbligo di rispettare il consenso informato, anche e soprattutto perché è stato soppresso il comma 2 dell'articolo 3, limitando la dichiarazione anticipata di trattamento alla sola facoltà di attivare determinati trattamenti terapeutici, non contemplando, quindi, l'ipotesi in cui il soggetto chieda, invece, la non attivazione dei trattamenti sanitari. Peraltro, idratazione ed alimentazione in alcune circostanze possono addirittura provocare disagi e fastidi.

            Alla luce di tali considerazioni, si appella alla coscienza ed alla cultura dei senatori affinché, al di là delle logiche di appartenenza, evitino di speculare politicamente su un tema così delicato e complesso. Del resto, sarebbe consigliabile che tanta attenzione fosse in realtà rivolta, nel momento in cui si affrontano temi connessi alla vita delle persone, alle questioni legate alla pace ed alla cura dei bambini nei Paesi sottoposti ad embargo.