Legislatura 16ª - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 349 del 31/01/2012
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La senatrice SOLIANI (PD) ringrazia a sua volta il Presidente relatore per l'importante contributo reso all'indagine conoscitiva. Ella rammenta poi che la procedura informativa è stata a suo tempo avviata in un clima quasi ideologico. Reputa perciò interessante comprendere come si sia arrivati ora a conclusioni diverse da quelle di partenza. Registra comunque con soddisfazione la centralità acquisita dalla qualità del titolo, nonché dagli strumenti per realizzarla. La conclusione dell'indagine avviene peraltro in un momento in cui il tema è balzato al centro del dibattito politico, pur seguendo un percorso diverso. La Commissione ha infatti affrontato la questione dall'ottica del sistema universitario. Oggi, invece, il tema si lega al dinamismo impresso dal Governo su molteplici fronti ai quali l'abolizione del valore legale del titolo di studio risulta connessa. Considerata l'accelerazione voluta dal Governo, ella conviene quindi sull'opportunità di concludere rapidamente i lavori. Auspica tuttavia che sia possibile recuperare almeno in parte il contesto esterno alla questione, inserendo il tema nella dialettica economica in corso. Benché la Commissione abbia a suo tempo audito i rappresentanti di Confindustria e di altri segmenti economici della società, non può infatti non rilevarsi come all'epoca non vi fosse quel contesto dinamico avviato ora dal Governo Monti. Manca quindi, nella stesura illustrata dal Presidente relatore, quel rapporto fra valore legale e vita economica e sociale dei giovani, ivi compreso l'accesso al mondo del lavoro, che potrebbe acquisire ora. Invitando quindi a raccordare le conclusioni dell'indagine con le dinamiche interagenti, ricorda che il valore legale del titolo di studio corrisponde a un concetto di uguaglianza delle opportunità insito nel nostro impianto costituzionale. Il diploma conclusivo dei cicli di studio deve quindi sancire un percorso di uguaglianza di cui, tuttavia, per disfunzioni interne, non sempre ha garantito la qualità. Invita pertanto a rafforzare, nel documento conclusivo, i pur presenti accenni al diritto allo studio, riaffermando il tema dell'uguaglianza sottinteso al valore legale. Indubbiamente, la risposta alla lotta contro le disuguaglianze non risiede più nel riconoscimento del valore legale. In un'ottica di revisione dei percorsi, occorre tuttavia, a suo avviso, ribadire in sede politica il valore sociale della coesione.