Legislatura 16ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 187 del 29/11/2011
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La senatrice GERMONTANI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI) dichiara il voto favorevole della propria parte politica su un provvedimento che ha registrato, come noto, un iter parlamentare alquanto tormentato e che va a toccare interessi cruciali circa la partecipazione dell'Italia all'Unione europea.
Tali primarie esigenze richiedono che non si possa ulteriormente dilazionare la sua definitiva approvazione, pena l'insorgenza di procedure di infrazione che andrebbero a gravare pesantemente sul Paese, anche in termini di ingenti sanzioni pecuniarie.
Rivolge, quindi, al nuovo Ministro per le politiche europee, l'invito ad una piena collaborazione con i membri della 14ᵃ Commissione, la quale sarà chiamata ad assumere un ruolo vieppiù incisivo, considerata la sua funzione di filtro dei profili comunitari presenti nella normativa interna.
Conclude segnalando la necessità di pervenire, a livello di Unione, alla predisposizione di una politica fiscale comune, considerata la grave situazione di instabilità in cui versa l'eurozona.
In sede di replica, il ministro MOAVERO MILANESI esprime la propria condivisione sull'opportunità di entrare in una nuova dimensione dei rapporti tra l'Italia e l'Unione europea.
In proposito, lo strumento rappresentato dalla legge comunitaria annuale, risalente alla metà degli anni ottanta, mostra gli evidenti segni del tempo e abbisogna, conseguentemente, di un ripensamento, che, allo stato, si concreta nel testo attualmente all'esame della Commissione affari costituzionali del Senato.
Al riguardo, tiene a sottolineare, anche in ragione della propria esperienza maturata presso le Istituzioni europee, come la credibilità di un Paese venga misurata, a Bruxelles, valutando, soprattutto, la capacità di ridurre, in maniera continuativa e sistematica, le procedure di infrazione a carico di quel Paese: solo una simile condotta verrebbe interpretata, infatti, come segno di una convinta determinazione a partecipare in maniera attiva e propositiva alle attività e alle politiche del "club" dell'Unione europea.
Quanto all'opportunità di mettere in piedi un meccanismo di fiscalità armonizzata a livello europeo, egli esorta ad essere pienamente consapevoli, in Italia, delle implicazioni che potranno derivare da una tale cruciale decisione.