Legislatura 16ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 187 del 29/11/2011

IN SEDE REFERENTE 

(2322-B) Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2010, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati

(Seguito e conclusione dell'esame) 

 

            Si riprende l'esame del disegno di legge in titolo, sospeso nella seduta del 26 ottobre.

 

     Poichè nessun senatore chiede di intervenire ulteriormente, la PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale sul provvedimento in titolo.

 

         Successivamente, la PRESIDENTE avverte che si passerà all'esame ed alla votazione degli emendamenti presentati all'Atto Senato n. 2322-B.

 

            Mentre l'emendamento 4.1 è ritirato, gli emendamenti 8.1 e 9.1 sono considerati decaduti.

 

         Il senatore SIRCANA (PD) ritira l'emendamento 9.2, trasformandolo in un ordine del giorno che viene accolto dal Governo come raccomandazione.

 

            Gli emendamenti 11.1, 11.2, 11.3 e 11.4, stante l'assenza dei proponenti, decadono.

 

         L'emendamento 11.5 viene fatto proprio dalla senatrice MARINARO (PD) , la quale lo trasforma in un ordine del giorno che è accolto dal Rappresentante del Governo.

 

            L'emendamento 11.6 viene considerato come decaduto.

 

         L'emendamento 11.7 è fatto proprio dalla senatrice MARINARO (PD), che lo trasforma in ordine del giorno, successivamente accolto dal Governo come raccomandazione.

 

         L'emendamento 11.8, fatto proprio dalla senatrice MARINARO (PD), viene ritirato.

           

            L'emendamento 20.1 viene considerato decaduto.

 

         Infine, l'emendamento 20.2 viene fatto proprio dalla senatrice MARINARO (PD), la quale lo ritira, aderendo, contestualmente, all'ordine del giorno G/2322-B/9/14.

 

         Terminata la votazione degli emendamenti, la PRESIDENTE propone di passare all'esame dei vari ordini del giorno presentati.

 

            L'ordine del giorno G/2322-B/1/14 è accolto dal Governo.

 

Sull'ordine del giorno G/2322-B/2/14, illustrato dalla senatrice MARINARO (PD) , il rappresentante del GOVERNO si pronuncia nel senso di un generale accoglimento, a condizione che venga omesso l'impegno di cui al terzo capoverso del dispositivo.

In proposito, la senatrice MARINARO (PD) tiene a sottolineare come si renda necessaria, nell'attuale frangente storico, una revisione complessiva del modo di concepire il recepimento della normativa comunitaria nell'ordinamento nazionale: a suo avviso, i casi, ad esempio, della "direttiva servizi" e della direttiva connessa al commercio delle armi, hanno ampiamente dimostrato la convenienza e l'efficacia del metodo basato sull'attuazione di singole direttive europee mediante autonomi disegni di legge.

 

Al riguardo, il ministro MOAVERO MILANESI, pur condividendo lo spirito dell'intervento testè svolto, si chiede se, ai fini della effettiva credibilità del sistema-Paese nei confronti delle istituzioni europee, non possa risultare, oggettivamente, più utile l'impiego di uno strumento calibrato su un recepimento legislativo di natura complessiva delle direttive in scadenza.

Lo stesso Ministro afferma, peraltro, che, sempre ai fini di un rafforzamento della credibilità dell'Italia in Europa, sarebbe auspicabile - e si impegnerà in tal senso - che i singoli Ministri riferiscano presso le Commissioni parlamentari competenti, prima di recarsi a Bruxelles, nella sede negoziale del Consiglio.

 

In seguito a tale chiarificazione del rappresentante del Governo, l'ordine del giorno in questione (testo 2) viene, quindi, accolto.

 

Gli ordini del giorno G/2322-B/3/14 e G/2322-B/4/14  sono accolti dal Governo.

 

L'ordine del giorno G/2322-B/5/14, stante il parere contrario del Governo, viene ritirato.

 

L'ordine del giorno G/2322-B/6/14 viene, preliminarmente, illustrato dalla proponente, presidente BOLDI (LNP), la quale tiene a smentire nettamente quanto dichiarato, in maniera del tutto erronea, da alcune fonti di stampa, secondo le quali l'articolo 4 del disegno di legge comunitaria 2010 sarebbe stato introdotto su sua proposta e avrebbe riguardato anche la diaria per le missioni dei parlamentari: tale disposizione, come è notorio, è stata inserita nel provvedimento durante l'esame presso la Camera dei deputati e si riferisce ad una fattispecie che interessa esclusivamente i funzionari pubblici.

Successivamente, il mentovato ordine del giorno è accolto da Governo.

 

La senatrice ADAMO (PD), illustrato l'ordine del giorno G/2322-B/7/14, lo ritira dopo aver preso atto della contrarietà del Rappresentante del Governo, dichiarando, al contempo, di aderire all'ordine del giorno G/2322-B/6/14.

 

L'ordine del giorno G/2322-B/8/14 viene ritirato.

 

L'ordine del giorno G/2322-B/9/14 è accolto dal Governo con la riformulazione (testo 2) per cui, al terzo punto dei "considerata", la parola "principalmente" è sostituita con la parola "anche".

 

La senatrice MARINARO (PD) ritira l'ordine del giorno G/2322-B/10/14, mentre il senatore FLERES (CN-Io Sud-FS) ritira gli ordini del giorno G/2322-B/11/14 e G/2322-B/12/14.

 

In sede di dichiarazione di voto, la senatrice MARINARO (PD) esprime la posizione favorevole del proprio Gruppo, rammentando l'esigenza nel presente momento di grave difficoltà economica che sta vivendo il Paese, di dimostrare senso  di responsabilità anche secondo quanto affermato dal nuovo Presidente del Consiglio, il quale ha richiamato, al riguardo, la necessità di un impegno nazionale.

C'è bisogno, conclude, di offrire all'Unione europea segni tangibili di un salto di qualità nel modus operandi dell'Italia, la quale, sia a livello istituzionale che della società civile, deve acquisire piena consapevolezza che l'Europa non costituisce una entità posta al di fuori di noi, bensì un progetto di cui ogni cittadino è artefice nella sua vita quotidiana.

 

La senatrice GERMONTANI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI) dichiara il voto favorevole della propria parte politica su un provvedimento che ha registrato, come noto, un iter parlamentare alquanto tormentato e che va a toccare interessi cruciali circa la partecipazione dell'Italia all'Unione europea.

Tali primarie esigenze richiedono che non si possa ulteriormente dilazionare la sua definitiva approvazione, pena l'insorgenza di procedure di infrazione che andrebbero a gravare pesantemente sul Paese, anche in termini di ingenti sanzioni pecuniarie.

Rivolge, quindi, al nuovo Ministro per le politiche europee, l'invito ad una piena collaborazione con i membri della 14ᵃ Commissione, la quale sarà chiamata ad assumere un ruolo vieppiù incisivo, considerata la sua funzione di filtro dei profili comunitari presenti nella normativa interna.

Conclude segnalando la necessità di pervenire, a livello di Unione, alla predisposizione di una politica fiscale comune, considerata la grave situazione di instabilità in cui versa l'eurozona.

 

In sede di replica, il ministro MOAVERO MILANESI esprime la propria condivisione sull'opportunità di entrare in una nuova dimensione dei rapporti tra l'Italia e l'Unione europea.

In proposito, lo strumento rappresentato dalla legge comunitaria annuale, risalente alla metà degli anni ottanta, mostra gli evidenti segni del tempo e abbisogna, conseguentemente, di un ripensamento, che, allo stato, si concreta nel testo attualmente all'esame della Commissione affari costituzionali del Senato.

Al riguardo, tiene a sottolineare, anche in ragione della propria esperienza maturata presso le Istituzioni europee, come la credibilità di un Paese venga misurata, a Bruxelles, valutando, soprattutto, la capacità di ridurre, in maniera continuativa e sistematica, le procedure di infrazione a carico di quel Paese: solo una simile condotta verrebbe interpretata, infatti, come segno di una convinta determinazione a partecipare in maniera attiva e propositiva alle attività e alle politiche del "club" dell'Unione europea.

Quanto all'opportunità di mettere in piedi un meccanismo di fiscalità armonizzata a livello europeo, egli esorta ad essere pienamente consapevoli, in Italia, delle implicazioni che potranno derivare da una tale cruciale decisione.

 

         Non essendovi ulteriori richieste di intervento, la PRESIDENTE pone, quindi, in votazione il conferimento del mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, autorizzando altresì il relatore ad effettuare gli interventi di coordinamento eventualmente necessari.

 

            La Commissione approva all'unanimità.