Legislatura 16ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 187 del 29/11/2011
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COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENTE SULLA MISSIONE SVOLTA IN ARMENIA DA UNA DELEGAZIONE DELLA COMMISSIONE POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA DAL 21 AL 23 OTTOBRE 2011
La PRESIDENTE informa che, nei giorni 21, 22 e 23 ottobre 2011, una delegazione della Commissione politiche dell'Unione europea, guidata da lei stessa e composta dal senatore Cristano de Eccher e dalla senatrice Albertina Soliani, si è recata in missione a Yerevan (Armenia), su invito dell'omologa Commissione del Parlamento armeno.
La visita di studio, che ha avuto lo scopo precipuo di accertare le condizioni di partecipazione di tale Paese al Partenariato Orientale - processo di collaborazione multilaterale imbastito nell'ambito dell'Unione europea - è stata organizzata grazie all'ausilio dell'Ambasciata d'Italia a Yerevan, diretta dall'ambasciatore Bruno Scapini.
Nell'arco di due giornate di lavoro, la delegazione ha preso parte ad una serie di colloqui con personalità istituzionali del Parlamento e del Governo dell'Armenia.
La prima riunione ha avuto luogo con il ministro degli affari esteri, Eduard Nalbandyan, al quale la presidente Boldi ha ricordato i legami culturali e di vicinanza, di lunga data, che intercorrono tra l'Italia e l'Armenia, nonchè le potenzialità, per gli imprenditori italiani, di attivare iniziative economiche in loco.
La senatrice Soliani, in proposito, ha sottolineato che la visita della delegazione senatoriale si pone, oltre che nell'ambito bilaterale, piuttosto nella prospettiva europea, dal momento che l'Italia costituisce uno dei paesi fondatori dell' Unione europea e, pertanto, desidera mettersi in relazione con l'Armenia anche quale viatico per l'avvicinamento progressivo di questo Paese al continente europeo.
Dopo aver evidenziato il valore strategico del Protocollo firmato tra Armenia e Turchia nel 2009, la senatrice Soliani ha, quindi, confermato l'impegno del Parlamento italiano affinchè,anche in Italia, il 24 aprile venga riconosciuto come giornata di memoria del genocidio armeno.
Il ministro Nalbandyan ha tenuto a precisare, preliminarmente, che il popolo armeno, per valori e civiltà, si è sempre considerato europeo a tutti gli effetti.
Ha, quindi, messo in rilievo come, nell'attuale frangente storico, l'Armenia intenda promuovere un orientamento di politica estera volto a stabilire relazioni di cooperazione ed amicizia con tutti i paesi confinanti.
Dopo aver rievocato i laboriosi negoziati con la Turchia tesi ad appianare le spinose questioni che tuttora permangono tra i due Paesi e che impediscono, purtroppo, una completa normalizzazione dei rapporti, il capo della diplomazia armena ha messo l'accento su un decisivo punto di accordo per ora raggiunto tra le parti, che si concreta nel principio secondo il quale non deve essere posta, nel corso dei negoziati, alcuna precondizione, in particolare per quanto concerne il riconoscimento del genocidio.
Anche avuto riguardo allo "status" del Nagorno-Karabach, deve essere chiaro che i gravi problemi sul tappeto possono essere superati solamente mediante un serio approccio negoziale: dichiarazioni, come quelle rese recentemente dalle autorità azere, attraverso le quali si è menato vanto di un spropositato aumento del budget militare, non apportano, evidentemente, alcun contributo ad un sostanziale ravvicinamento delle posizioni.
La riunione con i membri del gruppo di amicizia Armenia-Italia è stato introdotto dal suo Presidente, onorevole Arsen Avaghian, e dal suo segretario, onorevole Aram Safarian, il quale ha dato ampio riconoscimento dello spirito di simpatia ed amicizia che da sempre l'Italia, a livello sia istituzionale che della società civile, ha mostrato nei confronti dell'Armenia e, in particolare, dei drammatici eventi intercorsi nel 1915.
In proposito, la presidente Boldi ha auspicato che il conflitto connesso al Nagorno-Karabach venga risolto quanto prima nel rispetto del diritto internazionale e secondo la via diplomatica, rammentando come la mentovata collaborazione tra l'Italia e l'Armenia debba essere ulteriormente implementata non solo sul piano bilaterale, ma anche nelle sedi multilaterali, ad esempio, del Consiglio d'Europa e dell'OSCE.
Il senatore de Eccher ha espresso apprezzamento, in modo particolare, per il forte orgoglio che l'Armenia ripone nella propria identità culturale e religiosa, nonchè nello spirito di appartenenza a comuni radici europee.
Successivamente, ha avuto luogo l'incontro con l'omologa Commissione integrazione europea, guidata dalla onorevole Naira Zohrabian, la quale ha, in primo luogo, segnalato ai colleghi senatori come la circostanza per cui, in seno al Parlamento armeno, si è stabilito di costituire una Commissione specializzata nella trattazione degli affari europei sta a dimostrare l'estremo interesse dell'Armenia ad intrecciare rapporti stretti e continuativi con l'Unione europea.
A suo avviso, tuttavia, ci si deve rammaricare che, da un altro versante, ossia nelle sedi di organizzazioni internazionali, quali, a titolo di esempio, il Consiglio d'Europa e l'OSCE, persista uno scarso sviluppo della collaborazione tra Italia e Armenia, diversamente da quanto avviene, invece, con altri paesi europei.
Attualmente, secondo la presidente Zohrabian, il proprio Paese sta vivendo una cruciale fase di transizione, sia politica che economica, per il superamento della quale risulterebbe auspicabile l'aiuto europeo e di un paese fortemente europeistico quale è l'Italia, che può rappresentare per l'Armenia la vera porta di ingresso per l'Europa.
Ha ricordato, infine, che il 2012 è stato dichiarato l'anno del Libro armeno in Italia, dal momento che, nel 1512, venne stampato, a Venezia, il primo libro in lingua armena.
La presidente Boldi, dopo aver preso atto che, effettivamente, presso le principali assise parlamentari europee, non ci si è attivati sufficientemente, da parte italiana, nella tessitura di più profondi contatti con l'Armenia, chiede quali siano le principali difficoltà che il Paese incontra nell'adeguamento agli standards fissati dal Partenariato Orientale.
La senatrice Soliani ha paventato il rischio reale di una regressione sulla via maestra della pacificazione se, da un lato, i Paesi dell'Unione europea non saranno capaci di uscire dalla crisi di valori che li attanaglia, e, dall'altro, nell'area caucasica, i paesi coinvolti non adotteranno definitivamente l'approccio della trattativa, indispensabile per rimuovere le controversie tuttora esistenti.
La presidente Zohrabian ha manifestato la propria concordanza per il metodo operativo predisposto dall'Unione europea attraverso il Partenariato Orientale, che riposa, essenzialmente, sul meccanismo "more for more", basato, a sua volta, sulla cosiddetta "assistenza condizionata".
Egualmente condivisibile, a suo modo di vedere, è l'approccio secondo il quale l'intera regione del Caucaso non deve essere considerata come una entità unica, bensì come una realtà variegata, contenente, al suo interno, delle specificità nazionali che vanno trattate separatamente.
La presidente Zohrabian ha enunciato, infine, le principali criticità dell'Armenia vis- à-vis del Partenariato, ovvero la necessità di facilitare il regime dei visti, la libera circolazione delle persone e - ultimo, ma non meno rilevante - il problema della concreta applicazione, da parte della pubblica amministrazione, delle leggi approvate dal Parlamento per adeguare, il più possibile, i parametri nazionali a quelli comunitari.
In seguito, la delegazione si è intrattenuta con alcuni componenti della Commissione relazioni internazionali, presieduta dall'onorevole Armen Rustamian, cui la presidente Boldi ha rivolto alcuni quesiti volti ad approfondire la questione dei visti e dell'effettivo utilizzo dei fondi appositamente allocati per l'Armenia nell'ambito del Partenariato Orientale.
A tale riguardo, il presidente Rustamian ha fornito una aperçu sulla rete di accordi di riconoscimento dei visti con i vari Paesi dell'Unione, mettendo in risalto, al contempo, la convinta determinazione del proprio Paese ad ottemperare ai requisiti predisposti, in tal senso, dai diversi organismi internazionali, tra cui il Consiglio d'Europa.
Il senatore de Eccher ha richiamato l'attenzione sul fatto che le diverse comunità armene che vivono in Europa - tra cui occorre annoverare anche quella italiana, che vanta circa 3.000 componenti - si sono affermate in modo eccellente nelle rispettive società civili, palesando un'immagine del tutto positiva del loro gruppo etnico.
Nel rievocare le comuni radici religiose che avvicinano l'Armenia - ma anche la Russia, ad esempio - ai Paesi europei, egli, infine, ha indicato il caso della protezione garantita - anche grazie ad un cospicuo finanziamento nazionale - alle minoranze presenti nella regione Trentino Alto Adige quale esempio di possibile superamento del conflitto persistente nel Nagorno Karabach.
Anche secondo la senatrice Soliani, si può prefigurare una soluzione dei problemi etnici e territoriali nelle zone contestate dall'Armenia e dall'Azerbaijan, cercando di far interagire congiuntamente l'economia, la democrazia e l'autonomia.
Contestualmente, a suo modo di vedere, sarebbe auspicabile un maggior investimento da parte dell'Armenia nelle proprie giovani generazioni, anche attraverso l'incentivazione a studiare in Europa, nelle scuole di alta formazione, quale, ad esempio, il Collegio europeo di Parma.
Il presidente dell'Assemblea nazionale dell'Armenia, onorevole Hovik Abrahamyan, ha accolto i senatori dando riscontro delle ottime relazioni parlamentari esistenti tra i due Paesi, che registrano, tra l'altro, un proficuo lavoro anche a livello dei rispettivi gruppi di amicizia.
Al riguardo, la presidente Boldi ha osservato che le relazioni che si intrecciano attraverso la cosiddetta "diplomazia parlamentare" sono di fondamentale importanza per accrescere la conoscenza reciproca e la collaborazione istituzionale.
La senatrice Soliani ha rilevato che la celebrazione dei 500 anni del Libro armeno in Italia potrà costituire una ulteriore occasione di innalzamento delle relazioni tra i due Paesi, mentre il senatore De Eccher ha evocato il ruolo che la comunità armena in Italia potrà giocare per migliorare la cooperazione culturale reciproca.
Per ultimo, la delegazione senatoriale ha tenuto una riunione con il vice ministro dell'economia, Garegin Melkonian, al quale la presidente Boldi ha chiesto quali siano i settori economici in cui le aziende italiane potrebbero più proficuamente investire e se la legislazione nazionale fornisce un regime favorevole per gli investitori esteri.
La senatrice Soliani ha, invece, domandato se il Governo ha messo in cantiere una specifica politica economica per i giovani e se è presente una certa imprenditorialità femminile.
Il Vice Ministro ha replicato rassicurando che le imprese estere si vedono garantite lo stesso status delle loro competitrici nazionali, a dimostrazione del fatto che l'Armenia intende creare, il più possibile, un ambiente favorevole soprattutto agli imprenditori provenienti da Paesi europei.
Nel corso della visita, la delegazione, inoltre, ha reso omaggio al Complesso memoriale del genocidio degli armeni.
La seduta termina alle ore 15,15.