Legislatura 16ª - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 307 del 15/06/2011

Interrogazioni   

           

Il sottosegretario VICECONTE risponde anzitutto all'interrogazione n. 3-02108 della senatrice Vittoria Franco, sulla richiesta da parte delle scuole delle diagnosi di disturbi specifici di apprendimento, osservando che le difficoltà sorte a causa della titubanza di molte scuole a riconoscere le certificazioni presentate prima dell’entrata in vigore della legge n. 170 del 2010 sono state superate con l'emanazione della nota ministeriale n. 3573 del 26 maggio 2011.

            In proposito, il Sottosegretario espone preliminarmente le ragioni della difficoltà: l'articolo 3, comma 1, della legge n. 170, prevedendo una diagnosi specifica rilasciata dalle strutture specialistiche del Servizio sanitario nazionale, ovvero - per le Regioni nel cui territorio ciò non fosse possibile - da specialisti o strutture accreditate, ha infatti innovato rispetto all'ordinamento precedente, secondo cui le famiglie potevano avvalersi direttamente, per il rilascio della diagnosi, di specialisti o di strutture accreditate.

Il Ministero ha perciò ritenuto opportuno precisare, anche a seguito delle numerose segnalazioni provenienti dal territorio, che le novità introdotte hanno effetto solo a partire dall'entrata in vigore della stessa legge, ossia dal 2 novembre 2010.

Gli alunni con diagnosi di DSA redatta anteriormente all'entrata in vigore della legge potranno quindi regolarmente usufruire degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previsti, sia nella normale attività didattica sia nell'ambito dei prossimi esami di Stato.

La notizia ha altresì chiarito che i dirigenti scolastici, in considerazione dell'imminente svolgimento degli scrutini finali e degli esami di Stato del primo e del secondo ciclo, potranno ritenere valide anche le diagnosi o le certificazioni rilasciate da specialisti o strutture accreditate successivamente all'entrata in vigore della legge n. 170, e comunque in tempi utili per l'attivazione delle previste misure educative e didattiche individualizzate e personalizzate, nelle more dell'emanazione da parte delle Regioni di appositi provvedimenti, tesi a disciplinare quanto previsto dal predetto articolo 3, comma l, fatte salve le disposizioni eventualmente già emanate dalle Regioni stesse.

 

      La senatrice Vittoria FRANCO (PD) si dichiara soddisfatta della risposta, apprezzando l'intervento chiarificatore del Governo di cui certamente si avvertiva l'esigenza. Ella ricorda poi di aver chiesto una più generale audizione del ministro Gelmini sullo stato di attuazione della legge n. 170, che pone anche altri problemi. Risulta ad esempio che gli studenti affetti da DSA esonerati dallo studio della seconda o terza lingua straniera siano poi chiamati obbligatoriamente a sostenere le relative prove d'esame. Si riscontra inoltre la necessità di una più ampia diffusione della legge nelle scuole, affinché tutti i docenti possano prenderne doverosamente atto.

Ella si augura quindi che il Ministro voglia sollecitamente partecipare ai lavori della Commissione.

 

Il sottosegretario VICECONTE risponde poi all'interrogazione n. 3-02077 della senatrice Bastico, nella quale si lamenta come, a fronte di una programmazione regionale dell’Emilia-Romagna per l’anno scolastico 2011-2012 che prevedeva l’istituzione di tre licei musicali (nelle province di Bologna, Modena e Forlì-Cesena), l’Ufficio scolastico regionale abbia invece autorizzato l’istituzione del solo liceo musicale di Forlì-Cesena.

Al riguardo, egli comunica anzitutto che si profila una soluzione positiva anche per il liceo musicale di Modena. Preso atto degli impegni finanziari assunti dal Comune e da altri soggetti istituzionali del territorio, il Ministero ha infatti valutato di attivare, per il prossimo anno scolastico 2011-2012, un liceo musicale anche a Modena, considerato che le risorse messe a disposizione consentono di ridurre l’impiego della dotazione organica regionale.

Ricorda del resto che l’attivazione dei predetti licei è subordinata alla verifica della compatibilità con le risorse organiche disponibili. In un primo momento, con le dotazioni organiche disponibili, è sembrato possibile attivare solamente il liceo musicale di Forlì, in considerazione dell’impegno finanziario espresso dagli enti locali.

Nel ripercorrere le tappe che hanno condotto all'attivazione di tale liceo musicale, egli ribadisce che analoghe condizioni di impegno finanziario da parte degli enti locali non erano presenti nelle altre richieste.

È stata invece consentita l’istituzione del liceo coreutico a Reggio Emilia, per l’unicità a livello regionale della proposta.

La Direzione scolastica regionale ha quindi rispettato il principio di compatibilità con le risorse di organico assegnate ai diversi ambiti provinciali. Né va dimenticato, prosegue, che la dotazione organica per le province di Modena e Bologna ha richiesto un impegno straordinario di risorse: per Modena con riferimento alla statalizzazione della scuola superiore di secondo grado di Pievepelago, all’istituzione di un nuovo Istituto alberghiero, all’assorbimento della statalizzazione del Liceo Fermi, nonché alla conferma delle classi a tempo pieno, che nella provincia raggiungono la percentuale del 69,30 per cento del totale delle classi di scuola primaria; per Bologna, con riguardo all’assorbimento della statalizzazione dell’istituto Aldini-Valeriani e alla conferma delle classi a tempo pieno nella scuola primaria (il 57,54 per cento del totale).

Il Sottosegretario ribadisce comunque che recentemente è emersa la possibilità di dare una soluzione positiva anche all’istituzione di un liceo musicale a Modena.

 

La senatrice BASTICO (PD) si dichiara profondamente insoddisfatta della risposta. L'attivazione del liceo musicale a Modena dipende infatti esclusivamente dal forte impegno finanziario degli enti locali e territoriali, laddove dovrebbe essere un preciso compito dello Stato. La soluzione positiva è stata quindi trovata dal territorio e non dal Ministero, benché fossero state già aperte le iscrizioni e fossero stati già selezionati gli alunni. Resta invece del tutto inevasa la richiesta di Bologna.

Ella rammenta poi le procedure previste l'istituzione dei licei musicali: mentre per la prima attivazione, successiva all'entrata in vigore dei nuovi licei, la scelta era rimessa al Ministero (il quale ha ritenuto di attivarne uno solo in Emilia-Romagna, a Parma), per il secondo anno è stato dato spazio alla programmazione regionale. L'Emilia-Romagna ha perciò previsto di attivare un liceo coreutico a Reggio Emilia e tre licei musicali rispettivamente a Forlì-Cesena, Modena e Bologna, con un forte impegno finanziario locale. Da tale originaria proposta resta però ancora esclusa Bologna, a testimonianza dell'insufficiente dotazione di risorse statali per far fronte all'insegnamento personalizzato proprio di questo segmento formativo.

Ella contesta poi le osservazioni conclusive del Sottosegretario, secondo cui le province di Modena e Bologna avrebbero già beneficiato di cospicui stanziamenti centrali per le statalizzazioni e il tempo pieno. Si tratta infatti di misure conseguenti ad interventi di razionalizzazione, diffusi su tutto il territorio nazionale. L'Emilia-Romagna risulta anzi essere sottodotata rispetto ad altre regioni.

Avviandosi alla conclusione, conferma il proprio rammarico per la mancata attivazione della triplice offerta formativa musicale, considerato che sia a Modena che a Bologna i precedenti segmenti della filiera rivestono carattere di eccellenza.

 

Il PRESIDENTE comunica che l'interrogazione n. 3-02171 della senatrice Vicari, sull'attività di sostegno nelle scuole, è rinviata ad altra seduta. Dichiara perciò concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.