Legislatura 16ª - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 305 del 08/06/2011

Il senatore ASCIUTTI (PdL) osserva che il valore del titolo di studio dipende dalla sua qualità che tuttavia, in questi ultimi anni, è andata scemando. Ciò, per una serie di concause, tra cui in primo luogo l'imperfetta applicazione delle leggi nel mondo accademico. A titolo di esempio, cita la proliferazione delle sedi e il rafforzamento delle baronie. I tagli lineari imposti dal ministro Tremonti hanno quindi avuto l'effetto positivo di determinare la chiusura di molte sedi oggettivamente insostenibili per il basso numero di studenti e di qualità dell'offerta formativa. Invita dunque l'università a svolgere una profonda autocritica, prima di rivendicare migliori condizioni giuridiche ed economiche.

Quanto all'abolizione del valore legale, rileva poi che in pratica essa non avrebbe conseguenze dirompenti, atteso che nei prossimi anni le assunzioni nel pubblico impiego non saranno comunque molto numerose e gli attuali ordini professionali non sono di per sé una garanzia di qualità.

Nel prendere indi atto delle preoccupazioni espresse con riguardo all'applicazione della riforma universitaria, si chiede se l'imminente approvazione degli statuti rappresenterà una leale messa in pratica degli indirizzi stabiliti per legge, ovvero l'ennesima occasione per aggirarli, in un'ottica di affermazione del privilegio piuttosto che della qualità.

Invita dunque i sindacati e le associazioni professionali ad offrire i propri suggerimenti per restituire qualità all'offerta formativa e precisa che l'indagine conoscitiva in corso ha il solo scopo di approfondire l'effettiva utilità del valore legale al fine di rendere appetibili sul piano reale i titoli di studio universitario.