Legislatura 16ª - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 276 del 02/02/2011
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In sede di articolo 3, la senatrice Anna Maria SERAFINI (PD) si sofferma in particolare sull'emendamento 3.1, che prevede un piano di azione nazionale per la promozione del sistema integrato per l'infanzia, su cui è prevista l'intesa con la Conferenza unificata Stato-Regioni e autonomie locali. Peraltro, sulle parti in ordine alle quali non si realizzasse l'intesa, sarebbe chiamato a decidere il Parlamento a maggioranza assoluta, al fine di sbloccare eventuali difficoltà che si registrassero su determinati punti. Il piano prevede un incremento dell'accoglienza presso i nidi pari ad almeno il 20 per cento dell'utenza su base annua, nonché il soddisfacimento integrale delle richieste di inserimento nelle scuole dell'infanzia. Si tratta di traguardi indispensabili per avvicinarsi all'obiettivo posto in sede europea di raggiungere entro il 2010 il 33 per cento di frequenza dei nidi. L'Italia, con il suo scarno 10 per cento, compresi i servizi innovativi e sperimentali, è ancora assai lontana dal conseguirlo, a differenza di altri grandi nazioni europee come Francia, Germania o Inghilterra che hanno percentuali superiori al 50 per cento grazie a recenti, cospicui investimenti.
Ella coglie indi l'occasione per ricordare l'iter di raccolta delle firme del disegno di legge di iniziativa popolare sull'infanzia, che agì anche come stimolo alle Regioni, in molte delle quali si verificarono effettivamente sostanziali cambiamenti.
Il piano di azione, prosegue, si pone nella medesima ottica di incrementare l'offerta al fine di promuovere la domanda ed avviare quindi la marcia di avvicinamento alla percentuale indicata in sede europea.
Nel dare conto delle modalità con cui il piano procederebbe alla ripartizione delle risorse finanziate fra le Regioni e gli enti locali, ella richiama infine l'attenzione sul piano di investimenti previsto, nell'ambito del quale sarebbe compresa la ristrutturazione di immobili pubblici da destinare al sistema integrato per l'infanzia.
Ella raccomanda quindi l'approvazione del predetto emendamento, che a suo avviso si pone come uno stimolo potente per lo sviluppo del settore, in totale controtendenza rispetto all'attuale definanziamento del piano nidi.