Legislatura 16ª - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 276 del 02/02/2011

(812) Anna Maria SERAFINI ed altri.  -  Diritto delle bambine e dei bambini all'educazione e all'istruzione dalla nascita fino a sei anni  

(1543) Massimo GARAVAGLIA ed altri.  -  Disposizioni in materia di attuazione di un piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio - educativi  

(1673) MASCITELLI ed altri.  -  Legge quadro per la promozione dello sviluppo degli asili nido con il concorso dello Stato, fatto proprio dal Gruppo parlamentare Italia dei Valori, ai sensi dell'articolo 79, comma 1, del Regolamento 

(2315) RIZZOTTI.  -  Disposizioni concernenti l'istituzione di asili aziendali

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)    

 

      Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta di ieri, nel corso della quale - ricorda il PRESIDENTE - si è conclusa l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 1. Si passa quindi all'illustrazione delle successive proposte emendative (tutte pubblicate in allegato al resoconto di ieri).

 

            In sede di articolo 2, la senatrice Anna Maria SERAFINI (PD) si dichiara preliminarmente assai dispiaciuta che il Comitato ristretto non abbia prodotto un testo condiviso su cui lavorare in modo approfondito. Dà indi conto dell'emendamento 2.1, che specifica le funzioni dei nidi e dei servizi integrativi, i quali costituiscono la sede primaria dei processi di educazione e istruzione, in un'ottica hegeliana.

            L'emendamento specifica tra l'altro che i nidi non rientrano più tra i servizi pubblici a domanda individuale atteso che essi rappresentano un diritto fondamentale del bambino e non hanno esclusivamente una funzione sociale. Osserva del resto che il nido è un sostengo alla genitorialità oltre che alla conciliazione dei tempi di lavoro con le funzioni di cura, secondo una innovazione a suo giudizio rilevante rispetto alla normativa vigente. In questo quadro, il nido costituisce il primo livello educativo ed opera in autonomia e continuità con la scuola dell'infanzia. Ritiene dunque che sia giunto il momento di predisporre un progetto complessivo che renda possibile la fuoriuscita dalla fase sperimentale ed incrementi la diffusione dei nidi su tutto il territorio nazionale, specialmente nel Meridione.

            Dà infine per illustrati i restanti emendamenti all'articolo 2 che riproducono tali concetti di base.

 

            La senatrice Mariapia GARAVAGLIA (PD) invita ad una maggiore ponderazione poiché i nidi hanno a che fare con un segmento assai prezioso per il Paese, facente leva sui diritti delle generazioni più giovani. Sostiene del resto che, collocando tali servizi nelle età precoci, si aiutino anche i genitori ad entrare in una rete di relazioni utili alla società. Illustra quindi il 2.7 che evidenzia il carattere universale del nido, al di fuori di qualsiasi intento assistenziale, manifestando a sua volta rammarico per la mancata elaborazione di un testo base che avrebbe senz'altro favorito un confronto di merito più puntuale.

            Ritiene altresì che i nidi debbano essere concepiti come occasione per migliorare la qualità della società e ampliare i servizi pubblici, non necessariamente statali, nella prospettiva di sostenere pienamente le famiglie ed educare i bambini.

 

            I restanti emendamenti all'articolo 2 si danno per illustrati.

 

            In sede di articolo 3, la senatrice Anna Maria SERAFINI (PD) si sofferma in particolare sull'emendamento 3.1, che prevede un piano di azione nazionale per la promozione del sistema integrato per l'infanzia, su cui è prevista l'intesa con la Conferenza unificata Stato-Regioni e autonomie locali. Peraltro, sulle parti in ordine alle quali non si realizzasse l'intesa, sarebbe chiamato a decidere il Parlamento a maggioranza assoluta, al fine di sbloccare eventuali difficoltà che si registrassero su determinati punti. Il piano prevede un incremento dell'accoglienza presso i nidi  pari ad almeno il 20 per cento dell'utenza su base annua, nonché il soddisfacimento integrale delle richieste di inserimento nelle scuole dell'infanzia. Si tratta di traguardi indispensabili per avvicinarsi all'obiettivo posto in sede europea di raggiungere entro il 2010 il 33 per cento di frequenza dei nidi. L'Italia, con il suo scarno 10 per cento, compresi i servizi innovativi e sperimentali, è ancora assai lontana dal conseguirlo, a differenza di altri grandi nazioni europee come Francia, Germania o Inghilterra che hanno percentuali superiori al 50 per cento grazie a recenti, cospicui investimenti.

            Ella coglie indi l'occasione per ricordare l'iter di raccolta delle firme del disegno di legge di iniziativa popolare sull'infanzia, che agì anche come stimolo alle Regioni, in molte delle quali si verificarono effettivamente sostanziali cambiamenti.

            Il piano di azione, prosegue, si pone nella medesima ottica di incrementare l'offerta al fine di promuovere la domanda ed avviare quindi la marcia di avvicinamento alla percentuale indicata in sede europea.

            Nel dare conto delle modalità con cui il piano procederebbe alla ripartizione delle risorse finanziate fra le Regioni e gli enti locali, ella richiama infine l'attenzione sul piano di investimenti previsto, nell'ambito del quale sarebbe compresa la ristrutturazione di immobili pubblici da destinare al sistema integrato per l'infanzia.

            Ella raccomanda quindi l'approvazione del predetto emendamento, che a suo avviso si pone come uno stimolo potente per lo sviluppo del settore, in totale controtendenza rispetto all'attuale definanziamento del piano nidi.

 

            La senatrice Mariapia GARAVAGLIA (PD) illustra l'emendamento 3.5, sottolineando l'importanza di accompagnare l'organizzazione dei servizi per l'infanzia con l'acquisizione di dati e informazioni idonei a garantire coerenza con un'evoluzione sociale estremamente dinamica.

 

            I restanti emendamenti all'articolo 3 sono dati per illustrati.

 

            Passando all'articolo 4, la senatrice Anna Maria SERAFINI (PD) illustra dettagliatamente gli emendamenti 4.0.1, 4.0.2 e 4.0.3, recanti rispettivamente le funzioni e i compiti dello Stato, delle Regioni e degli enti locali. L'impianto predisposto dal suo Gruppo tiene infatti conto del nuovo assetto federale dello Stato e fornisce pertanto un'adeguata articolazione rispetto ai livelli essenziali di prestazione.

            Per quanto riguarda in particolare lo Stato, ad esso competono la programmazione e la progressiva estensione del sistema integrato, la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni educative, nonché la fissazione di criteri di valutazione dell'offerta. Ritiene infatti indispensabile che anche questo segmento sia oggetto di valutazione, affinché la concezione evolutiva sia coerente con criteri pedagogici adeguati. A titolo di esempio, osserva che solo recentemente si è compreso il carattere strategico dei primi tre anni di vita del bambino per lo sviluppo del capitale umano, mentre prima si riteneva che in questa fase fosse sufficiente la mera custodia del piccolo. Non è pertanto improprio, sottolinea, parlare di valutazione di questo segmento, nonché di garanzia della qualità degli interventi.

            Sempre allo Stato competono poi la determinazione delle risorse e la tenuta di un'anagrafe dei bambini, onde ridurre gli attuali squilibri fra domanda e offerta. A tal fine, ritiene utile la collaborazione con il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza.

            Quanto alle Regioni, spetterebbe loro attuare il piano di azione sulla base delle indicazioni nazionali, nonché definire standard per le modalità organizzative delle strutture. Richiamandosi a quanto detto in precedenza, l'impostazione del suo Gruppo assicura infatti la massima flessibilità in termini gestionali ed orari, purchè siano assicurati gli standard fissati in sede regionale. Sempre alle Regioni spetterebbe poi la definizione di parametri di qualità, nonché la ripartizione agli enti locali delle risorse pubbliche in coerenza con il piano di azione.

            Passando infine ai compiti degli enti locali, ella pone in luce le funzioni di programmazione ed attuazione nel territorio di rispettiva competenza, nonché di accreditamento dei soggetti privati e di aggiornamento e formazione. Rimarca altresì il ruolo di coordinamento con le istituzioni scolastiche del primo ciclo.

            Ella illustra infine l'emendamento 4.0.4, che prevede una relazione biennale del Ministero sullo stato di attuazione della legge, volta ad assicurare il necessario monitoraggio.

 

            Il seguito dell'esame congiunto è rinviato.