Legislatura 16ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 49 del 23/10/2008

(1083) Conversione in legge del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, recante disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali

(Parere alla 5a Commissione su testo ed emendamenti. Esame e rinvio)

           

La senatrice INCOSTANTE (PD) ricorda di aver chiesto che l'esame in sede consultiva del disegno di legge in titolo, già iniziato in Sottocommissione per i pareri, avvenisse in sede plenaria, ritenendo che le osservazioni contenute nella proposta di parere del relatore dovessero essere formulate sotto forma di condizioni.  

 

            Il relatore MALAN (PdL) illustra la proposta di parere favorevole, con osservazioni, pubblicata in allegato, che richiama l'attenzione della Commissione sull'eventuale eccessiva limitazione dell'autonomia regionale, in riferimento al potere di disporre motivatamente la sospensione delle funzioni in atto da parte del commissario ad acta nominato dal Consiglio dei Ministri, sull'opportunità di inserire un riferimento puntuale all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione, per quanto riguarda il contributo annuale prioritariamente riservato a favore di Roma capitale, e sulla necessità di una correzione redazionale all'articolo 3, comma 1.

 

            Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione.

 

            Il senatore CECCANTI (PD) rileva l'incongruenza tra l'articolo 5, comma 3, del decreto, che riserva prioritariamente un contributo annuale a Roma capitale "in sede di attuazione dell'articolo 119 della Costituzione", e l'articolo 13, comma 4, del disegno di legge n. 1117 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione), che prevede, sempre in via transitoria, l'attribuzione di un contributo a Roma capitale. Sarebbe opportuno, a suo avviso, che il Governo chiarisse nel dettaglio tale profilo.

 

            Il senatore VITALI (PD) ricorda che il disegno di legge che prevede la delega al Governo di attuazione del federalismo fiscale (Atto Senato n. 1117) è stato deliberato per incoraggiare le Regioni a pronunciarsi favorevolmente sulle misure contenute nel decreto-legge n. 154. Tuttavia tale provvedimento, a suo avviso, non soddisfa le richiesta dei Comuni, con particolare riguardo alla compensazione del minore gettito dovuto all'abolizione dell'ICI sulla prima casa. A tale proposito, rileva che l'articolo 2 prevede deroghe alle norme di contabilità per consentire la compatibilità dei bilanci comunali. Tuttavia, tali artifici contabili non possono risolvere stabilmente lo squilibrio che si determina tra le voci di competenza e quelle di cassa.

            Dopo aver rilevato con soddisfazione lo stanziamento per affrontare gli squilibri finanziari delle gestioni sanitarie, si sofferma su alcuni profili di incostituzionalità del decreto-legge. L'assenza di adeguate norme di copertura finanziaria, si pone, a suo avviso, in evidente contrasto con l'articolo 81, quarto comma, della Costituzione. In secondo luogo, l'articolo 1, comma 1, lettera b), relativo alla nomina dei "subcommissari" per i piani di rientro dai deficit sanitari, e l'articolo 3, che prevede l'accorpamento di istituti scolastici, contrastano a suo avviso con le competenze legislative riservate alle Regioni. Nota infine l'improprietà del richiamo all'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione per quanto riguarda il contributo annuale attribuito a Roma capitale e la disparità di trattamento nei confronti dei comuni esclusi dalla riprogrammazione delle risorse di cui alla delibera CIPE del 30 settembre 2008.

 

            La senatrice BASTICO (PD) ritiene che il provvedimento in esame rappresenti una violazione esplicita dei princìpi di federalismo. Ricorda che tutte le Regioni hanno chiesto, in via pregiudiziale, il ritiro dell'articolo 3, che lede le competenze legislative delle Regioni in materia di definizione della rete scolastica e di programmazione dell'offerta formativa, dal momento che non si indicano criteri innovativi rispetto a quelli vigenti; ricorda anche la previsione di un termine eccessivamente breve che, in definitiva, rende inevitabile il commissariamento. Sarebbe a suo avviso opportuno modificare il testo del nuovo comma 6-bis dell'articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008, introdotto dall'articolo 3 del decreto, dovendosi far riferimento a piani di "dimensionamento" e non di "ridimensionamento".

            Dopo aver illustrato gli effetti che si produrrebbero sul territorio nazionale in termini di chiusura di istituti scolastici, soprattutto nelle zone periferiche e montane, sottolinea la sostanziale inapplicabilità delle norme che prevedono il commissariamento.

            Un ulteriore profilo di incostituzionalità si manifesta all'articolo 1, che reca disposizioni per l'attuazione dei piani di rientro dei deficit sanitari. Osserva al riguardo che le spese relative alla gestione commissariale ricadrebbero sulle stesse amministrazioni regionali.

            Dopo aver sottolineato che l'attribuzione dei contributi a Roma capitale e al comune di Catania contrasta con il principio di responsabilità della spesa connesso a quello di autonomia delle decisioni, tipici del federalismo fiscale, nota che il rimborso ai Comuni non copre interamente il minor gettito per l'abolizione dell'ICI sulla prima casa.

 

            La senatrice ADAMO (PD) ritiene che le disposizioni in materia di dimensionamento delle istituzioni scolastiche vìolino le competenze legislative delle Regioni, che si giustificano con la necessità di assumere decisioni nella piena consapevolezza delle caratteristiche e delle esigenze del territorio.

 

            Considerato l'imminente inizio della seduta dell'Assemblea, il PRESIDENTE propone di rinviare il seguito dell'esame.

 

            Conviene la Commissione.

 

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

 

La seduta termina alle ore 16.