Legislatura 16ª - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 56 del 21/10/2008
Azioni disponibili
Il senatore MORANDO (PD) evidenzia come la nota depositata dal rappresentante del Governo e vidimata dal Ragioniere generale dello Stato non rechi alcuna risposta in relazione al comma 1-bis dell’articolo 2, per cui occorre una espressa risposta, debitamente verificata dalla Ragioneria generale dello Stato, su tale punto. Al riguardo, osserva che le risorse relative all’anno 2006 non potrebbero essere impiegate risultando trascorsi due esercizi finanziari, per cui le medesime devono intendersi ormai andate in economia ed acquisite al bilancio. In ordine alle risorse relative all’anno 2008, ricorda che in sede parlamentare è stata adottata la decisione di abrogare il sistema delle cosiddette "finalizzazioni", per cui si può dedurre la non esistenza delle relative risorse con riferimento all’anno 2008. In ordine poi alle risorse relative all’anno 2007, il Governo dovrebbe fornire una specifica documentazione che chiarisca la parte relativa ad investimenti a favore di soggetti destinatari che non abbiano attivato la procedura per l’assegnazione, poiché solo tale quota di risorse potrebbe ritenersi esistente e disponibile. Anche con riferimento a tale quota di risorse, ove il Governo ne dimostrasse l’effettiva esistenza con la dovuta documentazione, il sistema di finanziamento delineato dal provvedimento in esame risulterebbe comunque meritevole di una censura ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione. E’ dunque necessaria una risposta articolata da parte del Governo e debitamente verificata dalla Ragioneria generale dello Stato, dovendosi altrimenti procedere, in ordine all’articolo 2, comma 1-bis, all’espressione di un parere contrario, ai sensi della citata norma costituzionale. Il provvedimento in esame non risulta conforme al sistema contabile di cui all’articolo 11-ter della legge 468 del 1978, atteso che a fronte di un onere certo, conseguente all’aumento del monte-ore a carico dell’insegnante unico, si prevedono risparmi di natura meramente eventuale, con riferimento a riduzioni di unità di personale, che non risultano stimate e quantificate dal Governo. Il provvedimento demanda, peraltro, ad una mera fonte regolamentare, prevedendo un successivo decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, i profili di verifica dell’onere e della relativa copertura finanziaria, con ciò integrando una palese violazione, non solo dell’obbligo di copertura finanziaria nell’ambito dello stesso provvedimento che dispone l’onere, ma anche del rispetto dell’esame parlamentare quale sede di verifica dei profili di copertura. Formula quindi osservazioni critiche in relazione al rinvio alla sede della definizione del Contratto collettivo nazionale per il comparto scuola, richiamato dal Governo, che costituisce un ulteriore elemento di indeterminatezza nonché di preoccupazione, attesi i lunghi tempi che normalmente si registrano per le definizioni in sede contrattuale. Chiarimenti dovrebbero essere forniti in relazione al rapporto tra le previsioni del provvedimento in esame, in materia di risparmi futuri ed eventuali, e le disposizioni già contenute nel decreto-legge n. 112 del 2008, in materia di riassetto scolastico, posto che in tale decreto già risultavano scontati a legislazione vigente significativi risparmi. In particolare, andrebbe chiarito se i risparmi eventuali richiamati dal provvedimento in esame siano ulteriori ovvero già previsti dalla manovra di cui al decreto-legge n. 112, posto che in tale ultimo caso si configurerebbe una copertura a valere su risorse già previste ed impiegate a legislazione vigente. Rileva, inoltre, che profili critici emergono anche in materia di utilizzo dei fondi degli istituti scolastici che, come evidenziato dalla nota del Servizio del bilancio, risultano fondi fuori dalla gestione centrale del bilancio dello Stato e sui quali non è dato operare coperture finanziarie di diverse disposizioni di legge. Sottolinea, inoltre, che il riferimento alle annualità passate pone profili problematici, atteso che per tali annualità il Parlamento ha già approvato le rendicontazioni del bilancio, per cui la norma appare meritevole di censura. In ordine alla clausola di monitoraggio contenuta nel provvedimento, formula infine osservazioni critiche, atteso che si prevede un intervento del Ministro dell’economia e delle finanze in via amministrativa, in violazione del rispetto della sede parlamentare, delineandosi un sistema che appare in contrasto con il sistema contabile e con la disposizione dell’articolo 81 della Costituzione.