Legislatura 15ª - Commissioni 6° e 11° riunite - Resoconto sommario n. 3 del 16/01/2008

 

COMMISSIONI 6ª e 11ª RIUNITE

(Finanze e tesoro) 

11ª (Lavoro, previdenza sociale)  

 

MERCOLEDÌ 16 GENNAIO 2008

3ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente della 6ª Commissione

BENVENUTO 

 

            Intervengono, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, il dottor Claudio Rotondi e il dottor Dino Antonio Carola, dirigenti sindacali della CISAL, il dottor Sebastiano Callipo, componente della segreteria generale della CONFSAL, il dottor Valentino Sempreboni e il dottor Francesco Toscano, componenti della segreteria generale della CONFSAL-SALFI, il dottor Costante Persiani, vice direttore generale delle politiche legislative della CONFCOMMERCIO, il dottor Mariano Bella, responsabile dell'ufficio studi, il dottor Luigi De Romanis, responsabile dell'ufficio lavoro e relazioni sindacali, il dottor Vincenzo Razzano, funzionario dell'ufficio fiscalità d'impresa, il dottor Giovan Battista D'Angelo e il dottor Luciano Bertozzi della medesima confederazione, nonché il dottor Mauro Bussoni, vice direttore generale della CONFESERCENTI e il dottor Giorgio Cappelli, responsabile dell’ufficio previdenza e assistenza sociale della medesima confederazione.    

 

 

            La seduta inizia alle ore 14,40.

 

 

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI  

 

Il presidente BENVENUTO fa presente che è pervenuta la richiesta, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento, di attivazione dell’impianto audiovisivo, in modo da consentire la speciale forma di pubblicità prevista, e avverte che, ove la Commissione convenga nell’utilizzazione di tale forma di pubblicità dei lavori, il Presidente del Senato ha preannunciato il proprio assenso.

 

            Non facendosi osservazioni, tale forma di pubblicità è adottata per lo svolgimento della procedura informativa prevista nella seduta odierna.

 

 

PROCEDURE INFORMATIVE 

 

Seguito dell'indagine conoscitiva sul prelievo tributario e contributivo sui redditi di lavoro: audizione dei rappresentanti della CISAL - Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori, della CONFSAL - Confederazione Generale dei Sindacati Autonomi dei Lavoratori, della CUB - Confederazione Unitaria di Base, della CONFCOMMERCIO - Confederazione Generale del Commercio, del Turismo, dei Servizi, delle Professioni e delle Piccole e Medie Imprese e della CONFESERCENTI   

 

            Riprende l’indagine conoscitiva sospesa nella seduta del 27 novembre scorso.

 

      Il presidente BENVENUTO rivolge, anche a nome del presidente TREU (PD-Ulivo), un cordiale saluto agli intervenuti, e introduce i temi della procedura informativa in titolo.

 

Prende quindi la parola, per la CISAL, il dottor ROTONDI, il quale, dopo avere espresso apprezzamento per l'interesse mostrato dalle Commissioni riunite 6a e 11a su un tema di grande attualità, quale è indubbiamente quello dell'imposizione fiscale e contributiva sui redditi di lavoro, sottolinea che l’attuale misura e struttura dell'imposizione stessa colpisce pesantemente la capacità economica delle famiglie, innescando la continua rincorsa ad incrementi salariali al fine di recuperare il potere di acquisto.

Per quanto attiene all'imposizione fiscale sui redditi di lavoro, l'Italia si colloca poi su percentuali superiori agli altri paesi europei, nei più avanzati dei quali, inoltre, vengono corrisposte retribuzioni alquanto più elevate.

Per una analisi più completa del fenomeno oggetto dell'indagine promossa dalle Commissioni riunite 6a e 11a, occorre peraltro individuare gli oneri diretti ed indiretti ai quali sono assoggettati lavoratori e pensionati: è frequente infatti il caso di provvedimenti favorevoli poi vanificati dall'aumento di oneri indiretti o di tributi locali, i quali, di regola non presentano caratteri di progressività, così come non obbediscono a tale criterio le addizionali IRPEF comunali e regionali, rispetto alla quali risulta ininfluente anche il sistema delle detrazioni, che abbatte l'imposta ma non il reddito imponibile.

A tale proposito, l'oratore fa presente che la CISAL ritiene invece indispensabile, ai fini dell'equità generale dell'imposizione, l'estensione del principio della progressività almeno ai tributi locali, e sottolinea altresì l'esigenza di rivedere l'ingente numero di balzelli non legati al reddito, come ad esempio il bollo per il possesso dell'autoveicolo.

Dopo essersi soffermato sul tema degli incapienti, per i quali ritiene inadeguato l'istituto delle detrazioni, mentre sarebbe necessario un intervento volto a consentire, anche in anni successivi, il recupero delle detrazioni non fruite, il dottor Rotondi osserva che il gettito fiscale aggiuntivo previsto nel corrente esercizio finanziario, per la sua aleatorietà, non può essere considerato una risposta esaustiva alle problematiche connesse alla tassazione dei redditi di lavoro,  mentre occorrerebbe ripensare gli strumenti approntati per conseguire determinate agevolazioni  o prestazioni collegate al reddito, rivedendo, in primo luogo la scala di equivalenza adottata per l'ISEE,  che, nell'attuale sistema, risulta penalizzante per le famiglie numerose.

In conclusione, l'oratore ricorda che recenti studi della Banca d'Italia hanno  sottolineato la maggiore efficacia, ai fini della crescita, della riduzione della pressione fiscale rispetto all'aumento delle spese: in particolare, gli studi hanno evidenziato gli effetti espansivi che potrebbero risultare da una moderata riduzione delle imposte sul lavoro e sul consumo, sia sul versante dell'investimento che su quello del consumo stesso.

 

Il dottor CALLIPO, intervenendo in rappresentanza della CONFSAL, si sofferma sugli obiettivi da perseguire in materia tributaria e contributiva, evidenziando in primo luogo che attualmente le retribuzioni non risultano rispondenti ai principi stabiliti all’articolo 36 della Costituzione, poiché non sono sufficienti ad assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Tale condizione è poi aggravata dal mancato rinnovo dei contratti collettivi: per effetto di un ritardo che si configura nei termini di una vera e propria violazione di diritti, si è altresì verificata una ulteriore e consistente perdita del potere d’acquisto dei lavoratori, con i conseguenti risvolti negativi sull’economia del Paese.

Nell'odierna politica retributiva convergono, pertanto, elementi di illegittimità  e di iniquità, che determinando riflessi pregiudizievoli anche nel settore pubblico, per il quale le istanze di produttività, nonché di fedeltà e di trasparenza, più volte avanzate dalla parte datoriale,  avrebbero dovuto comportare un adeguamento degli stipendi, in modo tale da salvaguardare il nesso sinallagmatico tra il livello delle  retribuzioni e la qualità delle prestazioni lavorative richieste.

Va sottolineata infine l’esigenza di imperniare le politiche retributive su un sistema premiale che valorizzi la produttività e la qualità del lavoro, come pure va evidenziata l’urgenza di idonei interventi in materia salariale, per i quali peraltro sussistono sufficienti risorse finanziarie, che vanno quindi adeguatamente utilizzate.

 

Il presidente BENVENUTO invita gli auditi a presentare, anche in successive memorie scritte, le rispettive proposte in merito alla tassazione degli incrementi retributivi nonché alla struttura delle aliquote fiscali, e sottolinea altresì  la particolare sensibilità delle Commissioni riunite rispetto all’esigenza di pervenire senza ulteriori indugi al rinnovo dei contratti collettivi, non solo per il settore pubblico ma anche per il settore privato. Peraltro, tale questione esula dal tema oggetto della procedura informativa in essere.

 

Il dottor BUSSONI, intervenuto in rappresentanza della Confesercenti, dopo aver evidenziato preliminarmente che la legge finanziaria per il 2008 ha intrapreso un timido percorso di alleggerimento della pressione fiscale, sottolinea la necessità di attivare misure più incisive, volte alla riduzione effettiva e costante del carico tributario per famiglie e imprese, senza circoscrivere l’area di tali interventi al solo lavoro dipendente.

La legge finanziaria per il 2008 si caratterizza per una marcata valenza redistributiva, poiché riduce l’aliquota dell’imposta sul reddito delle società – IRES – nonché l’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive – IRAP – e introduce a favore di imprese e lavoratori autonomi esercenti attività di carattere marginale un particolare regime di tassazione – cosiddetto regime dei "minimi" – e assicura infine l’obiettivo dell’invarianza di gettito attraverso una serie di provvedimenti, i cui oneri tuttavia gravano su circa tre milioni di soggetti, costituiti da imprese e lavoratori autonomi che non sono beneficiari  né delle misure relative all’IRES né del nuovo regime dei "minimi". Esclusivamente su tale platea graveranno altresì gli oneri conseguenti ai recenti interventi correttivi apportati agli studi di settore.

Sul piano delle misure del contrasto all’evasione fiscale - prosegue l'oratore -  sono positivamente valutabili le modifiche al sistema sanzionatorio previste per i casi di mancata emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, anche se permangono inaccettabili disparità di trattamento, atteso che per taluni soggetti la mancata emissione degli scontrini può determinare la chiusura dell’esercizio, mentre per altri, non assoggettati a tale regime, le sanzioni in caso di evasione fiscale risultano più blande. A tal proposito, si dovrebbe individuare una soglia minima di valore, al di sotto della quale pur essendo applicabile la sanzione pecuniaria, non sia tuttavia prevista la chiusura dell’esercizio.

Relativamente alla destinazione del cosiddetto extragettito, la Confesercenti prospetta l’opportunità di utilizzare le eventuali maggiori entrate tributarie realizzate nel corso del 2008 anche per abbattere il carico fiscale sulle piccole e medie imprese, in particolare introducendo meccanismi premiali a favore di imprese e lavoratori autonomi più virtuosi e più produttivi.

Va inoltre introdotto un sistema di imposizione duale che comporti una tassazione agevolata per la parte di reddito di lavoro autonomo derivante direttamente dall’attività lavorativa svolta e altresì una tassazione ordinaria per la parte del reddito di lavoro autonomo conseguente all’utilizzo dei mezzi produttivi e dell’organizzazione di impresa.

E’ necessario altresì superare, sia pure in maniera graduale, la differenziazione  sussistente tra le detrazioni IRPEF spettanti  ai lavoratori dipendenti e ai pensionati e quelle previste a beneficio dei lavoratori autonomi; destano invece forti  perplessità le ipotesi, recentemente emerse,  di riordino della tassazione sulle rendite finanziarie, che potrebbe determinare un surrettizio aumento della tassazione IRPEF sui dividendi, frutto del lavoro imprenditoriale organizzato in forma societaria anziché in forma individuale.

Relativamente all’IRAP, anche alla luce del contenzioso giurisdizionale insorto in materia, si prospetta la necessità di individuare con chiarezza i soggetti esclusi dall’applicabilità di tale imposta, e di elevare in maniera adeguata la soglia di esenzione e i limiti di base imponibile.

Va poi evidenziato che il nuovo livello delle aliquote d’imposta ai fini IRPEF e il passaggio dal sistema delle deduzioni a quello delle detrazioni dall’imposta lorda recentemente operato, ha modificato la curva di progressività dell’IRPEF rendendo necessaria sia una stabilizzazione del sistema – rispetto ai continui mutamenti a cui lo stesso è assoggettato – sia l’introduzione di meccanismi di semplificazione a beneficio dei datori di lavoro nella qualità di sostituti di imposta; si potrebbe poi  allineare la prima aliquota di imposta al 20 per cento, senza alcun abbassamento del livello di reddito del primo scaglione, in modo tale da introdurre profili di razionalizzazione del sistema.

Dopo avere auspicato l’introduzione di un’ imposta sostitutiva di tassazione dei redditi di locazione degli immobili, l’oratore sottolinea che il prelievo contributivo in Italia risulta più elevato della media europea: in particolare, l’aumento di gettito conseguito negli anni passati si è concentrato in larga parte sul lavoro autonomi, i cui contributi sono passati dalla soglia dello 0,5 per cento del PIL, riscontrabile negli anni settanta, a quella del 2 per cento del PIL, riscontrabile nel 2006, a fronte di un trattamento sostanzialmente stabile per il lavoro dipendente.

Per quel che concerne l’imposizione a livello locale, si evidenzia in senso critico che la minore disponibilità di risorse a disposizione degli enti territoriali ha determinato negli ultimi mesi un incremento particolarmente accentuato delle tariffe dei rifiuti solidi urbani, dell’acqua potabile e dei trasporti urbani.

 

Il dottor BELLA, in rappresentanza della Confcommercio, richiama preliminarmente i recenti interventi del Presidente del Consiglio circa l'esigenza di attivare una nuova fase di concertazione tra Governo e parti sociali, finalizzata a realizzare una crescita più robusta e di migliore qualità, per sottolineare come, in tale condivisibile prospettiva, sia necessario conciliare gli obiettivi di sviluppo dell’economia con quelli di risanamento dei conti pubblici e di equità sociale.

I livelli di crescita dell’economia italiana risultano infatti inferiori alle medie europee, come risulta dai principali indicatori, soprattutto in relazione alla sostanziale stagnazione dei consumi interni: a tale proposito, un primo ambito di intervento può essere individuato nell’incremento di produttività del sistema dei servizi, da realizzare mediante misure volte a favorire la liberalizzazione e l’innovazione.

La nuova fase di concertazione tra il Governo e le parti sociali dovrà altresì indicare nuovi obiettivi e dovrà essere imperniata su metodologie innovative, atte a valorizzare il ruolo delle organizzazioni rappresentative del comparto dei servizi, tra le quali rientra anche la Confcommercio.

In tale prospettiva sono certamente condivisibili le misure volte alla riduzione del carico fiscale sui redditi di lavoro - che devono però essere estese a tutti i contribuenti, compresi quindi i lavoratori autonomi e le piccole e medie imprese - ma è parimenti necessario incentivare l’aumento di produttività, procedendo altresì ad una riqualificazione della spesa pubblica volta ad eliminare gli sprechi e le inefficienze delle amministrazioni. E' poi indispensabile affiancare a tali interventi una riduzione delle aliquote fiscali, funzionale anche ad una riduzione dell’evasione fiscale, atteso che l’elevato livello di tassazione favorisce i comportamenti illegali dei soggetti passivi.

Nell’attuale contesto economico, caratterizzato da bassi standard di crescita, le risorse economiche derivanti da un aleatorio extragettito fiscale risultano di incerta disponibilità e non vanno quindi considerate in fase di programmazione politica e finanziaria.  Non è parimenti opportuno adottare misure di tassazione volte a incidere sulle rendite finanziarie e in taluni importanti settori, quali quelli rientranti nel comparto del turismo, è necessario operare una riduzione dell’aliquota IVA, nella prospettiva di favorirne il rilancio.

La flessione della domanda interna e i ridotti standard  di crescita dell’economia in ambito internazionale rendono dunque necessaria una riduzione del prelievo fiscale sui redditi da lavoro, finalizzata in primo luogo ad accrescere il livello dei consumi. Per perseguire tali finalità, può risultare efficace l’introduzione di misure di detassazione degli aumenti retributivi previsti in ambito contrattuale, soprattutto per quel che concerne quelli attinenti alla contrattazione di secondo livello, come pure è opportuna una riduzione della spesa pubblica non solo a livello centrale, ma anche a livello locale.

Va infine rilevato che l’impennata dei prezzi del petrolio, recentemente verificatasi, è suscettibile di ingenerare fenomeni inflazionistici, che vanno quindi fronteggiati attraverso misure di riduzione dell’accisa.

 

Il presidente TREU (PD-Ulivo) chiede al rappresentante della Confesercenti di trasmettere, anche con successiva nota scritta, dati quantitativi più precisi sui soggetti imprenditoriali e sui lavoratori autonomi esclusi dalle misure di riduzione dell'IRES e dal  nuovo regime dei "minimi", indicando altresì, se possibile, i criteri di calcolo adottati.

 

Il dottor BUSSONI assicura che provvederà quanto prima a fornire, con apposita nota scritta, i chiarimenti richiesti.

 

Dopo aver ringraziato gli intervenuti per l’ampia esposizione da ciascuno di essi svolta, il presidente BENVENUTO dichiara quindi conclusa l’odierna audizione.

 

Il seguito dell’indagine conoscitiva è pertanto rinviato.

 

 

            La seduta termina alle ore 15,30.