Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 188 del 19/12/2007

Il senatore Giovanni BATTAGLIA (SDSE) ritiene necessaria una soluzione alternativa alla proposta di testo unificato avanzata dal relatore, fermo restando l’obiettivo politico di superare le norme elettorali vigenti e di evitare la consultazione referendaria. Ricorda che la legge elettorale in vigore fu approvata dalla maggioranza nella scorsa legislatura con il fine di trarne il massimo vantaggio politico, in particolare per frapporre ostacoli all’attività di governo allo schieramento opposto nella successiva legislatura. A suo avviso, le disposizioni proposte quale base dell’esame rispondono alla stessa logica, di utilizzare lo strumento elettorale per assicurare un vantaggio ad alcune forze politiche; un atto che avrebbe effetti eversivi della democrazia e delle sue forme di rappresentanza.

Anziché tentare di individuare modelli elettorali che non potrebbero funzionare nel nostro Paese allo stesso modo in cui operano nei Paesi di provenienza, si dovrebbe optare per un sistema effettivamente e semplicemente proporzionale, tale da rendere sovrapponibile quanto più è possibile il consenso elettorale e gli eletti. È condivisibile, inoltre, l’ipotesi di introdurre una soglia di sbarramento che tuttavia sarebbe resa più elevata, nei fatti, dal calcolo dei voti a livello circoscrizionale e dall’adozione del metodo d’Hondt per l’attribuzione dei seggi, con un effetto maggioritario che sarebbe amplificato se le circoscrizioni fossero ulteriormente ridotte nonché per l’elezione del Senato, in virtù del numero minore di parlamentari da eleggere.

Conclude, sottolineando l’esigenza di attuare l’articolo 49 della Costituzione attraverso un riconoscimento normativo dei partiti politici, in coerenza con quanto avviene in altre democrazie, segnatamente quella tedesca, da cui si vorrebbe trarre il modello elettorale.