Legislatura 15ª - 13ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 79 del 30/05/2007
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IN SEDE REFERENTE
(1566) Conversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l' emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l' esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame del disegno di legge in titolo, sospeso nella seduta antimeridiana, durante la quale è stata aperta la discussione generale.
Il senatore MUGNAI (AN) rileva che il decreto-legge n. 61 del 2007 - che pur dovrebbe avviare a soluzione l'emergenza rifiuti in Campania, che dura da circa 14 anni - presenta gravi criticità, anche se talune disposizioni partono da presupposti corretti. E' quindi condivisibile la responsabilizzazione dei presidenti delle province, come pure l'avvio del nuovo piano del ciclo integrato dei rifiuti, sebbene quest'ultimo riproduca in modo incompleto alcune disposizioni del decreto legislativo n. 152 del 2006 poste a garanzia della tutela ambientale. Ciò, peraltro, può nascondere la possibilità di procedere ad affidamenti non supportati dalle necessarie garanzie di trasparenza.
Suscitano poi perplessità le norme che, senza coinvolgimento degli enti locali, individuano i siti per le discariche provinciali, scegliendo in alcuni casi parchi o aree naturalistiche. Inoltre, appare criticabile l'articolo 2, comma 1, che prevede l'utilizzazione di cave abbandonate anche sottoposte a sequestro giudiziario. Sono altresì da considerarsi in modo negativo le disposizioni che consentono di aumentare l'importo della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in quanto ciò vanifica il passaggio al cosiddetto sistema tariffario e comporta un danno nei confronti dei cittadini che si troveranno a pagare di più per un servizio non efficiente.
Dopo aver rilevato le difficoltà che si stanno determinando per aver individuato i siti delle discariche in aree poste all'interno di aree protette, evidenzia che in questi anni in Campania non si è proceduto a quel piano impiantistico che avrebbe contribuito allo smaltimento dei rifiuti che si sono accumulati. In tal senso, si è manifestata una paralisi nella realizzazione dei termovalorizzatori, impianti che chiudono correttamente il ciclo di smaltimento dei rifiuti. Appare pertanto paradossale che tali impianti che bruciano rifiuti in sicurezza siano contestati quando poi per le strade campane continuano i roghi di rifiuti che diffondono diossina.
Ad avviso del senatore LIBE' (UDC) l'ennesimo decreto-legge varato per affrontare l'emergenza nel settore dei rifiuti in Campania dimostra l'incapacità non solo degli enti che in via ordinaria dovrebbero provvedere alla corretta gestione dei rifiuti, ma anche dell'attuale gestione commissariale su cui si erano concentrate grandi aspettative. A tale riguardo, esprime la propria personale delusione nei confronti delle attività intraprese negli ultimi mesi, che non sono state in grado di risolvere una situazione che, nella sua estrema drammaticità, lede la dignità dei cittadini campani. Pur non mettendo in discussione le qualità professionali dell'attuale Commissario delegato per l'emergenza rifiuti, si deve tuttavia evidenziare che egli non è riuscito a conseguire i risultati attesi, nonostante i poteri straordinari che lo stesso Parlamento gli aveva in qualche modo riconosciuto in occasione del precedente decreto-legge. Infatti, si ha la fondata impressione che il Commissario delegato sia stato più sensibile nei confronti del Governo che delle comunità locali e dello stesso Parlamento. L'assenza del piano regionale per i rifiuti è poi la prova dell'inefficienza dell'attuale amministrazione regionale.
Nel merito del decreto-legge in esame, profonde riserve suscita la previsione di poter utilizzare cave dismesse ed abbandonate anche sottoposte a sequestro giudiziario, come anche l'articolo 7 che configura un aumento della tariffa che scarica le conseguenze dello stato emergenziale sui cittadini onesti. Ugualmente criticabile è l'articolo 8, che prevede la clausola di inviarianza delle spese, poiché appare poco credibile che non siano necessarie ulteriori risorse finanziarie. Inoltre, risulta indispensabile individuare con maggiore precisione i siti delle discariche; a tale riguardo, peraltro, non sembrano essere state prese in considerazione dalla gestione commissariale altre ipotesi, mentre permane un'incertezza sulla realizzazione dei termovalorizzatori.
Alla luce di tali motivazioni, preannuncia l'orientamento negativo della propria parte politica sulla conversione del disegno di legge in titolo.
Il senatore SCOTTI (FI) rileva che, pur nella consapevolezza della estrema gravità della situazione campana, non appare opportuno intralciare la conversione in legge del decreto-legge n. 61 del 2007, al di là delle diverse considerazioni di merito che si possono avere sulle sue singole disposizioni. Infatti, allo stato attuale, occorre consentire al Commissario delegato la possibilità di tentare di risolvere un'emergenza resa ancora più acuta dagli oltre 7 milioni di ecoballe e dalla presenza di enormi quantitativi di rifiuti nelle strade.
Rispetto a tali considerazioni iniziali, resta indubbia la grave responsabilità che ricade sull'amministrazione regionale che, in particolare, non ha compreso che il superamento dell'emergenza richiede una combinazione di varie misure: l'utilizzo delle discariche, il compostaggio ed il riciclaggio dei rifiuti, la realizzazione di un combustibile da rifiuti di qualità, nonché l'impiego degli impianti di termovalorizzazione.
Emerge altresì il fallimento dell'ideologia ambientalista così tanto cara al Ministro dell'ambiente che, da una parte, non manca di esprimere la propria contrarietà alla realizzazione dei termovalorizzatori e, dall'altra, accetta la previsione del comma 4 dell'articolo 1, che stabilisce l'utilizzazione dei siti anche in deroga alle norme in materia ambientale ed igienico-sanitaria. Ritiene infine non giustificabile la clausola di invarianza della spesa di cui all'articolo 8, tenuto conto delle enormi risorse finanziarie fin qui spese per tale emergenza.
Il presidente SODANO rinvia quindi il seguito dell'esame.