Legislatura 15ª - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 81 del 17/05/2007
Azioni disponibili
(18) Vittoria FRANCO ed altri. - Norme sul riconoscimento giuridico delle unioni civili
(62) MALABARBA. - Norme in materia di unione registrata, di unione civile, di convivenza di fatto, di adozione e di uguaglianza giuridica tra i coniugi
(472) RIPAMONTI. - Disposizioni in materia di unioni civili
(481) SILVESTRI ed altri. - Disciplina del patto civile di solidarieta'
(589) BIONDI. - Disciplina del contratto d'unione solidale
(1208) Maria Luisa BOCCIA ed altri. - Normativa sulle unioni civili e sulle unioni di mutuo aiuto
(1224) MANZIONE. - Disciplina del patto di solidarieta'
(1225) RUSSO SPENA ed altri. - Norme in materia di unione registrata, di unione civile, di convivenza di fatto, di adozione e di uguaglianza giuridica tra i coniugi
(1227) RUSSO SPENA ed altri. - Disciplina delle unioni civili
(1339) Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta antimeridiana.
Il senatore CARUSO (AN) ricorda come nella tredicesima legislatura la Commissione speciale per l'infanzia avesse affrontato la problematica della riforma delle adozioni internazionali. Dopo aver trovato senza troppe difficoltà punti di incontro su una serie di questioni rilevanti, come quella della differenza di età tra gli adottanti e l'adottato, il dibattito si era arenato sulla radicale contrapposizione sulla questione dell'ammissione all'adozione delle sole coppie sposate ovvero anche delle coppie conviventi, tesi quest'ultima sostenuta dai senatori di più accentuata tradizione laica, in particolare da quelli appartenenti al centro sinistra; tale questione era prodromica a quella, foriera di ulteriori divisioni, se dovessero essere ammesse le coppie omosessuali. In quella occasione egli propose una mediazione che incontrò vasto consenso, vale a dire quella di consentire l'adozione alle coppie che convivessero stabilmente da almeno tre anni - cioè per il tempo richiesto anche alle coppie sposate - purché avessero contratto matrimonio prima dell'adozione stessa.
Egli ha ricordato questa vicenda per chiarire quello che a suo parere dovrebbe essere l'approccio corretto al problema della convivenza, quello cioè, secondo il quale, le relazioni basate sulla convivenza, che non devono in alcun modo essere considerate di minor valore sociale rispetto al matrimonio - e tale è il motivo per cui nella sua proposta di allora un periodo di convivenza non formalizzata era ritenuto equivalente al matrimonio sotto il profilo dell'affidamento di stabilità della coppia - si caratterizzano però proprio per la mancata assunzione di un impegno formale nei confronti dell'ordinamento, impegno formale che viene invece richiesto nel momento in cui la coppia chiede allo Stato il conferimento di responsabilità così rilevanti nei confronti di un bambino in stato di abbandono, come quelle derivanti dall'adozione.
Questo approccio, che giustifica la sua contrarietà di fondo ai disegni di legge in titolo, è conforme del resto all'orientamento espresso dalla Corte costituzionale dalla sentenza n. 166 del 1998, nella quale si definiva la convivenza more uxorio come l'espressione di una scelta di libertà dalle regole.
Se si condivide tale impostazione - e non si può a suo parere non condividerla, laddove si consideri che le regole che determinano i diritti e i doveri reciproci che derivano dall'unione in completa comunità di vita di un uomo e di una donna sono disciplinati nel nostro ordinamento in una forma tipica che è quella del matrimonio - è evidente come non possano non suscitare il più vivo disagio sia quelle proposte, come quella della senatrice Franco, che fanno dipendere l'esistenza dell'unione civile da un atto pubblico di natura costitutiva sottoscritto dalle parti, sia le impostazioni, come quella che presiede al disegno di legge n. 1339, presentato dal Governo, secondo la quale i diritti e i doveri discenderebbero da una situazione di fatto, che peraltro può essere fatta valere da una parte nei confronti dell'altra, con conseguenze della cui gravità evidentemente lo stesso disegno di legge si rende conto, come dimostra la disposizione al comma 4 dell'articolo 1 che fa dipendere l'esercizio dei diritti e delle facoltà previste dalla legge da un'attualità della convivenza, peraltro di difficile definizione.
Egli esprime dunque la preoccupazione che, nell'intento di promuovere un allargamento dei diritti e delle libertà, si finisca paradossalmente per determinare l'effetto opposto, costruendo un sistema che produce vincoli e obblighi senza fornire, di converso, una tutela giuridica efficace, laddove si pensi alle modalità di scioglimento dell'unione previste ad esempio dall'articolo 16 del disegno di legge n. 18, che consentono uno scioglimento ad nutum con un surreale preavviso di tre mesi prevedendo altresì lo scioglimento ope legis in caso di matrimonio di una delle parti.
Il senatore Caruso mette in guardia la Commissione, e in particolare i colleghi della maggioranza, dai rischi connessi all'approvazione di un provvedimento che sembra nascere soprattutto da un desiderio di visibilità politica di alcune componenti dello schieramento che sostiene il Governo, un'aspirazione di visibilità che però è destinata a ritorcersi contro i suoi stessi promotori quando l'opinione pubblica finirà per accorgersi che il provvedimento è di portata molto limitata e che crea molti più problemi di quelli che vorrebbe risolvere, laddove si consideri che negli ultimi decenni la legge e la giurisprudenza hanno progressivamente fatto venir meno le discriminazioni di cui erano vittime in passato quei cittadini legati da una convivenza more uxorio.
L'oratore conclude manifestando la piena disponibilità della sua parte politica a confrontarsi su interventi di carattere limitato e puntuale, come ad esempio una modifica dell'attuale disciplina della riserva di legittima, diretti a risolvere quelle disparità, ormai del tutto marginali, di cui attualmente continuano a soffrire quelle coppie che non vogliono o non possono contrarre matrimonio.
Il presidente SALVI dichiara chiusa la discussione generale e, nel rinviare lo svolgimento della replica del relatore e del Governo alla prossima seduta, esprime un vivo ringraziamento a tutti i colleghi, ricordando che la Commissione ha svolto, sull'argomento in titolo, diciotto sedute nel corso delle quali sono stati svolti trenta interventi in discussione generale, sia da senatori componenti della Commissione, sia da altri senatori, tutti di grande spessore giuridico e di notevole valore culturale.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.