Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 58 del 29/11/2006

PROCEDURE INFORMATIVE 

 

Indagine conoscitiva sui rapporti tra libertà di informazione, sviluppo delle comunicazioni, tutela dei diritti della persona e sicurezza pubblica: audizione del Presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali   

 

Il PRESIDENTE dopo aver ringraziato il Presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali introduce i temi oggetto dell'indagine e gli dà la parola.

 

Il presidente PIZZETTI considera importante assicurare una periodica informativa delle authority al Parlamento. Ricorda le funzioni che l'Autorità garante è chiamata a svolgere, sottolineando la finalità di tutela della libertà personale quale obiettivo specifico e centrale della sua attività, anche in un più ampio contesto europeo. Si sofferma, tra l'altro, sulle competenze in materia di riservatezza delle comunicazioni, non solo telefoniche.

Ricorda come, dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre 2001, le esigenze di tutela della riservatezza debbano sempre più essere coniugate con quelle della sicurezza.

La possibilità crescente di acquisire e conservare quantità assai cospicue di dati, accentuata dal progresso delle tecnologie, rende necessario approntare più efficaci garanzie; in questo senso si era già orientata l'azione dell'Autorità quando è stato accertato il grave fenomeno di intercettazioni telefoniche che ha di recente richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica sul tema. Al riguardo, sottolinea che la ricerca del punto di equilibrio tra diritto di cronaca e tutela della riservatezza costituisce un tema cruciale e di particolare delicatezza.

Riferisce quindi sulle iniziative e sui provvedimenti, nonché sulle attività ispettive posti in essere in connessione ai più recenti casi di illeciti accessi a dati riservati. Annuncia l'intento di dedicare particolare attenzione alla raccolta di dati nell'anagrafe tributaria, in attuazione delle disposizioni del cosiddetto decreto-legge fiscale. Sottolinea infine le carenze di risorse, umane e finanziarie, di cui è dotata l'Autorità nonché l'esigenza di prevedere poteri sanzionatori e interdittivi più adeguati ai compiti assegnati.

 

Ha quindi la parola il senatore PASTORE (FI), il quale ripercorre brevemente i recenti episodi di intercettazioni illecite e ricorda le perplessità suscitate da alcune disposizioni del decreto-legge n. 223 del 2006, già segnalate dallo stesso presidente Pizzetti: occorre infatti evitare che in un unico archivio sia conservata una assai ampia quantità di dati concernenti la generalità dei cittadini, sventando il rischio di illeciti accessi, che peraltro si sarebbero recentemente già verificati. Chiede di conoscere quali siano le soluzioni prefigurate in tema di poteri sanzionatori e interdittivi da attribuire all'Autorità. Auspica infine un complessivo ripensamento della normativa sulla privacy, troppo spesso avvertita dai cittadini come aggravamento burocratico ma argine inefficace alla violazione dei loro diritti.

 

Il senatore QUAGLIARIELLO (FI) si dice convinto dell'opportunità di assicurare un rapporto di comunicazione tra le Autorità, con particolare riferimento a quella per la protezione dei dati personali, e il Parlamento. Occorre a suo avviso un ripensamento della disciplina sulla tutela dei dati personali: le nuove problematiche emerse negli anni più recenti, infatti, hanno indotto dei paradigmi alla luce dei quali l'Autorità opera, essendo sempre più frequentemente chiamata a trovare un punto di equilibrio tra contrapposte esigenze. Ritiene dunque che gli obiettivi della sua azione siano solo in parte predeterminati, implicando scelte che coinvolgono anche aspetti di natura politica: pertanto considera ancor più opportuno un rapporto di comunicazione con il Parlamento.

Quanto al problema delle risorse e degli strumenti giuridici, lamenta come troppo frequentemente sia avvertito quando si verificano emergenze che denotano l'insufficienza della struttura. Concorda con le considerazioni svolte dal senatore Pastore e ritiene utile un approfondimento su possibili interventi legislativi di riordino della materia.

 

Il senatore VILLONE (Ulivo) non condivide l'analisi secondo cui la disciplina della tutela dei dati personali ha realizzato solo una complicazione burocratica; alla luce dell'esperienza di altri Paesi emerge invece una particolare e condivisibile attenzione dell'ordinamento italiano ai temi della privacy. L'innovazione tecnologica che rende disponibile una grande quantità di dati costituisce un elemento irreversibile della società contemporanea e comporta inevitabilmente un più elevato rischio di violazione della riservatezza. Chiede al presidente Pizzetti quali siano a suo giudizio gli interventi legislativi che possono garantire una maggiore tutela dei dati sensibili.

 

Interviene quindi il senatore SINISI (Ulivo) che sottolinea l'esigenza di definire il confine tra diritto di cronaca e tutela della riservatezza. Occorre evitare di snaturare il compito svolto dall'Autorità trasformandolo in un ruolo morale anziché giuridico. Ritiene opportuno un intervento di riforma delle disposizioni legislative in materia; conclude sottolineando come gli accessi illeciti ai dati dell'anagrafe tributaria recentemente verificatisi, nel rendere manifesta l'esigenza di una maggiore tutela, hanno comunque testimoniato la sussistenza di strumenti idonei a rilevare le violazioni e a individuare i responsabili.

 

Il senatore CALVI (Ulivo) non condivide in alcun modo le critiche mosse da alcune parti al ruolo dell'Autorità: ritiene anzi ammirevole il lavoro svolto  nel corso degli anni; il Parlamento, al contrario, non è stato in grado di fornire le necessarie risposte ai gravi problemi emersi, come quello delle intercettazioni telefoniche. Premesso che si è registrato a suo avviso un eccesso di autorizzazioni alle intercettazioni, la questione che il Parlamento dovrà affrontare riguarda l'uso illecito di quelle intercettazioni.

 

Il PRESIDENTE ringrazia il presidente Pizzetti e rinvia il seguito dell'audizione ad altra seduta.

 

Il seguito dell'indagine conoscitiva è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 18,25.