Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 58 del 29/11/2006

(129) CUTRUFO.  -  Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ed introduzione del sistema della preferenza  

(313) TOMASSINI.  -  Riforma delle norme sulla elezione della Camera dei deputati  

(904) CASSON ed altri.  -  Abrogazione della legge 21 dicembre 2005, n. 270, recante modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica  

- e petizioni nn. 69 e 189 ad essi attinenti

(Esame congiunto e rinvio) 

 

      Il presidente BIANCO (Ulivo), relatore, sottolinea anzitutto che la materia, assai complessa e rilevante politicamente, dovrà essere affrontata attraverso un ampio confronto, da sviluppare dopo la presentazione di ulteriori iniziative.

            Passa quindi ad illustrare i disegni di legge in titolo. Il disegno di legge n. 129 è inteso a introdurre il voto di preferenza, che ad avviso del proponente costituisce uno strumento giuridico funzionale alla partecipazione democratica.

L’Atto Senato n. 313, invece, nelle dichiarate intenzioni del proponente mira a conseguire la formazione di autentiche maggioranze parlamentari, governi più stabili e una drastica riduzione dei partiti con una maggiore sovranità dei cittadini. L’obiettivo è perseguito con l’introduzione di un sistema basato sul modello elettorale vigente in Germania, ispirato a un criterio di rappresentatività proporzionale. Al fine di evitare la frammentazione del sistema politico, la proposta introduce clausole di sbarramento che impediscono l’ingresso in Parlamento delle formazioni più piccole.

Il disegno di legge n. 904 propone il ritorno puro e semplice alla disciplina previgente, attraverso l’abrogazione della legge di riforma approvata nella scorsa legislatura e il ripristino di un’attribuzione con metodo maggioritario di tre quarti dei seggi, mentre la restante parte sarebbe assegnata con metodo proporzionale.

Ricorda, quindi, la recente proposizione di alcuni quesiti referendari che, attraverso l’abrogazione di alcune disposizioni delle leggi vigenti, perseguono l’obiettivo dell’abolizione del collegamento tra liste diverse ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza e l’eliminazione della possibilità per un candidato di presentarsi in più circoscrizioni, riservandosi di optare successivamente. La ratio dei quesiti è dunque di pervenire a una semplificazione del sistema politico attraverso l’incentivo del premio di lista.

Da ultimo segnala l’opinione del professor D’Alimonte, autorevole studioso dei sistemi elettorali, il quale ritiene che le condizioni necessarie per assicurare il bipolarismo siano il collegio uninominale maggioritario e il premio di maggioranza; tuttavia, vista la difficoltà di introdurre nelle condizioni politiche attuali sistemi elettorali basati su collegi uninominali, egli suggerisce la via di un riformismo minore, attraverso l’introduzione del premio di maggioranza a livello nazionale per il Senato, l’estensione, con apposita revisione costituzionale, del voto ai cittadini diciottenni per l’elezione del Senato, l’esclusione dei voti delle liste che non abbiano superato la soglia di sbarramento dal computo per l’assegnazione del premio di maggioranza, l’inclusione dei voti espressi nella Valle d’Aosta dal calcolo per il premio di maggioranza alla Camera e l’abolizione della possibilità di candidature in più circoscrizioni.

 

Il senatore PASTORE (FI) osserva preliminarmente che l’avvio dell’esame dei disegni di legge in materia elettorale può essere utile ad avviare il confronto presso il Senato. Tuttavia sarà necessario acquisire le iniziative preannunciate da diversi Gruppi parlamentari ed eventuali proposte del Governo sulla medesima materia.

Giudica singolare, quindi, la proposta di introdurre una nuova normativa elettorale con la semplice abrogazione della riforma approvata nel 2005. Si tratta di una soluzione, già utilizzata in altre occasioni, che a suo avviso è contraria al sistema delle fonti del diritto e alle norme costituzionali che disciplinano il processo di formazioni delle leggi.

 

Il senatore SARO (DC-PRI-IND-MPA) invita il relatore ad osservare la massima cautela nell’approccio alla materia elettorale, tenendo conto che in vari Paesi i sistemi di alternativa bipolare stanno ormai lasciando spazio a soluzioni in senso opposto, che talvolta favoriscono anche Governi di grande coalizione, come in Germania e in Olanda. A suo avviso occorre chiedersi se davvero il sistema elettorale maggioritario garantisca adeguatamente la governabilità.

 

Il senatore GRASSI (RC-SE) ricorda l’impegno assunto dai partiti dell’Unione, in sede di predisposizione del programma di Governo, a ricercare un consenso con l’opposizione per la revisione del sistema elettorale. Prende atto che alcuni senatori dell'Ulivo hanno presentato autonome iniziative, che vanno in direzione opposta agli orientamenti del suo Gruppo. Ciò considerato, si riserva di valutare con la sua parte politica l'eventualità di un disegno di legge in materia elettorale, confermando la preferenza per il modello tedesco, che consente di risolvere congiuntamente il problema di un’adeguata rappresentatività e quello della governabilità. In ogni caso ribadisce l’opinione del suo Gruppo, favorevole alla ricerca della convergenza di maggioranza su una proposta di riforma elettorale, sulla quale ricercare successivamente anche il consenso dell’opposizione.

 

Il senatore VILLONE (Ulivo) condivide le perplessità del senatore Pastore sulla tecnica legislativa adottata nel disegno di legge n. 904, per l’introduzione di un nuovo sistema elettorale mediante la mera abrogazione della riforma approvata nella scorsa legislatura e la pretesa riviviscenza di una disciplina già abrogata.

Precisa che il Gruppo dell’Ulivo non ha presentato una sua iniziativa in materia elettorale, auspicando che la mediazione tra maggioranza e opposizione che si sta svolgendo nelle sedi politiche prosegua in sede parlamentare dopo la sessione di bilancio, con la presentazione delle proposte ufficiali dei Gruppi parlamentari.

 

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.