Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 58 del 29/11/2006

 

AFFARI COSTITUZIONALI    (1ª) 

 

MERCOLEDÌ 29 NOVEMBRE 2006

58ª Seduta (pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

BIANCO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali Naccarato. Interviene, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, il professore Francesco Pizzetti, presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, accompagnato da Mario de Bernart, Baldo Meo, Luigi Montuori, Veronica Nicotra e Laura Tempestini.      

 

            La seduta inizia alle ore 16.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE 

 

Il PRESIDENTE riferisce sugli esiti della riunione dell’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari che si è appena conclusa: in quella sede si è convenuto di prendere in considerazione, dopo la conclusione della sessione di bilancio, la proposta, avanzata dal senatore Saporito, di iscrivere all'ordine del giorno il disegno di legge n. 867 (Istituzione e ordinamento della carriera economico-finanziaria dell'Amministrazione civile dell'interno).

Inoltre, è stato integrato il programma delle audizioni per l'indagine conoscitiva sui servizi pubblici locali, prevedendo un'apposita seduta nella quale convocare un certo numero di esperti: oltre a quelli già indicati da alcuni senatori, saranno ascoltati quanti verranno indicati dai Gruppi parlamentari entro martedì 5 dicembre; intanto, il senatore Sinisi, relatore sul disegno di legge in materia (n. 772), ha già indicato i nomi dei professori Patrizio Bianchi, Luciano Gallino, Pietro Giarda, Mario Monti e Pippo Ranci.

Il presidente, quindi, informa la Commissione che è stata risolta, con una nuova assegnazione alle Commissioni riunite 1ª e 4ª, la questione di competenza sollevata in riferimento ai disegni di legge nn. 548, 644, 735 e 844, recanti provvidenze a favore delle vittime di atti di persecuzione di matrice nazifascista, durante il secondo conflitto mondiale.

 

La Commissione prende atto.

 

Il senatore PASTORE (FI), con riferimento alla votazione svoltasi nella seduta antimeridiana per i rapporti alla Commissione bilancio sui disegni di legge di bilancio e finanziaria, osserva che la questione della sostituzione del senatore a vita dimissionario Cossiga, seppure risolta correttamente sotto il profilo formale, costituisce indubbiamente un problema politico. L’iscrizione automatica al gruppo Misto dei senatori che non abbiano optato per un altro Gruppo parlamentare comporta, a suo avviso, che si debba riservare una maggiore attenzione alla volontà politica dei componenti di quel Gruppo.

Auspica, pertanto, che la questione sia affrontata anche per evitare che la posizione di prestigio che caratterizza la figura dei senatori a vita non sia delegittimata a causa di una inopinata ed esasperata assimilazione del loro status a quello dei senatori eletti.

 

Il senatore SAPORITO (AN) ricorda che la questione della partecipazione dei senatori a vita era stata posta fin dall’inizio della legislatura, in sede di votazione per l’elezione del Presidente della Commissione. Successivamente i senatori a vita hanno deciso di schierarsi politicamente con la maggioranza e dunque il problema della loro sostituzione nelle Commissioni acquista un grave valore politico.

 

Il senatore VILLONE (Ulivo) ritiene che la questione della sostituzione del senatore Cossiga sia ben chiara sotto il profilo regolamentare. Comprende le ragioni politiche che sostengono l’opposizione nel riproporre la questione, anche se con modalità che egli non condivide. Sollecita l’attenzione sulla circostanza che la polemica politica non dovrebbe impedire il conseguimento dei risultati positivi nel confronto parlamentare, come è accaduto nella seduta antimeridiana, quando il dibattito aveva consentito un’ampia condivisione delle osservazioni da includere nei rapporti alla Commissione bilancio che, pur senza preludere a un voto positivo dell'opposizione, tuttavia costituiva una base utile per il successivo confronto parlamentare.

 

Il senatore SARO (DC-PRI-IND-MPA) osserva che la questione della sostituzione del senatore Cossiga deve essere comunque risolta: si chiede, fra l’altro, con quali procedure si sostituirà il senatore Cossiga se e quando egli dichiarerà di non condividere provvedimenti all'esame della Commissione.

Esprime apprezzamento per i contenuti della proposta di rapporto approvata dalla Commissione con riferimento allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, con particolare riguardo alle osservazioni a proposito del contenimento dei costi impropri della politica, e auspica che quelle indicazioni abbiano un seguito in concrete iniziative parlamentari.

 

Il PRESIDENTE ringrazia per il garbo con cui è stata appena riproposta la questione della sostituzione del senatore a vita Cossiga, che senza dubbio è politicamente critica.

 

IN SEDE REFERENTE 

 

(129) CUTRUFO.  -  Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ed introduzione del sistema della preferenza  

(313) TOMASSINI.  -  Riforma delle norme sulla elezione della Camera dei deputati  

(904) CASSON ed altri.  -  Abrogazione della legge 21 dicembre 2005, n. 270, recante modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica  

- e petizioni nn. 69 e 189 ad essi attinenti

(Esame congiunto e rinvio) 

 

      Il presidente BIANCO (Ulivo), relatore, sottolinea anzitutto che la materia, assai complessa e rilevante politicamente, dovrà essere affrontata attraverso un ampio confronto, da sviluppare dopo la presentazione di ulteriori iniziative.

            Passa quindi ad illustrare i disegni di legge in titolo. Il disegno di legge n. 129 è inteso a introdurre il voto di preferenza, che ad avviso del proponente costituisce uno strumento giuridico funzionale alla partecipazione democratica.

L’Atto Senato n. 313, invece, nelle dichiarate intenzioni del proponente mira a conseguire la formazione di autentiche maggioranze parlamentari, governi più stabili e una drastica riduzione dei partiti con una maggiore sovranità dei cittadini. L’obiettivo è perseguito con l’introduzione di un sistema basato sul modello elettorale vigente in Germania, ispirato a un criterio di rappresentatività proporzionale. Al fine di evitare la frammentazione del sistema politico, la proposta introduce clausole di sbarramento che impediscono l’ingresso in Parlamento delle formazioni più piccole.

Il disegno di legge n. 904 propone il ritorno puro e semplice alla disciplina previgente, attraverso l’abrogazione della legge di riforma approvata nella scorsa legislatura e il ripristino di un’attribuzione con metodo maggioritario di tre quarti dei seggi, mentre la restante parte sarebbe assegnata con metodo proporzionale.

Ricorda, quindi, la recente proposizione di alcuni quesiti referendari che, attraverso l’abrogazione di alcune disposizioni delle leggi vigenti, perseguono l’obiettivo dell’abolizione del collegamento tra liste diverse ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza e l’eliminazione della possibilità per un candidato di presentarsi in più circoscrizioni, riservandosi di optare successivamente. La ratio dei quesiti è dunque di pervenire a una semplificazione del sistema politico attraverso l’incentivo del premio di lista.

Da ultimo segnala l’opinione del professor D’Alimonte, autorevole studioso dei sistemi elettorali, il quale ritiene che le condizioni necessarie per assicurare il bipolarismo siano il collegio uninominale maggioritario e il premio di maggioranza; tuttavia, vista la difficoltà di introdurre nelle condizioni politiche attuali sistemi elettorali basati su collegi uninominali, egli suggerisce la via di un riformismo minore, attraverso l’introduzione del premio di maggioranza a livello nazionale per il Senato, l’estensione, con apposita revisione costituzionale, del voto ai cittadini diciottenni per l’elezione del Senato, l’esclusione dei voti delle liste che non abbiano superato la soglia di sbarramento dal computo per l’assegnazione del premio di maggioranza, l’inclusione dei voti espressi nella Valle d’Aosta dal calcolo per il premio di maggioranza alla Camera e l’abolizione della possibilità di candidature in più circoscrizioni.

 

Il senatore PASTORE (FI) osserva preliminarmente che l’avvio dell’esame dei disegni di legge in materia elettorale può essere utile ad avviare il confronto presso il Senato. Tuttavia sarà necessario acquisire le iniziative preannunciate da diversi Gruppi parlamentari ed eventuali proposte del Governo sulla medesima materia.

Giudica singolare, quindi, la proposta di introdurre una nuova normativa elettorale con la semplice abrogazione della riforma approvata nel 2005. Si tratta di una soluzione, già utilizzata in altre occasioni, che a suo avviso è contraria al sistema delle fonti del diritto e alle norme costituzionali che disciplinano il processo di formazioni delle leggi.

 

Il senatore SARO (DC-PRI-IND-MPA) invita il relatore ad osservare la massima cautela nell’approccio alla materia elettorale, tenendo conto che in vari Paesi i sistemi di alternativa bipolare stanno ormai lasciando spazio a soluzioni in senso opposto, che talvolta favoriscono anche Governi di grande coalizione, come in Germania e in Olanda. A suo avviso occorre chiedersi se davvero il sistema elettorale maggioritario garantisca adeguatamente la governabilità.

 

Il senatore GRASSI (RC-SE) ricorda l’impegno assunto dai partiti dell’Unione, in sede di predisposizione del programma di Governo, a ricercare un consenso con l’opposizione per la revisione del sistema elettorale. Prende atto che alcuni senatori dell'Ulivo hanno presentato autonome iniziative, che vanno in direzione opposta agli orientamenti del suo Gruppo. Ciò considerato, si riserva di valutare con la sua parte politica l'eventualità di un disegno di legge in materia elettorale, confermando la preferenza per il modello tedesco, che consente di risolvere congiuntamente il problema di un’adeguata rappresentatività e quello della governabilità. In ogni caso ribadisce l’opinione del suo Gruppo, favorevole alla ricerca della convergenza di maggioranza su una proposta di riforma elettorale, sulla quale ricercare successivamente anche il consenso dell’opposizione.

 

Il senatore VILLONE (Ulivo) condivide le perplessità del senatore Pastore sulla tecnica legislativa adottata nel disegno di legge n. 904, per l’introduzione di un nuovo sistema elettorale mediante la mera abrogazione della riforma approvata nella scorsa legislatura e la pretesa riviviscenza di una disciplina già abrogata.

Precisa che il Gruppo dell’Ulivo non ha presentato una sua iniziativa in materia elettorale, auspicando che la mediazione tra maggioranza e opposizione che si sta svolgendo nelle sedi politiche prosegua in sede parlamentare dopo la sessione di bilancio, con la presentazione delle proposte ufficiali dei Gruppi parlamentari.

 

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

 

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI 

 

Il PRESIDENTE comunica che è stata chiesta la trasmissione audiovisiva per la procedura che sta per iniziare e che la Presidenza del Senato ha già preventivamente fatto conoscere il proprio assenso. Inoltre, della stessa procedura sarà redatto il resoconto stenografico.

 

            La Commissione prende atto.

 

PROCEDURE INFORMATIVE 

 

Indagine conoscitiva sui rapporti tra libertà di informazione, sviluppo delle comunicazioni, tutela dei diritti della persona e sicurezza pubblica: audizione del Presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali   

 

Il PRESIDENTE dopo aver ringraziato il Presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali introduce i temi oggetto dell'indagine e gli dà la parola.

 

Il presidente PIZZETTI considera importante assicurare una periodica informativa delle authority al Parlamento. Ricorda le funzioni che l'Autorità garante è chiamata a svolgere, sottolineando la finalità di tutela della libertà personale quale obiettivo specifico e centrale della sua attività, anche in un più ampio contesto europeo. Si sofferma, tra l'altro, sulle competenze in materia di riservatezza delle comunicazioni, non solo telefoniche.

Ricorda come, dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre 2001, le esigenze di tutela della riservatezza debbano sempre più essere coniugate con quelle della sicurezza.

La possibilità crescente di acquisire e conservare quantità assai cospicue di dati, accentuata dal progresso delle tecnologie, rende necessario approntare più efficaci garanzie; in questo senso si era già orientata l'azione dell'Autorità quando è stato accertato il grave fenomeno di intercettazioni telefoniche che ha di recente richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica sul tema. Al riguardo, sottolinea che la ricerca del punto di equilibrio tra diritto di cronaca e tutela della riservatezza costituisce un tema cruciale e di particolare delicatezza.

Riferisce quindi sulle iniziative e sui provvedimenti, nonché sulle attività ispettive posti in essere in connessione ai più recenti casi di illeciti accessi a dati riservati. Annuncia l'intento di dedicare particolare attenzione alla raccolta di dati nell'anagrafe tributaria, in attuazione delle disposizioni del cosiddetto decreto-legge fiscale. Sottolinea infine le carenze di risorse, umane e finanziarie, di cui è dotata l'Autorità nonché l'esigenza di prevedere poteri sanzionatori e interdittivi più adeguati ai compiti assegnati.

 

Ha quindi la parola il senatore PASTORE (FI), il quale ripercorre brevemente i recenti episodi di intercettazioni illecite e ricorda le perplessità suscitate da alcune disposizioni del decreto-legge n. 223 del 2006, già segnalate dallo stesso presidente Pizzetti: occorre infatti evitare che in un unico archivio sia conservata una assai ampia quantità di dati concernenti la generalità dei cittadini, sventando il rischio di illeciti accessi, che peraltro si sarebbero recentemente già verificati. Chiede di conoscere quali siano le soluzioni prefigurate in tema di poteri sanzionatori e interdittivi da attribuire all'Autorità. Auspica infine un complessivo ripensamento della normativa sulla privacy, troppo spesso avvertita dai cittadini come aggravamento burocratico ma argine inefficace alla violazione dei loro diritti.

 

Il senatore QUAGLIARIELLO (FI) si dice convinto dell'opportunità di assicurare un rapporto di comunicazione tra le Autorità, con particolare riferimento a quella per la protezione dei dati personali, e il Parlamento. Occorre a suo avviso un ripensamento della disciplina sulla tutela dei dati personali: le nuove problematiche emerse negli anni più recenti, infatti, hanno indotto dei paradigmi alla luce dei quali l'Autorità opera, essendo sempre più frequentemente chiamata a trovare un punto di equilibrio tra contrapposte esigenze. Ritiene dunque che gli obiettivi della sua azione siano solo in parte predeterminati, implicando scelte che coinvolgono anche aspetti di natura politica: pertanto considera ancor più opportuno un rapporto di comunicazione con il Parlamento.

Quanto al problema delle risorse e degli strumenti giuridici, lamenta come troppo frequentemente sia avvertito quando si verificano emergenze che denotano l'insufficienza della struttura. Concorda con le considerazioni svolte dal senatore Pastore e ritiene utile un approfondimento su possibili interventi legislativi di riordino della materia.

 

Il senatore VILLONE (Ulivo) non condivide l'analisi secondo cui la disciplina della tutela dei dati personali ha realizzato solo una complicazione burocratica; alla luce dell'esperienza di altri Paesi emerge invece una particolare e condivisibile attenzione dell'ordinamento italiano ai temi della privacy. L'innovazione tecnologica che rende disponibile una grande quantità di dati costituisce un elemento irreversibile della società contemporanea e comporta inevitabilmente un più elevato rischio di violazione della riservatezza. Chiede al presidente Pizzetti quali siano a suo giudizio gli interventi legislativi che possono garantire una maggiore tutela dei dati sensibili.

 

Interviene quindi il senatore SINISI (Ulivo) che sottolinea l'esigenza di definire il confine tra diritto di cronaca e tutela della riservatezza. Occorre evitare di snaturare il compito svolto dall'Autorità trasformandolo in un ruolo morale anziché giuridico. Ritiene opportuno un intervento di riforma delle disposizioni legislative in materia; conclude sottolineando come gli accessi illeciti ai dati dell'anagrafe tributaria recentemente verificatisi, nel rendere manifesta l'esigenza di una maggiore tutela, hanno comunque testimoniato la sussistenza di strumenti idonei a rilevare le violazioni e a individuare i responsabili.

 

Il senatore CALVI (Ulivo) non condivide in alcun modo le critiche mosse da alcune parti al ruolo dell'Autorità: ritiene anzi ammirevole il lavoro svolto  nel corso degli anni; il Parlamento, al contrario, non è stato in grado di fornire le necessarie risposte ai gravi problemi emersi, come quello delle intercettazioni telefoniche. Premesso che si è registrato a suo avviso un eccesso di autorizzazioni alle intercettazioni, la questione che il Parlamento dovrà affrontare riguarda l'uso illecito di quelle intercettazioni.

 

Il PRESIDENTE ringrazia il presidente Pizzetti e rinvia il seguito dell'audizione ad altra seduta.

 

Il seguito dell'indagine conoscitiva è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 18,25.