Legislatura 19ª - Risposta ad interrogazione scritta n. 4-02687
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Risposta all'interrogazione n. 4-02687
Fascicolo n. 137
Risposta. - A fronte delle richieste avanzate il 22 e 23 gennaio 2026 dai presidenti della Regione Calabria, della Regione autonoma della Sardegna e dalla Regione Siciliana, all'esito delle informazioni e dei dati disponibili, il Consiglio dei ministri, nella seduta del 26 gennaio 2026, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale, per la durata di 12 mesi, in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal 18 gennaio 2026, hanno colpito i territori regionali; con la medesima deliberazione sono stati stanziati, nelle more della valutazione dell'effettivo impatto degli eventi, 33.333.333 euro per la Regione Calabria, 33333.334 euro per la Regione Sardegna e 33.333.333 euro per la Regione Siciliana, per l'attuazione dei primi interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche e di attivazione delle prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale nei confronti della popolazione e delle attività economiche e produttive direttamente interessate dagli eventi.
Durante i giorni di allerta la circolazione ferroviaria nel territorio siciliano, è stata garantita con circa 470 treni operativi al giorno. L'erogazione del servizio è stata possibile grazie all'impiego quotidiano di circa 440 tra capitreno e macchinisti, supportati da oltre 40 unità tra personale di staff e personale dedicato alle attività emergenziali di esercizio. Inoltre, circa 80 operatori tra customer care e FS security, operativi giornalmente sul territorio, hanno contribuito al presidio e all'assistenza ai viaggiatori nelle stazioni. Sono stati richiesti in fase di emergenza circa 493 servizi auto sostitutivi di cui 456 sono stati effettivamente confermati.
Onde assicurare la continuità del servizio e un'adeguata informazione alla clientela, si è reso necessario attivare specifiche misure straordinarie per la gestione dell'assistenza. In particolare, sono state attuate le seguenti azioni: attivazione di presidi di autobus di scorta "calda" preventivi nelle principali località di servizio, a partire da domenica 18 gennaio; attivazione di bus emergenziali a partire dai 19 gennaio in sostituzione treni su linee: Messina-Siracusa, Palermo-Catania, Catania-Caltagirone; dal 24 gennaio mantenimento dei bus sostitutivi solo sulla tratta Messina-Taormina-Catania; istituzione di presidi straordinari di assistenza nelle stazioni di Messina, Catania e Siracusa, con il coinvolgimento dei reperibili territoriali; potenziamento della customer room, mediante l'affiancamento del reperibile di coordinamento ai due operatori in turno; coinvolgimento di tutti i reperibili di coordinamento al fine di assicurare la tempestiva pubblicazione e il costante aggiornamento della riprogrammazione dell'offerta commerciale sul sito Trenitalia, sezione “infomobilità”. Sempre in relazione alla circolazione ferroviaria, si riporta, altresì, il riepilogo numerico dei principali servizi erogati nel periodo di riferimento (19-25 gennaio): 553 bus emergenziali: 1.070 kit distribuiti; 3 riprotezioni in hotel; 3.365 notifiche sull’app; 6.272 Sms; 29 notizie infomobilità.
All'esito della dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale, con l'acquisizione, in data 30 gennaio 2026, delle prescritte intese regionali, in pari data, è stata adottata l'ordinanza di protezione civile n. 1180, con cui si è disposto la nomina dei presidenti di Regione, nell'ambito dei rispettivi territori, quali commissari delegati per fronteggiare l'emergenza. Questi ultimi, che operano a titolo gratuito, sono tenuti a predisporre un piano degli interventi urgenti, che può essere articolato anche per stralci, rimodulato e integrato, nei limiti delle risorse di cui alla citata delibera del Consiglio dei ministri, nonché delle ulteriori risorse finanziarie che potranno essere rese disponibili.
Inoltre, con la medesima ordinanza: i commissari delegati sono stati autorizzati ad assegnare un contributo mensile per l'autonoma sistemazione ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta in tutto o in parte ovvero sia stata sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorità comunali, adottati a seguito degli eventi; mediante apposita attività di ricognizione, sono stati chiamati a identificare le ulteriori misure necessarie per il superamento dell'emergenza, nonché gli interventi più urgenti di riduzione del rischio residuo, trasmettendoli al Dipartimento della protezione civile ai fini della valutazione dell'impatto effettivo degli eventi; è stata loro affidata la ricognizione dei fabbisogni per il ripristino, ove non ancora effettuato, delle strutture e delle infrastrutture pubbliche; è stata disciplinata la gestione dei materiali litoidi e vegetali rimossi dal demanio idrico, compreso il demanio lacuale, per interventi diretti ad eliminare situazioni di pericolo e per il ripristino dell'officiosità dei corsi d'acqua nonché l'eventuale individuazione da parte del commissario delegato o dei soggetti attuatori di appositi siti di deposito temporaneo per i fanghi, i detriti e i materiali derivanti dagli eventi, e le modalità per il loro successivo recupero o smaltimento; nelle more dell'attuazione del piano di gestione dei sedimenti ex articolo 117 del decreto legislativo n. 152 del 2006, le autorità di bacino distrettuali competenti, in raccordo con le Regioni interessate, redigono piani speditivi per le aree a rischio idrogeologico, finalizzati alla definizione di uno strumento gestionale, di programmazione e di attuazione dei necessari interventi urgenti di compensazione dei sedimenti; gli eventi calamitosi sono stati qualificati come costituenti causa di forza maggiore ex articolo 1218 del codice civile, in ragione del grave disagio socio-economico derivato. Conseguentemente, è stato riconosciuto ai soggetti titolari di mutui relativi agli edifici sgomberati o danneggiati ovvero alla gestione di attività di natura commerciale ed economica, anche agricola, svolte nei medesimi edifici, il diritto di chiedere agli istituti di credito e bancari, fino all'agibilità o all'abitabilità dell’immobile e comunque non oltre la data di cessazione dello stato di emergenza, una sospensione delle rate dei medesimi mutui; sono state definite ulteriori misure volte a fronteggiare specificamente la frana di Niscemi, prevedendo, in particolare, che il commissario delegato provveda alla realizzazione di un'analisi del rischio idrogeologico nel territorio e alla realizzazione di un programma di indagini geognostiche, geotecniche e di monitoraggio strumentale finalizzato ad accertare le cause del dissesto idrogeologico e a predisporre un sistema di sorveglianza.
Successivamente, il 17 febbraio 2026, è stata adottata l'ordinanza n. 1181, con cui si è provveduto a integrare l'elenco dei Comuni oggetto dell'ordinanza n. 1180, a regolare il piano della compensazione dei sedimenti e a definire ulteriori misure per garantire l'operatività del personale del Dipartimento della protezione civile e per fronteggiare la frana di Niscemi. Il 18 febbraio, il Consiglio dei ministri ha deliberato l'integrazione dello stanziamento di risorse per 200.000.000 euro per ciascuna delle annualità 2026 e 2027, per il completamento delle attività di cui alle lettere a), b) ed e) e per la realizzazione degli interventi prioritari per la riduzione del rischio residuo di cui alla lettera d) del comma 2 dell'articolo 25 del medesimo decreto legislativo.
Il Consiglio dei ministri, nella medesima seduta del 18 febbraio 2026, ha, altresì, adottato apposito decreto-legge (n. 25 del 2026), recante interventi urgenti per fronteggiare l'emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito la Calabria, la Sardegna e la Siciliana. In particolare, a tale fine sono stati stanziati: a) 165 milioni di euro (nel biennio 2026-2027), per far fronte ai danni occorsi al patrimonio privato e alle attività economiche e produttive; b) 37,6 milioni di euro (per il 2026) per il finanziamento delle misure in materia di ammortizzatori sociali; c) 78,8 milioni (per il 2026) per il finanziamento delle misure di sostegno al reddito dei lavoratori autonomi; d) 130 milioni di euro (per il 2026) per misure urgenti di sostegno alle imprese esportatrici; e) 108 milioni (per il 2026) per il sostegno alle imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura; f) 5 milioni (per il 2026) finalizzati al rilancio del turismo; g) oltre 15 milioni (nel periodo 2026-2030) per il potenziamento della risposta operativa di protezione civile; h) 25 milioni di euro finalizzati al recupero della capacità produttiva. Sono state, inoltre, previste: la sospensione dei termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi; la sospensione dell'applicazione dei limiti di emissione agli scarichi idrici delle infrastrutture colpite dagli eventi meteorologici; la sospensione delle prescrizioni delle autorizzazioni ambientali regolanti la gestione degli impianti e delle infrastrutture colpiti dagli eventi meteorologici; la sospensione di termini in favore delle imprese; il potenziamento delle strutture regionali di protezione civile; misure urgenti in materia di termini per i Comuni colpiti dagli eventi.
Con particolare riferimento alla frana che ha colpito il territorio comunale di Niscemi, con il decreto-legge n. 25 del 2026, il Governo ha altresì stanziato 150 milioni di euro per interventi di demolizione degli edifici rientranti nell'area di frana e nella fascia di rispetto, per la concessione di contributi per la delocalizzazione, nonché per interventi di prevenzione strutturale e per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico nel territorio comunale. Il capo del Dipartimento della protezione civile è stato nominato commissario straordinario per l'area di Niscemi.
Il Governo, dunque, attraverso misure normative e delibere di protezione civile, per fronteggiare l'emergenza derivanti dagli eventi calamitosi, allo stato, ha stanziato un importo complessivo superiore a 1,2 miliardi di euro.
Con riferimento alla struttura di missione "Italiasicura", si osserva che la struttura, costituita durante la XVII Legislatura, non fu riproposta durante la XVIII Legislatura. A testimoniare l'importanza che l'attuale Governo attribuisce al contrasto del dissesto idrogeologico, si segnala che, con l'articolo 29-bis del decreto-legge n. 13 del 2023, sono stati attribuiti alla Presidenza del Consiglio dei ministri il coordinamento e il raccordo necessari per affrontare le situazioni di criticità ambientale delle aree urbanizzate del territorio nazionale interessate da fenomeni di esondazione e di alluvione. Per le competenze attribuite, il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare si avvale del Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei ministri, che opera in coordinamento con il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Successivamente il Governo, con l'articolo 22 del decreto-legge n. 44 del 2023 ha disposto l'istituzione, presso il Dipartimento Casa Italia, di una segreteria tecnico-amministrativa, composta da un contingente di personale in possesso di specifica ed elevata competenza, al fine di assicurare un adeguato supporto tecnico allo svolgimento dei compiti istituzionali in materia di contrasto del dissesto idrogeologico attribuiti alla competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri. Con tali azioni si è definitivamente superata la precarietà organizzativa legata al modello della struttura di missione sostituendolo con un modello stabile e pienamente integrato nelle amministrazioni competenti.
Si evidenzia, inoltre, che il Governo, tra le prime iniziative assunte, ha istituito nel dicembre 2022 un gruppo di lavoro interministeriale per la pianificazione e la gestione dei fondi per la mitigazione del rischio idrogeologico. Il gruppo ha concluso i propri lavori a fine 2023 elaborando una relazione finale nella quale sono state analizzate le principali criticità delle politiche di settore e formulate specifiche proposte di intervento. Sulla base degli esiti del gruppo di lavoro, è stata avanzata una proposta normativa di revisione della politica di mitigazione del dissesto idrogeologico, in parte già accolta con il decreto-legge n. 153 del 2024.
Sempre nell'ambito del rafforzamento delle politiche per il contrasto al dissesto idrogeologico e del potenziamento del ruolo delle autorità di bacino, il ministro Musumeci ha promosso un accordo per la coesione finanziato con risorse FSC 2021-2027, volto alla definizione di un piano nazionale di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico. L'iniziativa individua le autorità di bacino distrettuale quali soggetti beneficiari, integrando la loro funzione pianificatoria con la gestione diretta degli interventi. Il programma mira a superare la frammentazione dei finanziamenti ordinari, spesso destinati a opere di dimensioni limitate, che non consentono un'efficace riduzione della pericolosità e della vulnerabilità territoriale. Il Dipartimento Casa Italia, in qualità di amministrazione responsabile del sottoscrivendo accordo per la coesione, del valore di 470 milioni di euro a valere sul FSC 2021-2027, ha individuato, insieme alle autorità di bacino, gli interventi prioritari per la messa in sicurezza del territorio. Tali interventi riguardano opere strutturali caratterizzate da importi sensibilmente più elevati rispetto alla programmazione ordinaria, concepite per produrre effetti più incisivi sulla resilienza dei territori esposti.
Il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare
MUSUMECI