Legislatura 19ª - Risposta ad interrogazione scritta n. 4-02075
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Risposta all'interrogazione n. 4-02075
Fascicolo n. 131
Risposta. -
Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 3 luglio 2024, ha dichiarato lo stato di emergenza di rilievo nazionale per la durata di 12 mesi, in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi dal 15 maggio al 4 giugno 2024, nel territorio della città metropolitana di Venezia, delle province di Vicenza, Verona, Padova e Treviso, del comune di Badia Polesine, in provincia di Rovigo e nel territorio in sinistra idrografica del fiume Adige, posto a valle del comune di Badia Polesine (Rovigo) fino alla foce, stanziando 26.100.000 euro per l'attuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione nonché di ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche. Nella seduta del successivo 22 luglio, il Consiglio dei ministri ha precisato che l'estensione territoriale dello stato di emergenza ricomprende anche i territori posti su entrambe le sponde dell'Adige, nel tratto a valle di Badia Polesine fino alla foce. Acquisita l'intesa regionale, con l'ordinanza n. 1093 del 30 luglio 2024, il capo del Dipartimento della protezione civile ha disposto la nomina del direttore dell'area tutela e sicurezza del territorio della Regione Veneto quale commissario delegato per fronteggiare l'emergenza.
Quest'ultimo è tenuto a predisporre un piano degli interventi urgenti, che può essere rimodulato e integrato nei limiti delle risorse di cui alla predetta delibera del Consiglio dei ministri del 3 luglio 2024, nonché delle ulteriori risorse finanziarie che potranno essere rese disponibili. Con la medesima ordinanza è stato disciplinato, altresì, il contributo di autonoma sistemazione (CAS) in favore dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta in tutto o in parte ovvero sia stata sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorità. Il commissario delegato, mediante apposita attività di ricognizione, identifica, entro 90 giorni dalla pubblicazione dell'ordinanza, le ulteriori misure di cui alle lettere a) e b) dell'articolo 25, comma 2, del decreto legislativo n. 1 del 2018, necessarie per il superamento dell'emergenza, nonché gli interventi più urgenti di cui al comma 2, lettere c) (prime misure economiche di immediato sostegno) e d) (interventi urgenti di riduzione del rischio residuo) del medesimo articolo 25, trasmettendoli al Dipartimento della protezione civile ai fini della valutazione dell'impatto effettivo degli eventi, per l'eventuale adozione da parte del Consiglio dei ministri di una o più deliberazioni di stanziamento delle ulteriori risorse necessarie.
Al fine di valutare le prime misure di immediato sostegno al tessuto economico e sociale nei confronti della popolazione e delle attività economiche e produttive direttamente interessate dagli eventi, è stata prevista la definizione, a cura del commissario, anche della stima delle risorse a tal fine necessarie, rispettivamente: 1) nel limite massimo di 5.000 euro per attivare le prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto sociale nei confronti dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa risulti compromessa, nella sua integrità funzionale, a causa degli eventi; 2) nel limite massimo di 20.000 euro per singola attività economica e produttiva per l'immediata ripresa. Tali somme sono riconosciute solo nella parte eventualmente non coperta da polizze assicurative.
Il 26 settembre 2024 il commissario delegato ha provveduto alla trasmissione del piano degli interventi per l'importo di 26.100.000 euro. Il Dipartimento, con nota del successivo 2 ottobre, ha approvato il piano per l'importo complessivo di 25.665.960 euro. Tale piano consta di 142 misure ex articolo 25, comma 2, lettera a), per la somma di 1.089.687,31 euro, cui si aggiungono gli accantonamenti per il CAS per la somma di 45.000 euro, per le organizzazioni di volontariato attivate in emergenza per la somma di 219.574 euro e per prestazioni di lavoro straordinario per la somma di 230.000 euro, e 123 interventi ex articolo 25, comma 2, lettera b), per la somma di 24.081.698,69 euro. Il 13 maggio 2025 il commissario delegato ha trasmesso sia la prima proposta di rimodulazione del piano degli interventi urgenti di protezione civile per un importo pari a 1.413.524,42 euro, sia lo stato di attuazione degli interventi. Il Dipartimento della protezione civile, con nota del 30 maggio 2025, ha approvato la proposta di rimodulazione, comunicando al commissario delegato che a seguito dell’approvazione è risultato impegnato l'intero importo deliberato dal Consiglio dei ministri nella seduta del 3 luglio 2024, pari a 26.100.000 euro (importo già interamente trasferito sull’apposita contabilità speciale con decreto del capo del Dipartimento del 24 settembre 2024).
Infine, il Consiglio dei ministri, il 12 giugno 2025, ha deliberato la proroga di 12 mesi della durata dello stato di emergenza e il 30 luglio ha deliberato l'integrazione per 40.510.000 euro delle risorse già stanziate con la precedente delibera del 3 luglio 2024.
Il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare
MUSUMECI