Legislatura 19ª - Risposta ad interrogazioni scritte nn. 4-01069, 4-01079, 4-01148
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Risposta alle interrogazioni nn. 4-01069, 4-01079, 4-01148
Fascicolo n. 81
Risposta. - Il presidente della Regione Veneto ha trasmesso il decreto del presidente della Giunta regionale n. 23 del 28 febbraio 2024 di dichiarazione dello "stato di emergenza regionale" a seguito degli eventi atmosferici avversi che dal 26 febbraio 2024 hanno colpito il territorio delle province di Vicenza, Verona, Padova e più diffusamente nella fascia pedemontana, nonché il decreto del presidente della Giunta regionale n. 31 del 21 marzo 2024 di estensione dell'efficacia del citato decreto n. 23/2024 anche al territorio delle province di Belluno e Treviso e al territorio comunale di Jesolo, in provincia di Venezia, a tutto il 10 marzo 2024. La medesima Regione, con note del 30 luglio e del 5 agosto 2024, ha chiesto la deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale in relazione alle avversità atmosferiche che hanno interessato il territorio delle province di Vicenza, Verona, Padova, Treviso, Belluno e del comune di Jesolo nei giorni dal 26 febbraio al 10 marzo 2024. A seguito della suddetta richiesta, il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri ha avviato la consueta istruttoria tecnico-amministrativa sulla base degli elementi informativi disponibili.
Ciò posto, il Dipartimento ha ritenuto che gli eventi non fossero riconducibili alla tipologia di eventi contemplati dalla lettera c) dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 1 del 2018. Nello specifico, si è riscontrato un quadro di danneggiamento localizzato sul territorio delle province di Belluno, Padova e Vicenza con situazioni puntuali e circoscritte nonché il nesso di causalità tra il danno segnalato e gli eventi è risultato di difficile individuazione, in quanto la maggior parte delle criticità appariva essere un peggioramento di situazioni già note e riconducibili agli eventi meteorologici di ottobre e novembre 2023 o agli eventi atmosferici di maggio e giugno 2024, per i quali è vigente la dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale. Inoltre, non sono stati rappresentati significativi fabbisogni per il soccorso e l'assistenza alla popolazione; i fabbisogni ammissibili afferenti alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 25 del decreto legislativo n. 1 del 2028, al netto delle segnalazioni riconducibili ad altri eventi calamitosi, precedenti o successivi, risultavano comunque limitati e non sono state fornite le stime relative ad esigenze di cui alle lettere c) ed e) dell’art. 25, nonostante esse fossero una delle motivazioni principali della richiesta di stato di emergenza.
In definitiva, le misure adottate per il soccorso e l'assistenza alla popolazione, non sembrano aver travalicato le capacità e le possibilità in via ordinaria della Regione Veneto e non è stata rilevata la presenza di un rischio residuo significativo connesso agli eventi. Al riguardo, pur comprendendosi il disagio determinatosi in conseguenza degli eventi, secondo la valutazione tecnica del Dipartimento, essi dovranno essere fronteggiati nell'ambito dei poteri e delle competenze attribuiti dalla normativa vigente alle amministrazioni ed agli enti ordinariamente preposti.
Il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare
MUSUMECI