Legislatura 19ª - Risposta ad interrogazione scritta n. 4-01135
Azioni disponibili
Risposta all'interrogazione n. 4-01135
Fascicolo n. 62
Risposta. - L'uscita del Regno Unito dall'Unione europea ha comportato la fine del regime di libertà di movimento e stabilimento da e per l'isola. Il Governo Johnson nel 2021 ha introdotto un regime migratorio denominato "Points-based system" (PBS), che impedisce di fatto l'ingresso nel Regno Unito di cittadini stranieri, di qualsiasi nazionalità, per lavori non qualificati, ossia quelli con stipendi inferiori a una soglia annuale predeterminata. Dunque già dal 2021 i cittadini italiani, per lo più giovani, intenzionati a raggiungere il Regno Unito per lavori poco o non qualificati non possono ottenere un visto lavorativo se non alle condizioni, molto stringenti, previste dal PBS.
Il Segretario di Stato per gli affari interni James Cleverly ha introdotto qualche mese fa un piano che dovrebbe portare il numero di migranti regolari nel Paese, secondo le stime del Governo britannico, a una diminuzione di circa 300.000 unità. Alcune delle relative misure, che si aggiungono al vigente PBS, stanno progressivamente entrando in vigore. Dal 4 aprile 2024 è aumentato di quasi il 50 per cento il salario minimo per assumere un lavoratore qualificato dall'estero, passando da 26.200 a 38.700 sterline. C'è però un'esenzione per gli operatori sanitari e dell'assistenza sociale e domestica, che costituiscono la maggioranza dei destinatari dei visti per lavoratori qualificati. Sono esentati anche i lavoratori a inizio carriera, universitari o neolaureati, di età inferiore ai 26 anni.
Le misure non hanno un carattere discriminatorio per i cittadini italiani, ma si applicano a tutti i cittadini stranieri. Sono parte di un quadro più ampio, e largamente anticipato, di revisione della politica migratoria del Paese. Negli ultimi anni si è assistito a un "ricambio" dei lavoratori italiani nel Regno Unito. Alla riduzione della loro presenza nei settori lavorativi poco o non qualificati corrisponde un aumento nei settori più qualificati. L'Italia è risultata nel 2023 al secondo posto per numero di visti per lavoratori qualificati tra i Paesi dell'Unione europea.
Alcuni elementi di dettaglio contribuiscono a sfumare l'apparente carattere netto della misura di aprile sui lavoratori qualificati. La norma che ha innalzato la soglia minima stipendiale per l'ottenimento del visto non ha effetti retroattivi. Dato il largo preavviso che ha preceduto la modifica della soglia, i lavoratori stranieri nel Regno Unito hanno quindi avuto la possibilità di ottenere il rinnovo dei visti alle condizioni esistenti prima dell'entrata in vigore della nuova soglia minima. In particolare, coloro già in possesso di un visto per lavoratori qualificati e coloro che hanno presentato domanda prima del 4 aprile non saranno sottoposti alla nuova soglia di 38.700 sterline.
Le novità non hanno effetti negativi sulle altre categorie di visti che il sistema britannico prevede, quali il visto per lavoro stagionale, il visto per lavoro creativo e le altre tipologie rivolte a giovani talenti, studenti e professionisti qualificati, alla ricerca di opportunità di realizzazione personale nel Regno Unito. Le nuove misure aumentano la soglia salariale necessaria per l'ottenimento di visti per ricongiungimento familiare, da 18.600 a 29.000 sterline. Anche in questo caso è esclusa la retroattività. Il Regno Unito ha stipulato accordi con alcuni Paesi, nessuno dei quali appartenenti all'Unione europea, per la concessione di "visti speciali" in presenza di determinate condizioni. L'eventuale estensione di questo trattamento all'Italia e agli altri Stati membri UE va inserita nel quadro più generale dei rapporti tra Unione europea e Regno Unito.
Esiste un costante coordinamento a Bruxelles (l'Italia è tra i protagonisti) sulle iniziative per favorire la mobilità giovanile da e per il Regno Unito. Sul piano bilaterale dei rapporti tra Roma e Londra, i diritti dei cittadini italiani residenti nel Regno Unito dopo la Brexit (studenti, lavoratori o professionisti) restano un tema prioritario.
Il Vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
CIRIELLI