Legislatura 19ª - Risposta ad interrogazioni scritte nn. 4-00603, 4-00576
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Risposta alle interrogazioni nn. 4-00603, 4-00576
Fascicolo n. 45
Risposta. - A partire dalla notte del 13 luglio 2023 la regione Veneto è stata interessata da una serie di eventi atmosferici che hanno riguardato dapprima il territorio orientale e successivamente il territorio montano per poi riversarsi nuovamente sulla fascia pedemontana e sulla pianura centrale. Il Consiglio dei ministri ha dichiarato, in data 28 agosto 2023, per la durata di 12 mesi, lo stato di emergenza per gli eccezionali eventi meteorologici che dal 13 luglio al 6 agosto 2023 hanno interessato la regione provvedendo, nelle more della valutazione dell'effettivo impatto dell'evento, ad un primo stanziamento di 8.330.000 euro a valere sul fondo per le emergenze nazionali, per l'attuazione delle prime misure urgenti di soccorso e assistenza alla popolazione, nonché di ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche.
Successivamente, in data 26 settembre 2023, è stata emanata l'ordinanza del capo del Dipartimento della protezione civile n. 1025, con cui si è disposta la nomina del direttore dell'Agenzia veneta per l'innovazione nel settore primario - Veneto agricoltura quale commissario delegato per fronteggiare l'emergenza. Il commissario delegato ha trasmesso un piano di interventi urgenti in data 3 novembre 2023, comprensivo di 371 interventi e misure per l'importo complessivo di 8.330.000 euro, corrispondente allo stanziamento di cui alla sopra indicata delibera del Consiglio dei ministri del 28 agosto 2023. All'esito dell'istruttoria svolta sono risultati ammissibili 174 interventi per un importo complessivo di 4.935.705,33 euro e conseguentemente il Dipartimento della protezione civile ha proceduto in data 16 novembre alla corrispondente approvazione parziale del piano. Con riferimento, invece, agli ulteriori interventi indicati nel piano proposto dal Commissario delegato, si rappresenta che 84 interventi (per l'importo di 822.001,01 euro) sono risultati non ammissibili e per altri 113 interventi (per l'importo di 2.572.293,66 euro) sono stati richiesti, con la medesima nota, i necessari chiarimenti, all'esito dei quali si potrà procedere alla programmazione della quota di risorse residua.
Con la medesima ordinanza n. 1025 sono stati disciplinati il contributo di autonoma sistemazione, la ricognizione delle prime misure di immediato sostegno al tessuto economico e sociale nei confronti della popolazione e delle attività economiche e produttive direttamente interessate dagli eventi, la gestione dei materiali di risulta, l'impiego del volontariato organizzato di protezione civile, nonché la copertura finanziaria per gli interventi, autorizzando l'apertura di apposita contabilità speciale intestata al commissario delegato.
Particolare rilievo riveste, inoltre, la previsione volta a qualificare gli eventi calamitosi come costituenti causa di forza maggiore, in ragione del grave disagio socio-economico derivato. Conseguentemente, è riconosciuto ai soggetti titolari di mutui relativi agli edifici sgomberati ovvero alla gestione di attività di natura commerciale ed economica, anche agricola, svolte nei medesimi edifici, il diritto di chiedere agli istituti di credito e bancari, fino all'agibilità o all'abitabilità dell’immobile e comunque non oltre la data di cessazione dello stato di emergenza, una sospensione delle rate dei medesimi mutui, optando tra la sospensione dell'intera rata e quella della sola quota capitale.
Con riferimento alle iniziative per prevenire eventi di questo tipo, si osserva che, grazie all'azione sinergica delle strutture nazionali, regionali e locali di protezione civile, le misure non strutturali, quali i sistemi di allertamento, la pianificazione di protezione civile e l'informazione alla popolazione, si sono nel corso degli anni notevolmente sviluppate e si stanno ulteriormente implementando. Relativamente ai sistemi di allettamento la nostra nazione si è dotata dal 2004 di un sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico e idraulico, che è basato su centri funzionali per la previsione e il monitoraggio dei fenomeni e che si avvale di una fitta e diffusa rete di monitoraggio meteo-idro-pluviometrica e di una rete radar meteo nazionale.
In ordine alla pianificazione di protezione civile ai diversi livelli territoriali, vengono in rilievo le indicazioni metodologiche per la gestione delle attività connesse ad eventi calamitosi di diversa natura e gravità contenute nella direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 aprile 2021 ("Indirizzi di predisposizione dei piani di Protezione Civile"). In tale direttiva (detta “direttiva piani”) viene evidenziata, in particolare, l'importanza dell'individuazione e gestione delle criticità (tra cui quelle di natura idraulica e idrogeologica) presenti nel territorio italiano attraverso adeguati scenari di evento e di rischio, sistemi di allertamento e presidi territoriali ai quali fare riferimento per impostare un’efficace pianificazione locale di protezione civile.
In tale ottica, si pongono in linea con le indicazioni contenute nella direttiva piani le attività realizzate con il programma per il supporto al rafforzamento della governance in materia di riduzione del rischio ai fini di protezione civile, finanziato nell'ambito del PON Governance e capacità istituzionale 2014-2020, condotto dal Dipartimento della protezione civile. Il programma, che ha riguardato le Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, ha portato alla realizzazione di linee guida, procedure e strumenti informatici per la mitigazione, secondo livelli standard, dei rischi idrogeologico, idraulico, sismico e vulcanico. I prodotti realizzati sono stati recepiti dalle amministrazioni regionali coinvolte diventando così strumenti d'uso comune nella protezione civile di livello regionale o comunale.
Relativamente all’informazione alla popolazione, riveste particolare importanza la campagna "Io non rischio", iniziativa di comunicazione nazionale volta a promuovere la diffusione delle buone pratiche di protezione civile attraverso l'attività di sensibilizzazione della popolazione finalizzata ad accrescere la consapevolezza sui rischi naturali o causati da attività umane cui si è esposti come individui e comunità onde promuovere azioni e comportamenti per prevenirli o ridurne le conseguenze. La campagna informativa ha riguardato fino ad oggi eventi calamitosi quali i terremoti, le alluvioni, gli incendi boschivi, i maremoti e i fenomeni vulcanici.
Infine, con riferimento allo stanziamento di ulteriori risorse per affrontare le conseguenze degli eventi meteorologici, è attualmente in corso da parte del commissario delegato la ricognizione dei fabbisogni propedeutica alla delibera di stanziamento di ulteriori risorse finanziarie ex art. 24, comma 2, del decreto legislativo n. 1 del 2018. Ulteriormente, si segnala l'intervento registratosi anche sul piano normativo a favore dei Comuni colpiti dagli eventi alluvionali di cui alle dichiarazioni di stato di emergenza deliberate dal Consiglio dei ministri il 28 agosto 2023. Premesso che il “regolamento ripristini” non appare pertinente in relazione alla prevenzione degli eventi atmosferici descritti e, comunque, è ancora in fase di negoziato a livello europeo nel cosiddetto trilogo (Parlamento, Consiglio e Commissione), occorre fare riferimento allo stanziamento finanziario disposto e regolato dalle previsioni contenute nei commi 1-ter,1-quater e 1-quinquies dell'articolo 23 del decreto-legge n. 104 del 2023, recante "disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici", introdotte in sede di conversione (avvenuta con la legge n. 136 del 2023).
In particolare, le suddette previsioni dispongono che le risorse del fondo ex articolo 14-quinquies del decreto-legge n. 176 del 2022, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 6 del 2023, per un importo pari a 115 milioni di euro per l'anno 2025 e a 120 milioni di euro per l'anno 2026, siano assegnate ai Comuni colpiti da eventi alluvionali relativi alle dichiarazioni di stato di emergenza deliberate dal Consiglio dei ministri il 28 agosto 2023, in proporzione alla quantificazione dei danni subiti. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con l'autorità politica delegata per la protezione civile, previa intesa in sede di Conferenza unificata, dovranno essere individuati criteri e modalità di riparto delle somme, tenendo conto della quantificazione dei danni subiti e dei fabbisogni individuati dal commissario delegato e comunicati al Dipartimento della protezione civile. Con successivo decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e con l'autorità politica delegata per la protezione civile, dovranno altresì essere stabilite le somme assegnate ai singoli Comuni.
Al riguardo, sono state avviate interlocuzioni tecniche col Ministero dell'interno ai fini della predisposizione, da parte del predetto dicastero, del primo schema di decreto di cui al citato comma 1-ter.
Il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare
MUSUMECI