Legislatura 19ª - Risposta ad interrogazione scritta n. 4-00619


Risposta all'interrogazione n. 4-00619
Fascicolo n. 38

Risposta. - Con riferimento all'evento critico, questo è riconducibile al detenuto M.M.L. che, il 26 luglio 2023, ha dato fuoco al materasso in dotazione nella propria camera di pernottamento, pretendendo che il medico psichiatra lo visitasse subito. Il personale è intervenuto e provveduto a spegnere l'incendio con l'estintore; il detenuto è stato quindi dislocato altrove, al fine di salvaguardarne l'incolumità. A seguito dell'incendio, tre unità di personale sono ricorse alle cure del pronto soccorso, riportando dai due ai tre giorni di prognosi. Per i fatti occorsi, è stata avviata l'azione disciplinare e data disposizione di redigere l'informativa di reato.

Ciò precisato, quanto ai dati statistici relativi alle condotte violente tenute dai detenuti del carcere di Verona nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 9 agosto 2023, risultano 7 aggressioni fisiche al personale di Polizia penitenziaria e 80 episodi di violenza, minaccia, ingiuria, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

Passando alle iniziative atte a fronteggiare il fenomeno delle aggressioni, come riferito in risposta ad interrogazioni di analogo tenore, la tutela degli agenti della Polizia penitenziaria, unitamente a quella degli operatori tutti e, naturalmente, dei ristretti in carcere, è dovere primario dell'amministrazione, perseguito costantemente con impegno. Il DAP, nel tempo, ha adottato una serie di direttive volte alla prevenzione delle condotte aggressive poste in essere dalla popolazione detenuta.

Ed allora, già con circolare 26 maggio 2015, è stata data disposizione ai provveditorati regionali di individuare alcune sezioni ove allocare quei detenuti non ancora pronti per il regime aperto, o incompatibili con esso, in osservanza a quanto previsto dall'art. 32 del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000. La norma prevede, infatti, che i detenuti e gli internati che abbiano un comportamento tale da richiedere particolari cautele, anche per la tutela dei compagni da possibili aggressioni o sopraffazioni, siano assegnati ad appositi istituti o sezioni ove sia più agevole adottare le suddette cautele. L'individuazione di tali sezioni non risponde a una logica di isolamento o punizione, bensì a un'idonea attività trattamentale che miri ad agevolare, per i soggetti che vi sono assegnati, il ritorno al regime comune "aperto" e, nel contempo, a salvaguardare detto regime da attività negative di prevaricazioni e violenza. È comunque previsto che l'allocazione presso tali sezioni venga verificata dalle direzioni periodicamente, con cadenza semestrale, al fine di appurare la permanenza delle ragioni della separazione dei soggetti che vi sono assegnati dalla restante popolazione detenuta.

Sul piano del trattamento penitenziario, nei confronti dei soggetti assegnati alle sezioni ex art. 32 del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000, la circolare prevede la predisposizione di tutti gli strumenti messi a disposizione dall'ordinamento penitenziario, con una presa in carico multidisciplinare da attuare attraverso un’intensificazione della presenza degli operatori del trattamento e delle professionalità sanitarie, al fine di approfondire la conoscenza delle problematiche e delle difficoltà relazionali o comportamentali e individuare, congiuntamente, un programma di intervento personalizzato, che tenga conto delle peculiarità del soggetto. In tale prospettiva, è prevista la ricerca di modalità di intervento integrato attivo, quali la graduale partecipazione alle attività presenti in istituto, soprattutto di carattere pratico, anche unitamente alle persone appartenenti alle sezioni ordinarie e alla sezione ordinarie a trattamento intensificato, secondo le valutazioni del gruppo interdisciplinare e le previsioni di progressività contenute nel programma di trattamento individualizzato. Infine, nell'ottica di rimarcare il carattere temporaneo e rivedibile dell'inserimento presso tali sezioni, la circolare prevede che il termine semestrale per la valutazione, previsto dal regolamento di esecuzione, deve ritenersi quale limite massimo e che, pertanto, le équipe avranno cura di procedere con valutazioni aventi almeno cadenza bimestrale.

Si menziona, inoltre, la nota DAP del 10 ottobre 2018 recante "Trasferimenti dei detenuti per motivi di sicurezza", nella quale viene specificato che le richieste delle direzioni relative all'allontanamento di detenuti per motivi di ordine e sicurezza dovranno riguardare quei soggetti responsabili di: aggressioni consumate o tentate nei confronti del personale dell'amministrazione penitenziaria, del personale medico o infermieristico e di quello del volontariato; le aggressioni consumate o tentate nei confronti di altri detenuti; i danneggiamenti dei beni dell'amministrazione e qualsiasi altro evento di violenza. Si ricorda, inoltre, la più recente circolare 22 luglio 2020, "Aggressioni al personale - linee di intervento", in cui viene evidenziata la necessità, ai fini di un ridimensionamento della portata del fenomeno delle aggressioni, di ricorrere a un approccio integrato che tenga conto sia delle esigenze di prevenzione sia delle conseguenze che scaturiscono dalla consumazione degli eventi di aggressione.

A fronte degli episodi di aggressione indirizzati contro il personale in servizio, pronta ed efficace deve essere l'azione della Polizia penitenziaria per la prevenzione di tali tipi di condotte; incisiva, dopo l'avvenuta individuazione dei responsabili delle infrazioni, la procedura disciplinare; puntuale l'attuazione delle direttive sui trasferimenti per ragioni di ordine e di sicurezza. Sarà fondamentale evitare che nella popolazione ristretta possa diffondersi la percezione di un clima di impunità, con conseguenze negative sulla garanzia dell'ordine e della disciplina.

Nei casi da considerare di particolare rilevanza, le direzioni degli istituti valuteranno di avanzare proposta di attivazione della procedura volta all'applicazione del regime di sorveglianza particolare ex art. 14-bis dell’ordinamento penitenziario. La disciplina della sorveglianza particolare si configura alla stregua di una forma di trattamento individualizzato; tale regime, infatti, si applica a condannati, internati e imputati sulla base di determinati comportamenti, i quali evidenziano una specifica pericolosità per l'ordine e la sicurezza penitenziaria. Il legislatore ha introdotto questo regime differenziato per affrontare problemi di sicurezza e ordine all'interno degli istituti penitenziari; si tratta di un regime che si applica individualmente a quei detenuti che presentino specifiche caratteristiche di pericolosità idonee a minare l'ordine e la sicurezza interni.

Vi è poi l'impiego della forza fisica disciplinato dall'art. 41 dell’ordinamento penitenziario, consentito solo in casi eccezionali ed esclusivamente di fronte a situazioni che hanno il carattere della straordinarietà; situazioni espressamente disciplinate dal legislatore, quali: commissione o semplice minaccia di atti di violenza da parte dei detenuti e degli internati, tentativo di evasione in atto o comunque già iniziato, resistenza anche passiva all'esecuzione di ordini.

Peraltro, il costante incremento di fenomeni di comportamento violento all'interno degli istituti penitenziari da parte della popolazione detenuta, soprattutto indirizzati al personale del Corpo di Polizia penitenziaria ivi operante, ha indotto, poi, il DAP a emanare la recentissima circolare 3 aprile 2023, recante "Aggressioni al personale: ulteriori linee di intervento in materia di gestione della procedura disciplinare a carico del responsabile", nella quale, ribadite le indicazioni contenute in precedenti circolari, si è rinnovato l'auspicio di un approccio integrato alla questione delle aggressioni violente, quale unica possibilità di azione di contrasto al fenomeno. In tal senso, resta fondamentale tener conto sia della necessità di prevenire tutti i fattori che possono incrementare il numero degli episodi di aggressioni, sia delle conseguenze che possono scaturire dalla loro consumazione.

Passando all'annosa problematica inerente alle carenze di organici, nuovamente va ribadito che il Ministero, a mezzo dei preposti DAP e DGMC, pone forte attenzione alle esigenze di garantire un efficace turn over del personale, risultando indubbie le criticità indicate e derivanti, altresì, da organici ridotti o comunque fortemente limitati. Come è noto, la riduzione complessiva degli organici operata dalla “legge Madia” e rivista altresì da successivi interventi normativi ha rimodulato al ribasso la dotazione complessiva del Corpo della Polizia penitenziaria, e su cui andrà, evidentemente, reimpostata una politica di incremento.

Sul punto, giova evidenziare l'incremento della dotazione organica di 1.000 unità del ruolo agenti assistenti di cui alla legge n. 197 del 2022 (legge di bilancio per il 2023). Ancora, va rammentato che nell'arco del quinquennio 2021-2025, è autorizzata, oltre al turn over, anche l'assunzione straordinaria di complessive 2.804 unità. Allo stato, peraltro, il personale previsto è attualmente quello stabilito dal precedente decreto ministeriale 2 ottobre 2017, tuttavia, si rappresenta che con decreto ministeriale 12 luglio 2023, sono state stabilite le nuove dotazioni organiche e che l'organico di Polizia penitenziaria previsto per il provveditorato regionale per il Triveneto è pari a 2.659 unità, con un incremento della dotazione organica che verrà poi ripartito per tutti gli istituti penitenziari del distretto.

Ciò premesso, quanto alla precipua situazione del carcere di Verona, a fronte di un organico previsto in 380 unità, ne risultano presenti 320, tenuto conto tenuto conto di 2 unità distaccate in entrata e 33 in uscita, dunque inferiore di 60 unità. Le carenze riguardano il ruolo dei funzionari (2 unità in meno), degli ispettori (20 in meno), e dei sovrintendenti (54 in meno); il ruolo degli agenti assistenti, invece, registra un esubero di 47 unità. Con riferimento al ruolo dei funzionari e degli ispettori, sono in essere, rispettivamente, un concorso per 120 posti e per 411, al cui esito si provvederà alla distribuzione delle risorse sul territorio nazionale, in ragione delle vacanze organiche previste.

Per quanto riguarda il ruolo dei sovrintendenti, è in essere un concorso interno a complessivi 583 posti, ed il DAP ha assegnato alla casa circondariale di Verona 2 unità maschili che raggiungeranno l'istituto entro la fine del corrente anno, a conclusione della procedura concorsuale e del previsto corso di formazione. Infine, con riferimento al ruolo agenti/assistenti, si rappresenta che l'organico della casa circondariale è stato incrementato, nel mese di luglio 2023, di 3 unità maschili e 2 unità femminili, in occasione della mobilità ordinaria collegata alle assegnazioni degli agenti del 181° corso.

Il Ministro della giustizia
NORDIO

(9 novembre 2023)