Legislatura 18 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-04039
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Risposta all'interrogazione n. 4-04039
Fascicolo n.90
Risposta. - Le discriminazioni, non solo razziali, negli stadi italiani sono un fenomeno che il Governo intende prevenire e contrastare in ogni modo. Il Ministro ha già auspicato l'approvazione di norme più restrittive da parte della FIGC e degli organi della giustizia sportiva, coerentemente con le recenti modifiche alle norme organizzative interne della federazione (art. 62) e al codice di giustizia sportiva (luglio 2019).
A gennaio 2019, la FIGC ha adottato un modello organizzativo ispirato alla prevenzione e alla cooperazione con le forze dell'ordine, al fine di valorizzare il tifo positivo, incentivando comportamenti virtuosi da parte dei veri tifosi e contestualmente tutelando, come auspicato, coloro che si dissociano da comportamenti razzisti o violenti in maniera evidente. Con la modifica dell'art. 62, è stata introdotta l'interruzione temporanea della gara ad opera dell'arbitro e viene disposto che l'annuncio al pubblico venga dato a gioco fermo, in caso di cori o striscioni razzisti e discriminatori segnalati dal responsabile dell'ordine pubblico in servizio allo stadio o dai collaboratori della procura federale.
Il nuovo codice di giustizia sportiva, in materia di razzismo e violenza, prevede una serie di disposizioni che intervengono in maniera organica sulla disciplina complessiva della lotta alla violenza negli stadi in occasione delle manifestazioni sportive. Nello specifico, il codice aggiornato prescrive una sanzione per i club che non applicano l'istituto del gradimento, espellendo dagli stadi i violenti e i razzisti, includendo esimenti e attenuanti a favore dei club relativamente ai comportamenti dei propri sostenitori, nel caso in cui si cooperi con le forze dell'ordine nell'individuazione dei responsabili di atti di violenza e discriminatori, anche attraverso l'utilizzo di circuiti di videosorveglianza.
Un altro significativo passo in avanti è avvenuto con l'approvazione, l'8 luglio 2020 da parte del Senato della Repubblica, del disegno di legge di ratifica ed esecuzione della "Convenzione del Consiglio d'Europa su un approccio integrato in materia di sicurezza fisica, sicurezza pubblica ed assistenza alle partite di calcio ed altri eventi sportivi", approvata dagli Stati membri a Saint-Denis il 3 luglio 2016 (convenzione n. 218), divenuta legge dello Stato n. 94 del 2020. Essa prevede che le autorità si impegnino a incoraggiare gli attori pubblici e privati a collaborare in occasione della preparazione e dello svolgimento delle partite di calcio; ad accertarsi che le infrastrutture sportive siano conformi alle norme e ai regolamenti nazionali per consentire una gestione efficace della folla e della sua sicurezza; accertarsi che gli spettatori siano accolti e trattati in modo appropriato durante tutta la manifestazione, ad esempio rendendo lo stadio più accessibile ai bambini, alle persone anziane ed alle persone con disabilità. È prevista inoltre una serie di misure volte a prevenire e sanzionare gli atti di violenza ed i comportamenti scorretti, fra cui misure di esclusione, procedure di sanzione nel Paese in cui è stata commessa l'infrazione o nel Paese di residenza delle persone interessate. Attraverso la convenzione gli Stati si impegnano a potenziare la cooperazione della polizia internazionale, stabilendo un punto nazionale d'informazione sul calcio (PNIC) che agevolerà lo scambio di informazioni e dati di carattere personale nel quadro delle partite internazionali.
Si segnala inoltre che, per quanto di competenza, nel mese di febbraio il Ministro ha dato impulso ad un apposito tavolo tecnico di coordinamento interministeriale, esteso a rappresentanti della FIGC e dell'osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, volto ad approfondire tematiche giuridiche, civili e penali, in materia di sport e manifestazioni sportive, con particolare riferimento alle competizioni calcistiche, anche in rapporto alle problematiche connesse alla tutela della privacy. I lavori del tavolo hanno ovviamente risentito delle intervenute esigenze connesse al dilagare dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.
Inoltre è stato istituito l'osservatorio nazionale contro le discriminazioni nello sport sulla base del protocollo d'intesa siglato dall'UNAR con la UISP e l'associazione "Lunaria", che consentirà di elaborare strategie efficaci e all'avanguardia e, attraverso un'attività di sensibilizzazione e formazione, promuovere, soprattutto nei giovani, la cultura del rispetto e dell'inclusione, nonché la prevenzione e il contrasto di ogni tipo di violenza e di discriminazione nell'ambito sportivo.
La lega calcio serie A ha prontamente aderito all'osservatorio con l'obiettivo di fornire esempi positivi soprattutto alle nuove generazioni, attraverso attività di formazione e workshop dedicati ai settori giovanili, ai calciatori, agli allenatori e agli addetti ai lavori. Con il coinvolgimento attivo dei 20 club associati, potranno essere messe in campo azioni efficaci di contrasto ai fenomeni di razzismo e discriminazioni, questioni di fondamentale rilievo per le quali si assicura ogni legittima azione ricompresa tra le deleghe che sono state affidate al Ministro.
Per quanto concerne invece il progetto "Sport e integrazione", nato nel 2014, si comunica che il 9 novembre 2020 il Ministro ha sottoscritto il protocollo d'intesa con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali per la definizione di una serie di interventi volti a promuovere lo sport come diritto, strumento di inclusione sociale, di integrazione e di valorizzazione delle diversità, contribuendo all'inclusione dei cittadini dei Paesi terzi e alla coesione sociale, alla prevenzione e contrasto della discriminazione, della xenofobia e del fenomeno del razzismo da realizzarsi in coordinamento con il Dipartimento per lo sport. Si tratta sostanzialmente della riproposizione rafforzata e ampliata del progetto nato nel 2014, i cui risultati sono stati davvero incoraggianti. La sinergia con l'iniziativa "Sport di classe" ha consentito di rivolgersi a 542.000 studenti e ai loro insegnanti per riflettere sui valori dello sport come strumento di inclusione sociale. Inoltre, risulta particolarmente significativa la partecipazione attiva di 5 atenei che hanno aderito al progetto istituendo il corso d'insegnamento "Sport e integrazione" che consente di rivolgersi direttamente ai futuri istruttori, allenatori e tecnici.
Infine, si comunica che è assicurata la più ampia disponibilità del Ministro al Ministro per le pari opportunità e la famiglia in merito alla costituzione di cabina di regia volta alla definizione di una strategia generale di contrasto alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, fenomeno che riguarda anche il mondo sportivo e al quale si intende prestare massima attenzione.
In conclusione, quindi, si conferma la volontà di sostenere e rilanciare quei progetti volti a diffondere buone pratiche e a contrastare i fenomeni di intolleranza, razzismo e discriminazione, d'intesa con le altre amministrazioni coinvolte.
Il Ministro per le politiche giovanili e lo sport
SPADAFORA