Legislatura 18 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-02511


Risposta all'interrogazione n. 4-02511
Fascicolo n.52

Risposta. - Sentita la Direzione generale competente del Ministero e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), si rappresenta quanto segue.

L'interrogazione fa riferimento alle nuove modalità di ricarica per le carte telefoniche prepagate del servizio di telefonia mobile adottate da talune compagnie telefoniche, specificamente TIM, Vodafone e Wind, nel caso in cui l'operazione di ricarica venga effettuata con modalità telematiche attraverso i terminali in dotazione, ad esempio, dei tabaccai. Tali modalità di ricarica risultano incorporare un costo pari ad un euro per servizi telefonici aggiuntivi, consistenti in quantitativi prefissati di traffico internet ovvero di chiamate voce. Nel merito, si evidenzia che i servizi aggiuntivi costituiscono un servizio non espressamente richiesto dal cliente e comportano il conseguente addebito di un costo ulteriore.

Al riguardo, si segnala che il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, dedica espressamente il suo articolo 1 al tema della "Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e libertà di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet" e dispone che la "offerta delle tariffe dei differenti operatori della telefonici [debba] evidenziare tutte le voci che compongono l'effettivo costo del traffico telefonico, al fine di consentire ai singoli consumatori un. adeguato confronto". A tal fine affida all'AGCOM il compito di vigilare sull'attuazione di tali disposizioni, nonché di stabilire le loro modalità attuative. Il medesimo decreto-legge prevede, al contempo, che la violazione di tali disposizioni e l'inottemperanza agli ordini impartiti dall'AGCOM siano sanzionati, dalla stessa Autorità, applicando l'articolo 98 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259.

Sentita sul punto, l'AGCOM conferma che i principali operatori di telefonia hanno recentemente modificato la modalità di ricarica del credito degli utenti con carte telefoniche prepagate.

Diversi utenti e associazioni dei consumatori hanno segnalato all'AGCOM che con la nuova modalità di ricarica l'importo pagato non corrisponde al credito effettivamente erogato, poiché, congiuntamente all'acquisto del credito, nella ricarica è compreso anche l'acquisto di traffico dati (Gbyte) e voce (minuti) che l'utente può consumare entro un breve periodo di tempo. Secondo le associazioni dei consumatori, tale comportamento sarebbe in contrasto con il divieto di addebitare costi fissi o contributi per la ricarica dei servizi telefonici. Inoltre, l'acquisto di volumi di traffico congiuntamente al servizio di ricarica potrebbe non essere voluto dall'utente, al quale non viene neanche riconosciuta la possibilità di rinunciarvi.

In conseguenza di tali segnalazioni, l'AGCOM riferisce di aver avviato un'attività pre-istruttoria, al fine di verificare l'applicabilità, ai casi denunciati, del richiamato art. 1 del decreto-legge n. 7 del 2007. Le verifiche in corso sono inoltre volte ad accertare il rispetto degli articoli 70 e 71 del codice delle comunicazioni elettroniche, con particolare riferimento alla trasparenza e completezza delle informazioni ricevute dagli utenti.

In esito all'istruttoria in corso, qualora fosse accertata la violazione della normativa di settore, l'AGCOM avvierà i conseguenti procedimenti sanzionatori e potrà adottare gli opportuni provvedimenti finalizzati alla cessazione di comportamenti lesivi dei diritti degli utenti.

Per concludere, si riferisce che la competente Direzione generale del Ministero è costantemente impegnata nell'elevazione del livello di tutela dei consumatori anche attraverso interventi di informazione ed educazione, condotti in cooperazione con le associazioni dei consumatori e finanziati con i fondi appositamente stanziati dall'articolo 148, rubricato "Utilizzo delle somme derivanti da sanzioni amministrative irrogate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato", della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria per il 2001). L'obiettivo è quello di favorire l'acquisizione, da parte dei consumatori, di una maggiore consapevolezza dei propri diritti e degli strumenti di tutela a propria disposizione.

Il Ministro dello dello sviluppo economico
PATUANELLI

(21 gennaio 2020)