Legislatura 18 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-01006
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Risposta all'interrogazione n. 4-01006
Fascicolo n.40
Risposta. - EuroGendFor (EGF) è una forza di polizia multinazionale a statuto militare, istituita nel 2007 con il trattato di Velsen (ratificato con legge dello Stato regolarmente pubblicata in Gazzetta Ufficiale), posta a disposizione delle varie organizzazioni internazionali per disimpegnare tutti i compiti di polizia previsti nell'ambito delle operazioni di gestione delle crisi. L'adesione all'EGF (di cui l'Italia è membro insieme a Francia, Spagna, Olanda, Portogallo, Romania e Polonia, oltre a Lituania e Turchia che, rispettivamente, rivestono lo status di partner e di observer) è subordinata al possesso di un requisito tecnico (essere forza di polizia ad ordinamento militare) e di un requisito politico (essere Paese membro ovvero candidato all'ingresso nella UE).
In tema di impiego, EuroGendFor non ha come obiettivo primario le attività di ordine pubblico, che rappresentano solo una delle capacità esprimibili dalla forza, e non svolge, coerentemente con il quadro normativo di riferimento, funzioni di polizia all'interno degli Stati membri. Il suo compito è quello di realizzare un contesto operativo comune a Paesi che posseggono una forza di polizia a statuto militare (nel caso italiano, l'Arma dei Carabinieri) per disimpegnare, nell'ambito di missioni e iniziative condotte sotto l'egida delle principali organizzazioni internazionali, i compiti di supporto e assistenza alle forze di polizia e sicurezza locali, principalmente attraverso attività addestrative e di advising.
In tale ambito, su richiesta delle stesse organizzazioni, i Paesi membri, previa autorizzazione dei rispettivi Governi e Parlamenti, possono decidere di contribuire al perseguimento del mandato della missione, autorizzando l'impiego di assetti delle proprie gendarmerie aderenti a EGF, che non dispone di una forza d'impiego permanente, essendo articolata esclusivamente su un "permanent headquarters" (PHQ) di circa 40 unità.
In particolare, sin dalla sua costituzione, la Forza è stata impiegata nelle missioni "EuFor Althea" in Bosnia-Erzegovina, "Isaf" e "Resolute support" in Afghanistan, "Minustah" ad Haiti, "EuFor Ca" ed "Eutm" in Repubblica centrafricana, "Eucap Sahel" e "Minusma" in Mali, "Ueam" in Ucraina, nel progetto UE di capacity building in favore della Tunisian national guard e, infine, in supporto alla planning & liaison cell della delegazione UE a Tripoli.
In merito alle immunità dalla giurisdizione penale italiana e degli altri Stati in cui EGF opera, il trattato istitutivo sancisce che le autorità dello Stato ospitante (Italia) o dello Stato ricevente (lo Stato in cui le forze di EuroGendFor stazionano o transitano) hanno il diritto di esercitare la loro giurisdizione sul personale militare, civile e sui loro familiari nel caso di reati commessi all'interno dei loro territori e punibili in base alle leggi di tale Stato, anche se non punibili dalle leggi dello Stato d'origine.
Quanto, infine, al controllo su EGF, al vertice della forza è posto un comitato interministeriale di alto livello (comité interministeriel de haut niveau, CIMIN), composto dai rappresentanti dei dicasteri competenti di ciascun Paese membro, con funzioni di controllo ed indirizzo strategico. Esso è presieduto, a turno annuale, dagli Stati membri e composto da un rappresentante del Ministero degli affari esteri, un rappresentante del Ministero della difesa o dell'interno e dal comandante generale o direttore generale delle rispettive forze di gendarmeria.
Per l'Italia vi partecipano il Ministero della difesa tramite lo Stato maggiore della Difesa, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri.
Il Ministro della difesa
TRENTA