Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-01787
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Risposta all'interrogazione n. 4-01787
Fascicolo n.148
Risposta. - Con l'atto di sindacato ispettivo, traendo spunto dalla notizia della presenza, nel carcere genovese di Pontedecimo, di una giovane donna di nazionalità cinese, madre di un neonato di 20 giorni, viene posto all'attenzione il delicato tema delle tutele e dei limiti posti dalla legge a salvaguardia delle detenute madri, sollecitando l'adozione di tutte le misure più opportune. È un tema su cui il Ministero si è particolarmente impegnato nel corso dell'ultimo anno, realizzando importanti progressi e modalità custodiali maggiormente rispettose della maternità delle donne detenute.
Dalle puntuali informazioni acquisite presso la Procura della Repubblica di La Spezia, si è appreso che, effettivamente, la signora Zheng Chunmiao il 23 agosto 2013 era stata raggiunta da ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari, in relazione ai reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Tuttavia, secondo quanto precisato nella nota della Procura, dagli atti di indagine nessun riferimento vi era al fatto che l'indagata avesse un figlio di pochi giorni, né che nel corso delle indagini si trovasse in stato di gravidanza. Infatti, il giorno successivo all'esecuzione dell'ordinanza ed alla lettura del verbale di esecuzione, dal quale è emerso che la signora Zheng era stata condotta presso la casa circondariale di Genova Pontedecimo unitamente al proprio figlio Zhang Massimo Jin Cai, nato il 6 agosto 2013, al termine dell'interrogatorio di garanzia il giudice per le indagini preliminari, con parere favorevole del pubblico ministero, ha ordinato l'immediata scarcerazione della signora, sostituendo la misura cautelare inizialmente disposta con quella degli arresti domiciliari. Successivamente, secondo quanto comunicato, anche tale misura è stata revocata e, in data 21 novembre 2013, la signora Zheng è stata rimessa in libertà.
In relazione al tema più generale relativo allo stato di attuazione della legge n. 62 del 2011 che ha introdotto disposizioni a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori, il competente Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha riferito che, allo stato, sono operativi sul territorio nazionale 4 Icam, i quali, secondo dati aggiornati al 19 ottobre 2016, ospitano complessivamente 32 detenute madri ed i loro figli.
In particolare, l'Icam di Milano, che ha una capienza di 12 posti, ospita 5 detenute madri ed i loro 5 bambini; l'Icam di Venezia, che ha una capienza di 18 posti, ed è destinato a soddisfare anche le esigenze dell'Emilia-Romagna, ospita 9 detenute madri, con 12 bambini; l'Icam di Senorbì, in Sardegna, ha una capienza di 6 posti, ma fino ad oggi non ha ancora ospitato nessuno; l'Icam di Torino, che ha una capienza di 14 posti, e che soddisfa anche le esigenze della Liguria, ospita 6 detenute madri e 9 bambini. Un quinto Icam è stato recentemente istituito trasformando la casa li reclusione a custodia attenuata per tossicodipendenti di Lauro: sono in corso di completamento gli ultimi lavori di adeguamento della struttura e le attività di collaudo.
Preme evidenziare che le strutture sin qui riferite non esauriscono l'azione programmata in questo settore dal Governo. Il Ministero, infatti, sta continuando a lavorare nella direzione di ampliare la rete degli istituti a custodia attenuata sul territorio nazionale, in modo da garantire alle detenute un'effettiva prossimità territoriale in grado di sostenere e favorire le relazioni genitoriali e familiari. Infatti, è in corso la redazione del progetto esecutivo per la realizzazione dell'Icam di Roma presso l'edificio chiamato "Casa del Fattore" ed i lavori di ristrutturazione dell'immobile sono già inseriti nel programma di edilizia penitenziaria per il 2016. In Toscana sono stati riavviati, dopo un periodo di sospensione, i progetti per la ristrutturazione di un Icam a Firenze, presso un edificio messo a disposizione dall'opera pia "Madonnina del Grappa". In Sicilia, il progetto di riconversione in Icam della struttura a custodia attenuata "Carmen Salpietro", che ospitava internati dell'ex ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, ha già superato lo studio di fattibilità per i necessari interventi di adeguamento.
Preme evidenziare che l'impegno del Ministero sul tema della tutela delle detenute madri si è tradotto anche nella creazione di apposite sezioni nido in 18 istituti penitenziari, nonché nella ormai prossima realizzazione della prima casa famiglia protetta. In proposito, preme sottolineare che il 27 ottobre 2016 è stato sottoscritto il protocollo di intesa con il Comune di Roma e la fondazione "Poste insieme", per l'avvio del progetto "La casa di Leda" volto alla realizzazione della prima casa famiglia protetta, in attuazione dell'art. 4 della legge n. 62 del 2011. Il protocollo prevede che la casa famiglia protetta, che sarà intitolata a Leda Colombini, abbia sede in Roma presso un immobile confiscato alla mafia, situato nel quartiere dell'Eur. La struttura è stata resa agibile attraverso interventi di manutenzione effettuati da detenuti ristretti presso l'istituto di Rebibbia e gli arredi sono stati donati dall'Ikea, che dovrebbe provvedere alla consegna proprio nei prossimi giorni. Il sostegno finanziario dell'opera è affidato al Dipartimento delle politiche sociali e sussidiarietà del Comune di Roma e alla fondazione Poste insieme. La casa famiglia protetta di Roma sarà la prima struttura di questo genere attivata sul territorio italiano, ed è destinata ad ospitare sino a 6 genitori con bambini sino ai 10 anni di età.
Si ricorda in conclusione che, nel solco delle iniziative intraprese e sin qui ripercorse, si inserisce anche l'importante protocollo d'intesa con l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza e l'associazione "Bambinisenzasbarre" onlus, sottoscritto il 6 settembre 2016, volto proprio a favorire il mantenimento dei rapporti tra genitori detenuti ed i loro figli, nella salvaguardia del superiore interesse dei minori.
Il Ministro della Giustizia
ORLANDO