Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-02305


Risposta all'interrogazione n. 4-02305
Fascicolo n.64

Risposta. - Nell’ambito dei processi di spending review in atto nelle pubbliche amministrazioni, da oltre un anno la Direzione investigativa antimafia ha adottato diverse misure di riduzione di alcuni oneri a carattere fisso e ricorrente, innescando un processo virtuoso che ha permesso, tra l’altro, di reindirizzare parte delle risorse disponibili.

In ordine alla riduzione delle abilitazioni all’accesso al sistema di indagine SDI, la razionalizzazione trae origine dalla necessità di sospendere le credenziali a quel personale che, a causa del proprio incarico, non necessita dell’utilizzo di tale strumento di indagine; ciò anche a mente delle disposizioni impartite dal Garante per la protezione dei dati personali che, nel sancire le prescrizioni afferenti ai soggetti abilitati alla consultazione e all’inserimento dei dati, ha espressamente previsto che sia verificata “la congruità del numero elevato di soggetti abilitati, accertando se la sua ampiezza è realmente giustificata in rapporto alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi”, adottando “le misure conseguenti per ciò che riguarda abilitazioni, profili di autorizzazione e designazione degli incaricati del trattamento, mantenendo nel tempo alta la vigilanza affinché il numero dei soggetti abilitati resti appropriato in rapporto alle esigenze di servizio”.

Per quanto riguarda invece la banca dati della Camera di commercio Infocamere, la riduzione delle abilitazioni all’accesso trova la propria ragion d’essere esclusivamente in esigenze di contenimento della spesa.

Va comunque considerato che entrambe le misure citate sono state adottate, tenendo conto anche di possibili successivi adattamenti connessi a giustificate esigenze di servizio.

Circa la riduzione dei fondi destinati alla DIA, inoltre, si precisa che sino alla data del 31 dicembre 2011 gravavano sul capitolo 2671 anche gli oneri per il pagamento del trattamento economico accessorio a favore del personale in servizio. Dal 1° gennaio 2012 è stato invece creato un apposito capitolo di bilancio dedicato unicamente al pagamento della citata indennità accessoria (capitolo 2673); pertanto, considerando che i fondi a disposizione della DIA sono ora ripartiti in due capitoli di spesa, ne consegue che nel triennio 2012-2014 non sono stati rilevati mutamenti sostanziali nelle dotazioni finanziarie sul capitolo 2671, destinato alle sole spese di funzionamento dell’articolazione centrale e di quelle territoriali, che, addirittura, risultano essere maggiori rispetto al biennio precedente e allineate a quelle del 2005.

Per il potenziamento delle dotazioni tecnico-investigative, poi, ulteriori risorse sono state recuperate e quindi rese disponibili, attraverso i consistenti risparmi ottenuti sul fronte delle locazioni passive con il rilascio delle sedi eccessivamente onerose (e il contestuale utilizzo delle strutture demaniali).

Per quanto concerne, invece, l’asserito ricorso a una società esterna per la gestione del sistema archivistico integrato, si comunica che la DIA non ha sottoscritto alcun contratto commerciale al riguardo; tale sistema, che disciplina il flusso della corrispondenza "in entrata" e "in uscita" dalla DIA, è entrato in vigore il 6 maggio 2013 (sostituendo la precedente applicazione informatica operante dal 1996) e da allora i suoi programmi sono stati progettati e realizzati esclusivamente da personale in forza alla DIA che ne assicura, altresì, la gestione e la manutenzione evolutiva.

Con riferimento alla situazione del personale, si rappresenta che la forza effettiva della Direzione investigativa antimafia ammonta attualmente a 1.339 unità a fronte delle 1.450 organicamente previste e che il volume dei dati numerici relativi alle fuoriuscite e alle immissioni di nuove unità, dal 1° gennaio ad oggi, è rimasto sostanzialmente equilibrato.

Quanto infine all’attività di verifica svolta dalla DIA in merito ai lavori connessi all’Expo Milano 2015, si è provveduto a potenziare il sistema dei controlli sulle attività contrattuali delle pubbliche amministrazioni interessate attraverso l’istituzione di appositi organismi composti anche da membri della Direzione investigativa antimafia. In tal modo, vi sono operatori della DIA all’interno sia della sezione specializzata del Comitato dl coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere, istituita presso la Prefettura di Milano, sia del Gruppo interforze centrale per l’Expo Milano 2015, istituito presso la direzione centrale della Polizia criminale.

Per quanto detto, si assicura che il Governo non ha in atto né in progetto lo smantellamento di una struttura basilare per il contrasto della criminalità organizzata, qual è senz’altro la Direzione investigativa antimafia.

Il Vice ministro per l'interno
BUBBICO

(11 novembre 2014)