Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-00741


Risposta all'interrogazione n. 4-00741
Fascicolo n.58

Risposta. - Nell’atto di sindacato ispettivo si chiede quali iniziative si intendano assumere al fine di verificare effettività e congruenza degli interventi eseguiti e da eseguire nella villa Reale di Monza, avendo cura di destinare il monumento ad attività culturali e didattiche, restituendo, così, l’immobile ai cittadini come museo e sede di eventi espositivi, nonché di alta rappresentanza istituzionale.

Si premette, innanzitutto, che il Ministero, fino al 2010, anno di costituzione del consorzio pubblico (costituito da Comune di Monza, Regione Lombardia e Ministero), che da quella data gestisce il monumento, aveva in consegna l’ala sud, di proprietà statale, comprendente gli appartamenti reali. Negli ultimi 20 anni sono stati eseguiti numerosissimi interventi di restauro che hanno recuperato e valorizzato questa porzione tanto da essere l’unico spazio della villa musealizzato e visitabile, con una spesa complessiva, dal 1992 ad oggi, pari a 12.574.717 euro a carico di questa amministrazione. Con gli interventi degli anni 2002-2005 la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici territorialmente competente ha eseguito anche i restauri delle 9 stanze di proprietà del Comune, altro comproprietario dell’immobile.

Il resto della villa non è mai stato interessato da un restauro né dalla dovuta manutenzione, ed anzi, nel 2002, durante i lavori sulle coperture, curati dallo stesso Comune di Monza, a causa di errori tecnici si è verificato un copioso ingresso di acqua piovana che ha comportato un ulteriore forte degrado delle superfici decorate e degli stupendi pavimenti lignei intarsiati che solo ora, dopo più di 10 anni, si stanno restaurando. Il Comune di Milano ha concentrato il proprio interesse più sul parco e, in particolar modo, sull’autodromo, qui ospitato, fino alla definitiva cessione della propria quota parte alla Regione Lombardia.

La villa Reale, dunque, fino all’intervento oggetto dell’interrogazione, ad eccezione degli appartamenti reali ospitati nell’ala sud e delle 9 stanze del corpo centrale, si trovava in uno stato di estrema fatiscenza, condizione mascherata dall’aspetto esteriore delle facciate che, invece, apparivano sostanzialmente ben conservate.

All’atto della costituzione del consorzio è stata consegnata al nuovo ente la porzione di villa di proprietà statale, perfettamente conservata ed arredata. Il consorzio poteva rappresentare l’istituzione capace di coordinare i programmi, razionalizzare gli interventi e, soprattutto, sollecitare l’assegnazione di nuovi e fondamentali fondi per iniziare il delicato intervento di restauro.

In merito ai lavori, si comunica che la Soprintendenza ha seguito con particolare attenzione l’iter progettuale e l’esecuzione dei lavori. Il progetto preliminare è stato elaborato da un gruppo di tecnici di grande preparazione professionale, selezionati da una gara di progettazione pubblica, e le scelte sono sempre state fatte in contraddittorio con la Soprintendenza stessa che ha imposto diverse modifiche quando le proposte non erano adeguate e coerenti con il valore storico-artistico del bene, come nel caso relativo ad un'ipotizzata funzione alberghiera nel corpo centrale, ipotesi che la Soprintendenza ha bocciato, indirizzando il recupero del monumento ad usi maggiormente compatibili. A seguito di modifica progettuale è stata accettata la proposta di dotare la villa di alcuni spazi di ristorazione, ma nel piano seminterrato, ritenendo tale scelta sicuramente migliorativa per la conservazione del monumento e in grado di consentire di utilizzare il belvedere, dove gli spazi ristorativi erano stati precedentemente previsti, per manifestazioni culturali.

Questa amministrazione non è a conoscenza di quanto riportato nell’interrogazione relativamente alle dichiarazione dell’amministratore delegato di Italiana costruzioni “circa l’ipotesi di adibire in futuro parte della Villa a mostra mercato dell’antiquariato”. Si sottolinea, comunque, che l’edificio è sottoposto alla disciplina della normativa di tutela dei beni culturali prevista dal codice di settore e, come tale, i suoi usi dovranno essere specificamente autorizzati dall’ufficio ministeriale che verificherà di volta in volta la loro compatibilità con la conservazione e la dignità del monumento.

Per quanto riguarda, poi, il restauro dell’apparato decorativo, la competente Soprintendenza, sia in fase autorizzativa che in quella cantieristica, ha potuto riscontrare un'elevata qualità professionale, sia degli operatori che dei direttori dei lavori. Considerando l’importanza dell’intervento, l’impegno della Soprintendenza è stato, e continua ad essere, assiduo, non limitandosi alla sola fase della valutazione progettuale, ma sostanziandosi anche nella puntuale e costante verifica della fase cantieristica.

Il degrado degli appartamenti imperiali al primo piano, a causa del lungo abbandono delle strutture e del copioso ingresso di acqua piovana durante il rifacimento del tetto nel 2002, aveva raggiunto un livello impensabile e il recupero è dovuto anche alla preparazione e alla serietà degli addetti ai lavori. Preme sottolineare che l’intervento di restauro ha interessato anche impegnativi consolidamenti strutturali delle murature e fondazioni per risolvere gravi problemi di carattere statico.

Gli scavi segnalati nel luglio 2013, a cui si fa riferimento, sono necessari per ospitare i macchinari di climatizzazione della villa e sono stati sovradimensionati in quanto in futuro dovranno ospitare anche i macchinari per l’ala nord, attualmente non interessata dai lavori. La localizzazione di questi vani interrati vicino alla villa si è resa necessaria per evitare di intaccare il patrimonio arboreo del parco che contempla piante secolari. Al riguardo, come ricordato, la Soprintendenza è già intervenuta indicando le necessarie opere di mitigazione che dovranno essere realizzate per mascherare opportunamente queste strutture tecniche.

La Soprintendenza continua ad essere impegnata direttamente nei lavori di restauro finanziati con fondi Arcus, per 1.500.000 euro, che interessano l’ala sud, con il restauro delle facciate e della copertura, compreso lo smaltimento dell’amianto rinvenuto.

Si comunica, in conclusione, che i lavori di restauro del corpo centrale sono stati ultimati e inaugurati il 26 giugno 2014. I locali saranno gestiti dalla società “Nuova villa Reale”, individuata dalla Regione Lombardia a seguito di bando di gara, che ha eseguito l’intervento di restauro utilizzando fondi propri e contributi messi a disposizione dalla Regione medesima. Di tutto il complesso immobiliare resta, pertanto, da recuperare l’ala nord che pure necessita di urgenti interventi di restauro che, purtroppo, al momento non sono previsti per mancanza di fondi.

Il Sottosegretario di Stato per i beni e delle attività culturali e del turismo
BORLETTI DELL'ACQUA

(7 ottobre 2014)