Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-01685, 4-02342
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Risposta alle interrogazioni n. 4-01685, 4-02342
Fascicolo n.51
Risposta. - La vicenda è oggetto della massima attenzione da parte del Ministero, poiché investe profili di particolare valenza sociale che influenzano l’intero tessuto economico e produttivo locale. Si assicura che tutti i soggetti istituzionali coinvolti, in particolare l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e la Prefettura-Ufficio territoriale del Governo di Trapani, stanno profondendo il loro impegno per favorire il buon esito della vicenda e stanno percorrendo tutte le strade giuridicamente possibili, sia per mantenere la vitalità dell’organismo imprenditoriale e consentire la ripresa dell’attività aziendale, sia per salvaguardare i diritti dei dipendenti del gruppo.
L’Agenzia ha preso in carico la gestione delle confische relative alla società solo il 17 novembre 2013, quando lo stato di dissesto era già conclamato. Consapevole della gravità della situazione, l’Agenzia ha nominato un proprio coadiutore, al fine di svolgere, con tutta l’urgenza del caso, le verifiche e gli approfondimenti necessari a dimensionare in maniera corretta lo stato economico-finanziario della società, le criticità gestionali e operative e le linee di azione da intraprendere.
Dagli accertamenti svolti è emerso un quadro di strutturale deficit finanziario, noto da oltre un anno agli organi sociali, i quali, ciò nonostante, non avevano assunto efficaci soluzioni volte al ripristino dell’equilibrio economico- finanziario e alla salvaguardia del livelli occupazionali. Pertanto, l’Agenzia ha immediatamente attivato una verifica dell’esistenza sul mercato di soggetti interessati a rilevare in blocco, anche previa stipula di contratto di affitto d’azienda, le attività del centro distribuzione (Cedi) e dei punti vendita sul territorio, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali. Nel frattempo, il consiglio d’amministrazione della società ha avviato il piano per l’attivazione della cassa integrazione e per la sospensione delle attività dei punti vendita meno riforniti o meno rilevanti, come concordato con l’Agenzia stessa.
Con il fondamentale supporto delta Prefettura di Trapani e delle istituzioni locali, l’Agenzia ha condotto trattative con diversi interlocutori interessati alla società e l’attenzione si è focalizzata in particolare su un gruppo aziendale, come potenziale affittuario, che si era dimostrato disponibile a mantenere inalterati i livelli occupazionali. È stata dunque predisposta una bozza di contratto che era sottoposta a due sole condizioni sospensive: il parere positivo dell’Agenzia, sulla base delle formali informative rese dalla Prefettura in merito al possibile affittuario, e l’autorizzazione del tribunale di Trapani in ordine al collegato affitto delle aziende delle società Logicom srl e Stegicom srl, anch’esse oggetto di sequestro (ma non sotto il governo dell’Agenzia).
Interrotta la trattativa a causa dell’introduzione, da parte dell’interlocutore individuato, di temi negoziali che la società e l’Agenzia non hanno potuto in alcun modo accettare, perché estremamente svantaggiosi sotto il profilo sia economico che occupazionale, oltre che incompatibili con l’assoluta urgenza imposta dalla situazione, si è provveduto a contattare gli altri interlocutori che avevano manifestato un interesse verso la società.
In considerazione delle istanze dl fallimento già presentate presso il tribunale di Marsala da alcuni fornitori, dell’elevato numero (oltre 100) di decreti ingiuntivi già notificati presso la sede legale dell’azienda, delle intimazioni di sfratto per morosità di alcuni dei proprietari degli immobili di alcuni punti vendita, l’Agenzia ha autorizzato la società a presentare istanza di cosiddetto concordato in bianco. Tale istanza è stata presentata il 17 gennaio scorso al tribunale di Marsala che, proprio nella stessa giornata, era chiamato a pronunciarsi sulle diverse istanze di fallimento presentate dal creditori sociali nei confronti della “6 Gdo srl”.
La presentazione del ricorso per concordato preventivo di tipo liquidatorio rappresentava l’unica soluzione per mantenere, nei termini concessi dalla legge, una residua vitalità dell’organismo imprenditoriale, con l’auspicio di un pronto subentro da parte di un altro operatore del settore in quanto affittuario o acquirente dell’azienda distributiva. Peraltro, la protezione offerta dal regime concordatario era la sola che poteva, allo stesso tempo, paralizzare un’immediata pronuncia di accoglimento delle istanze di fallimento e inibire le azioni esecutive in danno della società stessa.
Il 29 gennaio 2014, il tribunale di Marsala ha concesso al gruppo 6 Gdo srl il termine del 25 marzo per la presentazione della proposta di concordato preventivo, fissando l’udienza al successivo 28 marzo per la comparizione delle parti.
Al fine di salvaguardare i livelli occupazionali, l’Agenzia ha sollecitato il consiglio di amministrazione del gruppo 6 Gdo srl a verificare la possibilità di concludere le trattative pendenti sotto la copertura del regime di concordato, procedendo, nel caso di una mancata concretizzazione delle stesse, a una diversa impostazione programmatica del piano concordatario che prevedesse, tra l’altro, la cessione parcellizzata dei diversi punti vendita e la definizione transattiva dei rapporti con i creditori volta anche ad assicurare il voto positivo degli stessi in sede di approvazione del piano concordatario.
Entro il termine del 28 marzo, è stata presentata al tribunale di Marsala una prima bozza di piano concordatario, contenente concrete, formalizzate proposte di acquisto ed opzione di acquisto per 28 dei 42 punti vendita, ragion per cui il tribunale ha prorogato al 25 maggio il termine per la prosecuzione delle trattative in corso.
Nel frattempo è intervenuta da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali la concessione della cassa integrazione straordinaria ai circa 200 lavoratori della 6 Gdo srl.
Dopo una serie di negoziati infruttuosi, nel mese di maggio la Esse Emme srl, consorziandosi con altri due operatori (Petitto sri e Ge.Be.Com srl) ha formulato un’offerta unica e complessiva per l’affitto con opzione d’acquisto della rete di vendita, con esclusione del centro distrubuzione e secondo le seguenti modalità: 1) affitto con opzione di acquisto di quasi tutti i punti vendita (38 su 42) con assunzione del personale in carico e con assorbimento di ulteriori unità di personale, da un minimo assicurato di 30 dipendenti a un massimo di 60 dipendenti, sempre commisurata alle esigenze di ogni singolo supermercato, da prelevare dal centro distribuzione; 2) affitto con opzione di acquisto dei punti vendita precedentemente gestiti dalle collegate società in sequestro Logicom e Stegicom, con l’assorbimento delle 52 unità di personale in servizio presso i 3 punti vendita; 3) contratto di esclusiva per il trasporto di tutte le merci presso i supermercati Sisa della Sicilia occidentale riservato a una costituenda cooperativa di circa 20 autisti in carico presso il centro distribuzione.
I 4 punti vendita, con 20 unità di personale, non rientranti nella cessione dell’intera rete sarebbero stati restituiti ad altra amministrazione giudiziaria, come da provvedimento autorizzativo del tribunale misure di prevenzione di Palermo.
Tale offerta è diventata parte integrante dei piano concordatario proposto, per rafforzare il quale l’Agenzia ha anche autorizzato, a far data dal 17 gennaio 2014, la sospensione dei canone di locazione dovuto dal gruppo 6 Gdo srl alla Grigoli Distribuzione srl (altra società in confisca) per la struttura immobiliare del centro distribuzione.
Per completezza, occorre far rilevare che con la riduzione di personale prevista dall’offerta di affitto, il centro distribuzione sarebbe potuto diventare anche più appetibile per eventuali consorzi di imprenditori interessati.
L'Agenzia, nella giornata del 21 maggio 2014, ha quindi autorizzato la sottoscrizione del contratto di cessione della rete aziendale, secondo l’offerta generale appena illustrata, risultata la più conveniente in termini economici e in grado di offrire idonea garanzia di salvaguardia dei posti di lavoro. Il provvedimento autorizzativo ha condizionato risolutivamente l’intero contratto al rilascio delle certificazioni antimafia e all’approvazione dei piano concordatario da parte del tribunale di Marsala.
Il piano concordatario, così predisposto, è stato presentato al tribunale di Marsala il successivo 25 maggio, che non l’ha accolto, con contestuale dichiarazione di inammissibilità dell’istanza di concordato preventivo e conseguente declaratoria di fallimento del gruppo 6 Gdo srl.
Di conseguenza, il 13 giugno, l’Agenzia ha ricevuto in consegna dal curatore fallimentare il compendio aziendale della società. Il curatore fallimentare dovrà, pertanto, limitare la propria attività a una sommaria ricognizione dei beni, astenendosi, comunque, dal compiere ogni attività connessa al suo ufficio che possa interferire sulla custodia, conservazione e amministrazione dei beni in confisca, tutte attività di esclusiva competenza dell’Agenzia.
La grave emergenza sociale derivante dalla sentenza di fallimento della 6 Gdo srl e il conseguente inevitabile licenziamento dl circa 240 lavoratori diretti, oltre a circa altri 200 lavoratori dell’indotto, hanno posto la necessità di attivare un percorso alternativo. Pertanto, l'Agenzia ha acquisito la disponibilità di Esse Emme srl a mantenere ferma la propria proposta di affitto, con disponibilità ad assumere i dipendenti dei rispettivi punti vendita e ulteriori unità di personale (da un minimo di 30 fino a un massimo di 60 persone).
L’impegno dell’Agenzia, volto all’individuazione di soluzioni dirette a evitare la chiusura completa delle attività, è quindi proseguito con la richiesta di volturazione delle licenze commerciali in favore di un’altra società della confisca, la Grigoli distribuzione srl, e la conseguente autorizzazione a concedere in affitto la gestione di tali rami di azienda. La conduzione della rete di vendita per il tramite della società confiscata Grigoli distribuzione, con la cessione in affitto a un solido operatore del settore, appare, infatti, senza dubbio auspicabile, in quanto consente di elaborare una soluzione idonea a valorizzare il patrimonio dell’erario, tutelando anche i livelli occupazionali.
Più in generale, per quanto riguarda la necessità di rafforzare l’azione dell’Agenzia, si premette che è stato nominato di recente il nuovo direttore di tale organismo. Si informa, altresì, che la ridefinizione della governance e della stessa missione dell’Agenzia sono affidate ad un provvedimento normativo di prossima adozione che interviene anche sulla dotazione organica e sul ruolo di supporto dei prefetti. È proprio in quest’ottica che verrà rivitalizzato anche il ruolo dei nuclei di supporto presso le Prefetture, il cui compito sarà anche quello di segnalare e prevenire atti o comportamenti che possano comportare un pregiudizio all’integrità dei beni e al loro valore economico. Il senso generale dell’intervento di riforma dell’Agenzia è quello di assicurare che le capacità professionali dell’organismo, sia quelle interne che quelle acquisite con l’esternalizzazione delle attività ad alta specializzazione, siano pienamente funzionali all’esigenza di managerialità nell’amministrazione dei beni. Esigenza particolarmente sentita per i complessi aziendali, dove occorre salvaguardare la competitività dell’impresa anche ai fini occupazionali.
Il Vice ministro per l'interno
BUBBICO