Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-00211
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Risposta all'interrogazione n. 4-00211
Fascicolo n.40
Risposta. - Come è noto il Governo italiano e l'Unione europea hanno più volte manifestato una chiara volontà strategica sulla necessità di realizzare un corridoio infrastrutturale chiave per l’intero assetto comunitario.
Il progetto, oltre a consentire il pieno sviluppo del porto di Genova, si prefigge di ridurre i costi di attraversamento degli Appennini e collegare in maniera sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico il Mediterraneo con l’Europa centrale e il mare del Nord, puntando ad accrescere la capacità di trasporto del traffico merci nella modalità ferroviaria.
Inoltre, il complesso di linee e di rami di raccordo, che costituirà la nuova infrastruttura di valico, consentirà di accrescere l’accessibilità per i treni viaggiatori al capoluogo ligure, contribuendo alla realizzazione di una vera e propria rete che potrà essere dedicata al traffico metropolitano, est-ovest e nord-sud.
Difatti, l’Unione europea ha ritenuto opportuno inserire l’opera all’interno del "core network", cioè all’interno delle opere chiave dell’intero assetto comunitario, eleggendo l'intervento tra i valichi non per arricchire il territorio di un asse infrastrutturale inutile ma perché convinta dell'essenzialità e dell'improcrastinabilità dell’opera stessa tanto che ha consentito l’accesso alle risorse del fondo TEN-T ai fini della sua realizzazione.
Si conferma, pertanto, l’impegno sulla realizzazione dell’opera di cui si continua a seguire lo stato di avanzamento con un'attività di monitoraggio sistematico e capillare.
Allo stato, su 6 lotti costruttivi di cui 2 già onorati finanziariamente da risorse pubbliche per circa 1,9 miliardi dì euro, si registrano dei ritardi rispetto al cronoprogramma dovuti sostanzialmente a criticità registrate nell’iter previsto per la gestione dei materiali da scavo e per il reperimento dei materiali litoidi. Infatti, come prescritto dalla delibera CIPE n. 80/2006, il consorzio COCIV, in ottemperanza alla legge regionale n. 30 del 1999, ha inoltrato alla Regione Piemonte il cosiddetto piano cave per il successivo iter approvativo.
Nel corso dell'iter di approvazione, la cui prima seduta di conferenza di servizi si è tenuta in data 21 novembre 2012, in considerazione delle osservazioni e richieste ivi formulate dalle amministrazioni partecipanti, nonché della moratoria sul terzo valico presentata da alcuni Comuni della provincia di Alessandria, la Regione Piemonte ha ritenuto necessario istituire dei tavoli tecnici di approfondimento sulle tematiche amianto, idrogeologia e trasporto dello smarino.
La Regione stessa ha poi subordinato la conclusione dell’iter approvativo del piano cave al coordinamento con il Ministero dell’ambiente e della tuela del teeritorio e del mare sul più ampio “piano di utilizzo terre”. Ulteriore criticità che si è palesata nel corso delle attività, attiene all’opposizione dei “No Tav” all’acquisizione delle aree a cura del consorzio COCIV.
In proposito, si evidenzia che alcune associazioni ambientaliste hanno di recente presentato ricorso al Tar avverso i provvedimenti del Ministero dell’ambiente e della Regione Piemonte che hanno permesso al COCIV di avviare lavori.
Al fine di recuperare gli scostamenti temporali e produttivi maturati, il general contractor, anche su precisa sollecitazione di questo Ministero, ha proposto un piano recupero tempi che, sostanzialmente, prevede un maggior ricorso allo scavo meccanizzato rispetto a quanto già autorizzato nel progetto definitivo approvato dal CIPE. Sul programma di recupero Rete ferroviaria italiana ha richiesto al general contractor ampia documentazione tecnica, con contestuale evidenza della definizione dell’iter autorizzativo previamente condiviso con gli enti e Ministeri competenti.
Nel concludere, si assicura che questo Ministero sta seguendo l’evolversi della vicenda ed ha già fissato un incontro a breve con RFI, con le Regioni Piemonte e Liguria e con il general contractor, per definire le azioni da intraprendere al fine di recuperare, concretamente, quanto definito dal programma iniziale dei lavori.
Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
LUPI