Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-01344


Risposta all'interrogazione n. 4-01344
Fascicolo n.32

Risposta. - Il Ministero ha seguito con la massima attenzione la vicenda relativa al signor Francesco Martinengo, nato a Bologna il 16 febbraio 1951. In particolare in data 12 ottobre 2013 il consolato generale a Casablanca è stato contattato dal signor Giacomo Martinengo, il quale ha segnalato che il padre si trovava in stato di fermo presso la Prefettura locale, in attesa di essere condotto il giorno successivo dinnanzi al Tribunale penale per rispondere dell’accusa di convivenza con una giovane marocchina. Il signor Giacomo Martinengo ha chiesto aiuto per poter reperire un legale sul posto al fine di assistere il padre che, pur risultando sconosciuto all’anagrafe consolare, si è appreso soggiornare per lunghi periodi in Marocco.

Il consolato generale a Casablanca si è attivato immediatamente mettendo in contatto il signor Giacomo Martinengo con il vice console onorario a Marrakech, il quale ha tempestivamente assicurato al connazionale ogni possibile assistenza in loco, oltre a fornirgli il nominativo di un avvocato di fiducia per un’opportuna tutela legale. Il signor Francesco Martinengo sarebbe stato denunciato alle autorità marocchine dai familiari della ragazza, che gli avrebbero mosso accuse, di particolare gravità in Marocco, afferenti alle fattispecie delittive di uso di sostanze stupefacenti e prostituzione minorile, dal momento che all’inizio della relazione la giovane marocchina risultava ancora minorenne.

Nell’udienza del 13 ottobre 2013 è stato deliberato un rinvio del giudizio al 21 ottobre. Nel corso di tale udienza il signor Martinengo è stato condannato a 3 mesi di reclusione da scontare in un penitenziario di Marrakech. In esito alla condanna, il consolato generale ha continuato a seguire le sorti del connazionale onde fornirgli ogni possibile assistenza, anche per il tramite del vice consolato onorario a Marrakech. Oltre ad effettuare una visita in carcere, la nostra rappresentanza è intervenuta presso le competenti autorità carcerarie per sollecitare idonee condizioni detentive, anche alla luce della nota durezza del trattamento penitenziario in Marocco.

Il signor Francesco Martinengo, dopo aver presentato istanza di appello con l’assistenza del legale cui si era affidato, ha successivamente ottenuto un regime di libertà condizionata in attesa della successiva udienza, prevista prima per il 10 gennaio 2014 e successivamente tenuta il 17 gennaio 2014. Nel corso di quest’ultima, la pena è stata ridotta a 2 mesi anziché i 3 avuti in precedenza e già scontati.

Nessuno dei familiari ha preso contatto con le nostre rappresentanze in Marocco dal mese di ottobre 2013, né si ha notizia che il signor Francesco Martinengo sia ancora a Marrakech.

Relativamente alla richiesta sulla presenza di altri cittadini italiani nelle carceri marocchine, allo stato risultano 19 connazionali reclusi prevalentemente per detenzione, possesso o traffico di stupefacenti e reati di tipo fiscale (falsificazioni o truffe).

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri
GIRO

(10 febbraio 2014)