Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-00630
Azioni disponibili
Risposta all'interrogazione n. 4-00630
Fascicolo n.15
Risposta. - Si chiedono alcune precisazioni in merito all’accordo sulla scuola italiana di Asmara del 21 settembre 2012, con particolare riguardo alle disposizioni nello stesso contenute relative agli accertamenti sanitari richiesti dalla normativa eritrea che potrebbero avallare nei fatti una discriminazione contraria all’art. II-81 del Trattato costituzionale europeo.
Da parte del Ministero si ritiene che la firma dell’accordo rappresenti per il nostro Paese un importante risultato se si tiene in considerazione l’attuale difficile contesto delle relazioni tra la comunità internazionale e l’Eritrea. Il testo dell’accordo è stato negoziato con l’obiettivo di tutelare il personale docente e di consentire il corretto funzionamento con particolare riferimento alla nota espulsione per motivi sanitari di 3 docenti nell’anno scolastico 2011/2012.
In particolare, la specifica questione degli accertamenti sanitari è stata regolata attraverso uno scambio dì note verbali perfezionato nel novembre 2012, che ha ristabilito la possibilità, per tutti coloro che si recano in Eritrea per lavoro, di sostenere i test medici presso aziende ospedaliere italiane che fanno parte del servizio sanitario nazionale: si tratta di un risultato positivo raggiunto dal Ministero degli esteri anche attraverso l’operato dell’ambasciata italiana ad Asmara.
All’inizio del 2013 il Ministero del lavoro e del welfare eritreo ha poi elaborato un nuovo modulo sanitario (“Medical report”) da utilizzarsi da parte di tutti i cittadini stranieri che intendano recarsi in Eritrea a lavorare. In esso è riportata la lista delle malattie infettive in costanza delle quali il visto di lavoro viene negato (epatiti, tracoma, tubercolosi, malattie dermatologiche, HIV/AIDS).
Si chiedono, poi, notizie in merito alle iniziative che il Ministero ha assunto a tutela dell’attività lavorativa svolta all’estero dalle 3 insegnanti allontanate per motivi sanitari dalla scuola di Asmara nell’anno scolastico 2011/2012. A tal riguardo si precisa che si è dovuto procedere alla restituzione ai ruoli di provenienza delle docenti in ottemperanza alla normativa vigente, avendo accertato l'impossibilità di ricollocarle presso altre sedi per indisponibilità di posti. Con l’entrata in vigore della legge n. 135 del 2012 sulla revisione della spesa non è stato altresì possibile procedere ad una loro nuova nomina per l’anno scolastico 2012/2013, stante il blocco delle partenze dall’Italia. Tale restituzione non ha comportato la perdita del lavoro da parte delle docenti ma il venir meno del loro incarico all’estero. Ciò, comunque, non pregiudica la possibilità per le interessate di presentare in futuro domanda di collocamento all’estero.
In merito all'invocata maggiore trasparenza nei reclutamenti e nelle informazioni che possano essere messe a disposizione degli insegnanti e delle aziende che lavorano in Eritrea, si segnala che il personale docente è tempestivamente e opportunamente informato delle disposizioni eritree in materia di accertamenti sanitari finalizzati al rilascio dei permessi di lavoro con apposite circolari e comunicazioni del dirigente scolastico. Sia il Ministero che l’ambasciata d’Italia in Eritrea hanno cura di informare tutto il personale docente interessato in merito alle condizioni poste dal Paese sul rilascio dei visti di ingresso e dei permessi di lavoro. Parimenti l’ambasciata fornisce indicazioni sul proprio sito internet circa gli adempimenti richiesti al personale scolastico. Ulteriori utili informazioni sono reperibili sul sito "viaggiaresicuri".
Infine, sulla proposta di fornire passaporti diplomatici al personale scolastico in servizio all’estero, si precisa che l'ipotesi non è prevista dalla vigente normativa in materia (decreto del Ministro degli affari esteri n. 4668-bis del 30 dicembre 1978 e successive modifiche e integrazioni), la quale stabilisce che agli insegnanti che devono recarsi all’estero siano rilasciati passaporti di servizio.
Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri
GIRO