Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-08180


Risposta all'interrogazione n. 4-08180
Fascicolo n.190

Risposta. - Nell'interrogazione si fa riferimento ad alcune iniziative messe in atto da gruppi politici e da amministrazioni comunali, nelle province di Novara e Vercelli, apertamente intese a contrastare i piani e le politiche statali di accoglienza dei migranti, evidenziando il rifiuto di ospitare ulteriori quote di immigrati nei rispettivi territori. Si sollecita, pertanto, un intervento del Governo finalizzato ad assicurare, in via amministrativa, il pieno rispetto da parte delle amministrazioni locali delle politiche nazionali in materia, senza necessità di ottenere l'annullamento delle delibere comunali dissonanti attraverso ricorsi giurisdizionali.

Le iniziative ricordate sono note al Governo benché non tutte siano state portate a compimento (ad esempio, non risulta che sia stata discussa dal Consiglio comunale di Novara la mozione citata nell'interrogazione, a firma del capogruppo consiliare della Lega nord).

Occorre comunque evidenziare che nel vigente ordinamento non è riconosciuto alcun potere di annullamento da parte dell'amministrazione dell'interno degli atti deliberativi adottati dagli enti locali nella loro autonomia. Perciò, al di fuori dei soli casi, assolutamente eccezionali, in cui la tutela di preminenti interessi pubblici richieda l'eliminazione di atti affetti da illegittimità estremamente gravi, suscettibili di comportare una rottura dell'unità del sistema amministrativo (si veda, al riguardo, la sentenza della Corte costituzionale 21 aprile 1989, n. 229), eventuali illegittimità di deliberazioni comunali possono essere fatte valere solo in sede di impugnazione davanti al giudice amministrativo dai soggetti legittimati.

Tuttavia, rimane ferma convinzione del Governo che una distribuzione equilibrata e sostenibile dei migranti su tutto il territorio nazionale offra loro maggiori possibilità di piena integrazione e che un modello di accoglienza diffusa rappresenti comunque l'unica via in grado di rispettare tanto i diritti delle comunità che accolgono che quelli di coloro che vengono accolti. A tale finalità rispondono le iniziative poste in essere dal Governo per favorire l'adesione da parte dei Comuni alle politiche di accoglienza.

Si richiama, innanzitutto, il piano ANCI-Ministero dell'interno, presentato nel gennaio 2017 in sede di Conferenza delle Regioni, diretto ad assicurare la distribuzione dei migranti attraverso la piena condivisione con i sindaci, secondo un criterio di proporzionalità tra la popolazione residente e il numero dei richiedenti asilo destinati ad una determinata comunità. Il quadro dell'intesa strategica con il sistema dei Comuni italiani prevede la costituzione di un'apposita cabina di regia con il compito di definire gli interventi occorrenti per la risoluzione delle criticità registrate sui singoli territori, nel quadro di un coinvolgimento attivo dei sindaci.

Inoltre, al fine di favorire quanto più possibile il sistema di accoglienza diffusa ed il potenziamento della rete dello SPRAR, con il decreto ministeriale 10 agosto 2016 è stato innovato il sistema di accesso da parte degli enti locali ai finanziamenti del fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. Ciò al fine di stabilizzare la rete degli enti locali che già partecipano all'accoglienza e di facilitare l'avvio di nuovi progetti da parte degli enti stessi. In questa stessa direzione si iscrivono le iniziative promosse dall'ANCI, d'intesa con il Ministero, dirette a supportare, anche attraverso la pubblicazione di tutorial sul sito web dello SPRAR, i Comuni che intendono aderire al sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

Si evidenzia che è in corso un progressivo ampliamento della platea degli enti locali coinvolti: si è passati, infatti, dai 2.800 Comuni impegnati nel sistema di accoglienza alla fine del 2016 ai 3.384 alla data 13 novembre 2017, con un incremento del 21 per cento. Si informa, inoltre, che nel sistema SPRAR vi era, alla data del 31 dicembre 2016, una disponibilità di 26.012 posti, mentre alla data del 13 novembre 2017, risultano finanziati 32.645 posti, con un incremento del 25,5 per cento. Sono, infine, in corso di valutazione le richieste di ampliamento presentate da 50 enti locali già titolari di progetti SPRAR per un totale di 1.208 posti, mentre 132 enti locali hanno presentato nuove domande per 3.611 posti. Le relative procedure di valutazione si concluderanno entro l'anno 2017 e gli enti verranno ammessi ai finanziamenti dal 1° gennaio 2018.

Si segnala, infine, che il Governo ha previsto specifici incentivi di natura finanziaria per i Comuni impegnati nel sistema di accoglienza. In particolare, quale concorso dello Stato agli oneri che sostengono i Comuni che accolgono richiedenti protezione internazionale, nell'anno 2016 sono stati previsti 100 milioni di euro. Nel "decreto mezzogiorno" (decreto-legge n. 91 del 2017) tale incentivo è stato riprogrammato per l'anno 2018 attraverso lo stanziamento di ulteriori 150 milioni di euro da distribuire ai Comuni in base al numero di stranieri effettivamente accolti. Nello stesso provvedimento è prevista, inoltre, la facoltà per gli stessi Comuni di assumere personale da destinare alle attività di accoglienza e integrazione.

Il Sottosegretario di Stato per l'interno
MANZIONE

(21 dicembre 2017)