Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-07478, 4-06733
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Risposta alle interrogazioni n. 4-07478, 4-06733
Fascicolo n.182
Risposta. - Gli atti di sindacato ispettivo 4-06733 e 4-07478 riguardano la denunciata divulgazione via internet da parte del magistrato Alfredo Robledo di un messaggio, ritenuto diffamatorio nei confronti del Senato e del corpo elettivo nella sua interezza, diretto a stigmatizzare il riconoscimento, ad opera della Giunta per le immunità parlamentari, dell'insindacabilità delle dichiarazioni accusatorie formulate dal senatore Albertini, quando ricopriva la carica di sindaco di Milano, all'indirizzo dell'allora procuratore aggiunto presso il Tribunale del capoluogo lombardo ed a causa delle quali l'uomo politico era stato rinviato a giudizio dinanzi il Tribunale di Brescia, per il reato di calunnia aggravata. Nello scritto, riportato nel corpo delle interrogazioni parlamentari ed attribuito al Robledo, si leggono le seguenti, testuali affermazioni: "la giunta per le immunità si è inventata la bestialità dell'immunità retroattiva per salvare la pelle a Gabriele Albertini Un abuso da casta di un privilegio bello e buono (...) non possono i senatori sguazzare nei loro privilegi, ricattare le istituzioni con la loro posizione e rimanere sempre impuniti... Albertini aveva minacciato di togliere supporto al governo se non gli avessero concesso l'immunità per questa sua questione personale. È un voto di scambio, una cosa che fa orrore". Gli interroganti, allora, chiedono al Ministro di sapere se non ritenga che la condotta attribuita al magistrato sia rilevante dal punto di vista disciplinare, in quanto considerata lesiva del decoro del senatore Albertini e delle istituzioni parlamentari.
In merito alla vicenda rappresentata occorre premettere come l'Ispettorato generale avesse avviato accertamenti, di iniziativa autonoma, sulla scorta delle notizie relative alla vicenda riportate su alcuni organi di stampa, ancor prima della presentazione delle interrogazioni parlamentari. Sulla scorta degli elementi richiamati e una volta presentate le interrogazioni parlamentari, è stata avviava un'ulteriore attività di approfondimento istruttorio, onde verificare l'effettiva pubblicazione in rete del messaggio e la riconducibilità dell'iniziativa al dottor Robledo. In particolare, la presidenza della Corte d'appello di Torino ha comunicato quanto appurato nel corso degli accertamenti volti ad individuare l'autore dell'appello, nonché i siti sui quali lo stesso era stato pubblicato, a collocare temporalmente l'evento ed a verificare se il dottor Robledo avesse, con qualsiasi strumento, concorso a diffondere il contenuto dello scritto.
Secondo quanto riferito, non sono emersi elementi atti a ricondurre la pubblicazione del testo in rete direttamente al magistrato. Le uniche tracce del testo rilevate sul web sono quelle riportate da alcuni organi di informazione online che, tuttavia, non ne citano l'esatta fonte, riferendosi genericamente a "circolazione in rete", circostanze che lascerebbero intendere, si afferma negli atti trasmessi dall'ufficio giudiziario, come si possa essere trattato tanto di pubblicazione su siti web, quanto di messaggi di posta indirizzati a non meglio specificati destinatari. L'autorità giudiziaria ha, altresì, riferito come lo stesso Robledo, in una dichiarazione trasmessa al presidente del tribunale di Torino, abbia dichiarato di essersi limitato ad aderire ad una petizione, promossa da Paolo Pollice, finalizzata a criticare la nuova istanza di immunità avanzata dal senatore Albertini, e di aver invitato propri conoscenti ad analoga sottoscrizione.
Gli accertamenti svolti dall'autorità giudiziaria, dunque, non hanno consentito di accertare, allo stato, con quali modalità ed in quali dimensioni e direzioni si sia estrinsecata l'opera di proselitismo e se, in particolare, la stessa si sia realizzata attraverso forme dirette di diffusione pubblica, riconducibili al magistrato. A fronte di risultanze istruttorie incerte ed indefinite, non suscettibili di ulteriori significativi sviluppi per mezzo degli strumenti di accertamento nella disponibilità dell'Ispettorato (tra cui, a titolo esemplificativo, l'acquisizione di file di log), non sono stati ravvisati i presupposti per l'esercizio dell'azione disciplinare nei confronti del magistrato con riferimento alla specifica vicenda.
Il Ministro della Giustizia
ORLANDO