Legislatura 16 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-06720
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Risposta all'interrogazione n. 4-06720
Fascicolo n.168
Risposta. - Con riferimento all'interrogazione parlamentare concernente le prospettive industriali e occupazionali del gruppo Fiat con specifico riferimento allo stabilimento di Pomigliano d’Arco (Napoli), sulla base delle informazioni acquisite presso i competenti uffici del Ministero del lavoro e del Ministero dello sviluppo economico, si rappresenta quanto segue.
È opportuno premettere che l’occupazione complessiva dei gruppi Fiat SpA e Fiat industrial in Italia è rimasta sostanzialmente invariata nel biennio 2010-2011, attestandosi su circa 81.000 unità.
Con specifico riferimento alla situazione dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, occorre ricordare che il 6 luglio 2011, le parti sociali hanno sottoscritto un accordo che ha previsto tra l’altro, a fronte della cessazione di attività della Fiat group automobiles SpA, un piano biennale di gestione delle eccedenze occupazionali. In particolare, è stata concordata la ricollocazione, presso la neocostituita Fabbrica Italia Pomigliano SpA, di tutto il personale di Pomigliano d’Arco.
Successivamente, i competenti uffici del Ministero, con decreto dell’8 settembre 2011, hanno approvato il programma di cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione di attività, a sostegno dei lavoratori occupati nello stabilimento di Pomigliano d’Arco.
Con il medesimo decreto, è stata autorizzata la corresponsione del trattamento straordinario d’integrazione salariale, nei confronti di un massi di 4.367 lavoratori, per il periodo dal 15 luglio 2011 al 14 luglio 2012.
Il predetto accordo ha previsto che la ricollocazione dei lavoratori nella neocostituita Fabbrica Italia Pomigliano SpA, venga effettuata nell’arco di 24 mesi; in particolare, nei primi 12 mesi di cassa integrazione straordinaria, ovvero dal 15 luglio 2011 al 14 luglio 2012, è stata prevista la ricollocazione di almeno il 40 per cento del personale; nei successivi 12 mesi, è stata invece prevista la ricollocazione del restante personale. In particolare posso precisare che alla data del 1° marzo sono stati ricollocati 1.854 lavoratori mentre risultano essere collocati in cassa integrazione mediante 1.470 lavoratori.
Si informa, inoltre, che Fabbrica Italia Pomigliano ha effettuato gli investimenti necessari alla produzione della nuova Fiat Panda, che viene attualmente prodotta su due turni di lavoro, avviando nel contempo un intenso piano di attività formative.
Per quanto riguarda la sentenza cui si fa riferimento nell’atto, il Governo non può che confermare il rispetto del lavoro dei magistrati e la fiducia che l’ordinamento giuridico sia in grado di fare il suo corso nei diversi gradi di giudizio. D’altra parte, è lo stesso statuto dei lavoratori che in due distinte disposizioni appronta un’efficace tutela contro le eventuali discriminazioni sindacali.
In primo luogo, all’articolo 8, dove dispone che: «È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell’assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore».
In secondo luogo, all’articolo 15, ove è previsto che: «È nullo qualsiasi patto od atto diretto a: a) subordinare l’occupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad una associazione sindacale ovvero cessi di fame parte».
Inoltre, è lo stesso ordinamento che, in un’altra disposizione fondamentale dello statuto dei lavoratori (l’articolo 28, che prevede per il caso di mancata ottemperanza sanzioni anche di carattere penale) appresta una particolare procedura di urgenza, per consentire alla magistratura di intervenire tempestivamente a sanzionare eventuali casi di discriminazione sindacale che intervengano durante il rapporto di lavoro, come anche in fase preassuntiva.
Il ministro Fornero nelle settimane passate ha avuto contatti con i vertici della Fiat in merito alle preoccupazioni sulla possibile chiusura di insediamenti industriali. Lo stesso Ministro ha raccolto, inoltre, le rassicurazioni dei vertici dell’azienda, che hanno ribadito la volontà di continuare con il piano industriale presentato e quindi hanno ritenuto destituite di ogni fondamento le notizie in merito alla chiusura.
Le imprese e, in particolare, le imprese industriali, sono vitali per l’economia del Paese, ma non spetta al Governo “orientare” le scelte strategiche delle singole imprese. Allo stesso modo occorre superare forme di sostegno cui si è fatto ricorso in passato, che peraltro non sono più consentite in ambito europeo, che non tenevano conto delle reali prospettive produttive delle nostre aziende. Tutto ciò non è conveniente per l’economia, non è conveniente per l’occupazione, non è conveniente per la sostenibilità e per l'economicità delle produzioni.
Ciò che il Governo intende fare è creare un ambiente favorevole alle imprese in termini di economicità di produzione, di produttività e anche di buone relazioni industriali, al fine di rafforzare le imprese già operanti in Italia e di attrarre imprese per nuovi investimenti. A questi principi è ispirata la recente riforma del mercato del lavoro (Atto Senato 3249, recante “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”) attualmente all’esame del Senato.
Il Vice ministro per il lavoro e politiche sociali
MARTONE