Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-02619

Atto n. 3-02619 (in 6ª Commissione)

Pubblicato il 19 maggio 2026, nella seduta n. 421
Svolto l'8 luglio 2026 nella seduta n. 324 della 6ª Commissione

TURCO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 29 aprile 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2026, ha rideterminato i compensi spettanti ai centri di assistenza fiscale e ai professionisti abilitati per le attività svolte nell’ambito dell’assistenza fiscale e delle prestazioni sociali agevolate;

il provvedimento dà attuazione all’articolo 1, comma 720, della legge n. 199 del 2025 (legge di bilancio per il 2026), che prevede una riduzione delle risorse destinate ai CAF pari a 21,6 milioni di euro annui;

in particolare, il decreto ministeriale prevede un meccanismo di riduzione proporzionale dei compensi maturati qualora le richieste complessive eccedano il limite massimo di spesa fissato, determinando effetti economici anche su attività già svolte nel corso del 2025;

tale previsione ha suscitato forti preoccupazioni tra le associazioni dei CAF e degli operatori del settore, che denunciano: effetti retroattivi sui compensi; incertezza nei rapporti con la pubblica amministrazione; difficoltà organizzative e occupazionali; rischio di riduzione dei servizi di assistenza fiscale e sociale ai cittadini;

considerato che:

i CAF rappresentano un presidio territoriale fondamentale per milioni di cittadini, in particolare pensionati, famiglie, anziani, soggetti fragili, cittadini con minori competenze digitali, nei confronti dei quali garantiscono attività essenziali connesse a dichiarazioni fiscali, ISEE, bonus sociali, prestazioni assistenziali, accesso a misure pubbliche;

appare particolarmente grave che lo Stato possa modificare unilateralmente e successivamente le condizioni economiche relative a prestazioni già effettuate, compromettendo i principi di certezza del diritto, affidamento e stabilità dei rapporti con i soggetti che operano per conto della pubblica amministrazione,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo ritenga coerente con i principi di certezza del diritto e tutela dell’affidamento introdurre meccanismi di riduzione proporzionale dei compensi con effetti economici riferiti ad attività già svolte;

quali siano le stime sugli effetti economici e occupazionali derivanti dalla riduzione dei compensi ai CAF;

se intenda adottare iniziative correttive volte a garantire la sostenibilità economica dei CAF, la continuità dei servizi di assistenza fiscale e sociale, la certezza e stabilità dei rapporti economici con i soggetti convenzionati con la pubblica amministrazione;

se abbia effettuato una valutazione sull’impatto che la misura potrebbe produrre sull’accesso dei cittadini ai servizi fiscali e assistenziali, in particolare nei territori periferici e nei confronti delle fasce più fragili della popolazione.