Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 1-00176
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Atto n. 1-00176
Pubblicato il 31 marzo 2026, nella seduta n. 404
MALAN, ROMEO, CRAXI, BIANCOFIORE, BALBONI, PIROVANO, OCCHIUTO, GELMINI
Il Senato,
premesso che:
lo scorso 26 marzo 2026 il Parlamento europeo in seduta plenaria ha approvato l'avvio dei negoziati con il Consiglio UE sul nuovo Regolamento per i rimpatri;
la posizione negoziale adottata dal Parlamento europeo prevede, tra le altre cose, la possibilità di condurre i migranti che non hanno diritto a soggiornare nell’UE nei cosiddetti centri di rimpatrio ("return hubs") in Paesi terzi, sulla base di un accordo con gli Stati membri o con la stessa UE; esattamente la strada tracciata dall’Italia con i centri in Albania;
con il nuovo Regolamento rimpatri, che sostituisce la Direttiva attualmente vigente (2008/115/CE), i centri per i rimpatri nei Paesi terzi saranno parte integrante del nuovo quadro normativo che garantirà regole e procedure più chiare ed efficienti per l’applicazione effettiva degli ordini di allontanamento nei confronti dei soggetti che soggiornano illegalmente nel territorio dell’UE;
l’accordo Italia-Albania rappresenta un modello per l’Europa che finalmente ha cambiato paradigma sull’immigrazione, accogliendo dopo tanti anni una linea decisa contro i flussi illegali:
il Governo italiano ha dato prova di fermezza facendo segnare nel 2025 un incremento dei rimpatri del 52 per cento rispetto al 2022, anno d’insediamento; un risultato che mantiene la propria significatività pur al netto di un aumento dei provvedimenti di mancata convalida dei trattenimenti nei CPR disposti dall’autorità giudiziaria, come emerge dai dati pubblicati dai quotidiani;
nel 2025 i rimpatri sono stati in totale 6.772 (di cui 6.097 forzati e 675 volontari assistiti); il trend dall’insediamento del Governo è in costante crescita, con un incremento medio annuo nel triennio di circa il 12 per cento; dall’inizio del corrente anno i rimpatri complessivi sono arrivati quasi a duemila, in ulteriore crescita del 22 per cento rispetto allo scorso anno;
al momento dell’insediamento del Governo, i migranti irregolari sbarcati in Italia erano centocinquemila; solo a partire dal 2024, grazie al lavoro dell’Esecutivo sul piano interno e internazionale, questa tendenza è stata nettamente invertita con un calo del 36 per cento nel 2024 e nel 2025 rispetto al 2022 e del 57 per cento nel 2024 e nel 2025 rispetto al 2023; nei primi mesi del 2026 (al 30 marzo) gli arrivi irregolari sono calati di un ulteriore 30 per cento circa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
in particolare l’intensificazione della cooperazione con la Libia e la Tunisia ha impedito l’arrivo di oltre 255.000 migranti sulle coste italiane e da quegli stessi Paesi sono stati effettuati più di ottantamila rimpatri volontari assistiti in collaborazione con l’OIM;
risultati eccezionali anche quelli ottenuti con la Costa d’Avorio che, quando si è insediato l’attuale Esecutivo, era tra le prime Nazioni di provenienza dei migranti irregolari. Grazie alla cooperazione bilaterale instauratasi, gli arrivi si sono fortemente ridotti, passando dall’essere una delle nazioni numericamente maggiori per sbarchi dichiarati nel 2023, ad uscire dalle prime dieci nazionalità dichiarate nel 2024 e nel 2025; il Governo è al lavoro per ottenere gli stessi risultati con Bangladesh, Pakistan ed Egitto,
impegna il Governo:
1) a sostenere in ambito UE il nuovo approccio alla migrazione, affermatosi soprattutto grazie alla costante e coerente azione del Governo, imperniato sulla fermezza nel contrasto alla immigrazione irregolare;
2) a proseguire l’azione di rafforzamento della cooperazione con i Paesi di origine e transito dei flussi migratori;
3) ad intraprendere ogni utile iniziativa con Bangladesh, Pakistan ed Egitto per incrementare i ripatri volontari assistiti verso tali Stati;
4) a procedere nel potenziamento dei Centri per i rimpatri, strutture essenziali per rendere effettivo il rientro dei migranti irregolari nei Paesi di origine, pur se osteggiati da alcuni per ragioni essenzialmente ideologiche.