Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01489

Atto n. 3-01489

Pubblicato il 20 novembre 2024, nella seduta n. 243

FINA - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. -

Premesso che:

l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) svolge un ruolo fondamentale nelle politiche di conservazione della fauna selvatica, inteso come azioni di tutela e di gestione del patrimonio faunistico;

la legge 11 febbraio 1992, n. 157, che reca norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio, dispone che ISPRA fornisca alle Regioni pareri e indicazioni di carattere tecnico-scientifico per la programmazione faunistico-venatoria secondo criteri omogenei a livello nazionale e in sintonia con i principi di conservazione delle risorse faunistiche;

l’importante ruolo svolto dall’Istituto è evidenziato in alcune sentenze della Corte costituzionale, che è intervenuta più volte stabilendo che la normativa statale, in quanto preordinata alla preservazione della fauna, sia inderogabile da parte della legislazione regionale, e ha assegnato particolare valore all’intervento dell’ISPRA, allo scopo di garantire l’osservanza di livelli minimi e uniformi di protezione ambientale, in particolare stabilendo che sia consentito ricorrere ai piani di abbattimento della fauna selvatica solo quando l’ISPRA abbia preventivamente verificato l’inefficacia dei metodi ecologici;

nel corso del recente passato, sono stati ripetuti gli attacchi e le critiche ad ISPRA, tese ad indebolire il suo decisivo ruolo nell’applicazione della legge n. 157 del 1992, nonché della legislazione europea a tutela dell’ambiente e della fauna selvatica;

anche in risposta a tali attacchi, come riportato dalla stampa nazionale, il 24 ottobre 2024 numerosi docenti ed esponenti del mondo della ricerca, della conservazione della fauna e del mondo della caccia hanno lanciato una lettera appello alla Presidente del Consiglio dei ministri per manifestare la loro sincera e profonda preoccupazione per “gli attacchi sempre più pressanti e ingiustificati” subiti in questi ultimi anni da ISPRA; hanno inoltre voluto sottolineare come, “nonostante l’ISPRA goda da anni della stima del mondo scientifico italiano, europeo ed internazionale, si [sia] arrivati a contestare i dati da esso prodotti in sede europea pur di raggiungere il risultato di una scorretta applicazione dei principi della direttiva che deve assicurare la conservazione degli uccelli selvatici e una caccia ecocompatibile”;

tali attacchi risultano particolarmente “sgrammaticati” considerando la recente apertura di una nuova procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto della direttiva 2009/147/CE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici,

si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere a sostegno del fondamentale ruolo svolto dall’ISPRA nella corretta applicazione della normativa italiana ed europea in materia di ambiente e prelievo venatorio, nonché a tutela dell’Istituto e della sua autonomia scientifica.