Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01486
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Atto n. 3-01486
Pubblicato il 20 novembre 2024, nella seduta n. 243
NATURALE, MAIORINO - Al Ministro della salute. -
Premesso che:
secondo quanto è emerso da un’inchiesta diffusa il 17 novembre 2024 dal programma televisivo “Report”, una nota catena di supermercati presente sul territorio nazionale avrebbe inviato ai propri clienti professionali una lettera tesa a rintracciare dei prodotti a base di maiale, come salsiccia e pancetta, perché sospetti di essere infetti da peste suina africana (PSA), una malattia virale che colpisce i suidi (suini e cinghiali);
dall’inchiesta emergevano altresì delle omissioni poste in essere da parte degli operatori della filiera suinicola per la mancata segnalazione di casi di contagio negli stabilimenti, oltre che per l’utilizzo dell’elettrocuzione, un metodo di abbattimento cruento che infligge forti sofferenze agli animali;
sebbene la PSA non sia trasmissibile all’uomo, la presenza del virus nei prodotti alimentari della grande distribuzione determina un nefasto effetto in termini espansivi, con profondo nocumento per il comparto allevatoriale e per gli equilibri ecosistemici animali;
se, infatti, anche con riferimento a questo più recente caso di cronaca, non veniva svolta alcuna attività di richiamo al consumatore finale perché non attinente al settore della sicurezza alimentare, è di tutta evidenza la sussistenza di un concreto rischio di allargamento del contagio, specie negli allevamenti. Si tratta di un allarme, dunque, che investe in maniera concreta e irrompente il comparto agricolo;
considerato altresì che:
la lotta per l’eradicazione della peste suina africana ha comportato lo stanziamento di significative risorse pubbliche, anche al fine di arginare gli ingenti danni registrati. In particolare, da ultimo, l’articolo 6 del decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2024, n. 101 (“decreto agricoltura”), ha disposto il rifinanziamento di 5 milioni di euro per l’anno 2024 e 15 milioni di euro per il 2025 del fondo di parte capitale per gli interventi strutturali e funzionali in materia di biosicurezza, ripartito tra le Regioni che tengano conto della consistenza suinicola, dell’eventuale realizzazione di progetti di riduzione dell'uso delle gabbie e del numero delle strutture produttive a maggiore rischio, comprese quelle ad uso familiare e che praticano l'allevamento semibrado;
in generale, l’Associazione industriali delle carni e dei salumi ha stimato perdite per un ammontare pari a 500 milioni di euro in un biennio legate al mancato export, oltre al rischio di subire ulteriori mancate entrate per 60 milioni di euro al mese in assenza di significativi miglioramenti dell’attuale situazione,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo ritenga, mediante un’operazione di trasparenza informativa a beneficio dei consumatori, di dare l’opportuno rilievo pubblico alla diffusione della peste suina africana per il tramite del vettore della distribuzione commerciale, il quale, pur non avendo effetti direttamente lesivi per la salute dell’uomo, costituisce un evidente pericolo per le rese degli allevamenti nazionali, per l’igiene pubblica e per la sanità animale;
se reputi che la stessa diffusione attraverso i canali del mercato alimentare vanifichi la portata precettiva delle disposizioni normative sinora approntate e le risorse pubbliche stanziate nella lotta e nell’auspicata eradicazione del virus;
quali urgenti misure intenda promuovere nell’immediatezza al fine di garantire il rispetto delle prescrizioni relative alla manutenzione delle recinzioni e delle barriere per frazionare il territorio, alla conduzione degli allevamenti interessati dall’infezione nonché alla corretta gestione delle carcasse dei suidi coinvolti, spesso abbandonate per giorni, in elusione delle più elementari misure di biosicurezza;
se ritenga imprescindibile intensificare le operazioni di controllo riguardanti i casi di contagio negli stabilimenti e sulle modalità di abbattimento perseguite da parte delle ditte incaricate, in molte occasioni non rispettose del benessere animale.