Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-00133
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Atto n. 4-00133
Pubblicato l'11 gennaio 2023, nella seduta n. 27
DI GIROLAMO, LICHERI Sabrina, BEVILACQUA, LOREFICE - Ai Ministri dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e della giustizia. -
Premesso che:
il 15 gennaio 2020 l'operazione denominata "Nebrodi", una delle più vaste operazioni antimafia eseguite in Sicilia e la più imponente sul versante dei fondi europei dell’agricoltura in mano alle mafie mai eseguita in Italia e all’estero, ha portato all'arresto di 94 persone (48 in carcere e 46 ai domiciliari) e al sequestro di 151 aziende agricole, conti correnti e rapporti finanziari;
dall'operazione è scaturito il maxiprocesso sulla mafia dei Nebrodi. Al termine dell’udienza preliminare, nel dicembre 2020, in 101 furono rinviati a giudizio, mentre altri hanno definito la loro posizione con il rito abbreviato, altri ancora hanno patteggiato la pena;
considerato che:
il 1° novembre 2022 si è concluso il processo, dove l’accusa, per i 101 imputati, ha chiesto complessivamente 1.045 anni di carcere e 30 milioni di euro di confische. Dopo una lunga camera di consiglio iniziata il 24 ottobre, i giudici del Tribunale di Patti (Messina) hanno emesso condanne per oltre 600 anni di carcere per reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, danneggiamento a seguito di incendio, uso di sigilli e strumenti contraffatti, falso, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, truffa aggravata i reati contestati a vario titolo;
l'inchiesta ha fatto luce sugli interessi dei gruppi mafiosi sui contributi comunitari concessi dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), portando alla luce il business delle truffe sui fondi destinati all’agricoltura. In particolare, gli investigatori hanno accertato che, a partire dal 2013, sarebbero state percepite irregolarmente erogazioni pubbliche per oltre 10 milioni di euro;
in un articolo della rivista "Panorama" del 23 novembre 2022 si evidenzia che il fenomeno è particolarmente diffuso anche in Abruzzo. In particolare il settimanale riporta che: "Solo in Abruzzo nelle ultime settimane sono state adottate 4 interdittive antimafia dalle Prefetture dell’Aquila e di Pescara, nei confronti di aziende e società agricole". Una, emessa nei confronti della società agricola Frassino, collegata ad altre 4 società riconducibili ai fratelli Berasi, mette in luce il legame della costola del clan dei Casalesi di Eraclea (Venezia) con gli stessi. "Il sistema scrive il prefetto era di avere all'interno di ogni società un soggetto locale del territorio dove si decideva di operare";
lo stesso articolo riferisce di due morti sospette, in particolare: "Emiliano Palmieri un allevatore di 28 anni di Ofena in provincia dell’Aquila è stato trovato impiccato ad un albero il 16 maggio 2022 ma due settimane prima aveva subito una brutale aggressione riportando una profonda ferita alla testa causata da una pistola di quelle utilizzata per la macellazione. Prima di questo episodio ignoti avevano avvelenato due cavalli di sua proprietà. Stessa sorte è toccata ad un altro allevatore sempre in provincia dell’Aquila a Pizzoli che pochi giorni dopo la morte di Palmieri è stato trovato impiccato nella sua stalla";
il sistema dei pascoli è anche ben descritto in una relazione redatta nel 2018 da un gruppo di ricerca dell’università de L'Aquila, intitolata "Evidenze di fenomeni criminogeni in riferimento ai pascoli montani e ai contributi europei della Politica Agricola Comune (PAC)" che incrocia più di mille testimonianze di agricoltori con nomi e società che gestiscono i pascoli e che sono riconducibili a famiglie mafiose di tutta Italia;
considerato infine che il meccanismo è sempre lo stesso: intimidazioni e minacce agli allevatori locali con incendi e avvelenamenti dei loro animali. Si registra inoltre la presenza di aziende agricole fantasma che spesso non allevano e non producono alcunché, o nel migliore dei casi hanno sempre gli stessi capi di bestiame spostati da una parte all’altra, distruggendo di fatto l’economia agricola locale,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti descritti;
se siano state adottate iniziative di competenza per garantire la sicurezza degli allevatori, tutelare l’economia locale legata all'attività di allevamento, effettuare controlli circa il corretto uso dei fondi comunitari e, in caso affermativo, quali siano gli esiti di tali controlli;
quali urgenti iniziative, stante la perdurante situazione esposta, intendano intraprendere per scongiurare l'eventuale uso fraudolento dei fondi comunitari e porre fine agli affari sporchi della "mafia dei pascoli".