Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00061

Atto n. 3-00061

Pubblicato il 24 novembre 2022, nella seduta n. 11

FINA, ZAMBITO, ASTORRE - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della sicurezza energetica. -

Premesso che:

le navi abbandonate nelle aree portuali costituiscono un problema per i porti italiani. Oltre a limitarne loperatività, costituiscono una minaccia per la sicurezza della navigazione e dellambiente marino, in ragione del rischio di affondamento e in casi più estremi di versamenti di sostanze tossiche e inquinanti in mare;

le navi abbandonate, in alcuni casi per molti anni, oltre a rappresentare un forte elemento di degrado ambientale, sono di difficile rimozione, spesso più sul piano amministrativo che su quello tecnico;

considerato che:

l'articolo 1, commi 728 e 729, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio per il 2021), per porre fine all'occupazione indebita e prolungata di postazioni all’interno dei porti ed agevolare la rimozione delle imbarcazioni abbandonate, ha previsto l'istituzione di un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con una dotazione di 2 milioni di euro per l'anno 2021 e di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, finalizzato alla parziale copertura, sino ad un massimo del 50 per cento, di costi sostenuti dalle autorità di sistema portuale per la rimozione delle navi, delle navi abbandonate e dei relitti;

ai sensi del comma 730, una quota del fondo di cui al comma 728, pari a 1,5 milioni di euro per l'anno 2021 e a 3 milioni per ciascuno degli anni 2022 e 2023, è destinata alla rimozione, alla demolizione e alla vendita, anche solo parziale, di navi e galleggianti, compresi i sommergibili, radiati dalla Marina militare presenti nelle aree portuali militari di Augusta (Siracusa), Taranto e La Spezia,

si chiede di sapere:

se ai Ministri in indirizzo risulti quante navi abbandonate, in totale, e quante in particolare militari siano state rimosse dai porti e quante siano quelle demolite con l’utilizzo delle risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 728 e seguenti, della legge n. 178 del 2020;

quanto sia stato ricavato dalla vendita del rottame ferroso delle navi demolite e se tali risorse siano state riversate nel fondo;

quali attività siano state predisposte per sostenere le autorità di sistema portuale e la Marina militare in questa importante azione per la sicurezza della navigazione e la tutela dell’ambiente e se sia ipotizzabile un cronoprogramma degli interventi;

se intendano adoperarsi, in vista dei prossimi provvedimenti, per rifinanziare il fondo, considerato l’elevato numero di interventi di rimozione e demolizione di navi ancora da attuare;

quali iniziative intendano adottare per favorire il recupero e lo smaltimento delle navi abbandonate o alla fine del ciclo di vita, così da creare occupazione in Italia, garantire smaltimento delle navi in sicurezza per lavoratori e ambiente e inoltre garantire una fonte di rottami utile all’industria dell’acciaio nazionale.