Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06209

Atto n. 4-06209

Pubblicato il 2 novembre 2021, nella seduta n. 373

PARAGONE - Ai Ministri dell'interno, della difesa e degli affari esteri e della cooperazione internazionale. -

Premesso che lunedì 18 ottobre 2021, davanti al porto di Trieste, durante la protesta di cittadini e lavoratori contro l'impiego della certificazione verde nei luoghi di lavoro, sono intervenuti uomini e mezzi della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di finanza, accedendo dal varco 1 e attraversando il porto stesso, al fine di sgomberare con il ricorso alla forza l'area antistante il varco 4 del molo VII dai manifestanti che vi presenziavano pacificamente già da venerdì 15 ottobre;

considerato che:

il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con la risoluzione n. 16 del 10 gennaio 1947, ha riconosciuto la creazione del Territorio libero di Trieste;

il Trattato di pace di Parigi, siglato fra le potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale e l'Italia il 10 febbraio 1947, ha istituito all'articolo 21 il Territorio Libero di Trieste, la cui "integrità e indipendenza saranno assicurate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", governato in conformità di uno Strumento per il regime provvisorio, redatto dal Consiglio dei Ministri degli Esteri e approvato dal Consiglio di Sicurezza" rinvenibile all'Allegato VIII del Trattato stesso, di cui è parte integrante;

con il decreto legislativo C.P.S. 28 novembre 1947, n. 1430, l'Italia ha riconosciuto piena ed intera esecuzione al Trattato di pace fra l'Italia e le Potenze alleate ed associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 ed entrato in vigore il 16 settembre 1947;

a causa dello scoppio della guerra fredda non è stato possibile tradurre in atti le clausole del Trattato di pace di Parigi e nominare la figura prevista del Governatore del Territorio Libero di Trieste; per tale ragione, con il Memorandum di Londra del 5 ottobre 1954, siglato dai governi di Italia, Jugoslavia, Gran Bretagna e Stati Uniti, si decise il passaggio dell'amministrazione per la Zona A, corrispondente alla provincia di Trieste, da quella militare Alleata angloamericana a quella civile del Governo italiano;

visto che:

il Memorandum, benché documento giuridico ha, per sua stessa definizione, valenza di una lettera d'intenti che non richiede ratifiche. Il Memorandum di Londra, siglato dagli ambasciatori di Italia, Jugoslavia, Stati Uniti e Inghilterra, per conto dei rispettivi governi non è pertanto un trattato multilaterale firmato per conto dello Stato italiano e ratificato con legge dalle Camere, così come previsto dalla Costituzione. Non è parte dell'ordinamento giuridico interno italiano così come non detiene carattere di legittimo riconoscimento internazionale, contrariamente al Trattato di Pace di Parigi che è invece legge cogente che chiunque è chiamato a rispettare e far rispettare;

in seguito alla mancata nomina del Governatore del territorio libero di Trieste da parte del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, il 27 ottobre 1954 l'Italia istituì la figura del Commissario del Governo per il territorio di Trieste, corrispondente a quella di prefetto, con il compito di far applicare sul territorio e sul porto internazionale quanto stabilito dal Trattato di pace in una sorta di governatorato italiano;

visto altresì che l'articolo 3 dell'allegato VI al Trattato di pace di Parigi recita: "Il Territorio Libero sarà demilitarizzato e dichiarato neutrale. Nessuna forza armata sarà autorizzata nel Territorio Libero, salvo in seguito ad istruzioni del Consiglio di Sicurezza […]. L'area del porto libero/internazionale demilitarizzato di Trieste è sotto l'egida del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ne ha assunto esplicitamente la sua responsabilità",

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dello status giuridico del porto di Trieste;

se abbiano richiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite l'autorizzazione all'impiego, in una zona extraterritoriale, di squadre di agenti armati in tenuta anti sommossa e con veicoli d'attacco, quali idranti e lacrimogeni, per sgomberare una manifestazione di cittadini pacifici e lavoratori solidali, che difendevano il diritto al lavoro e contemporaneamente esercitavano il diritto a manifestare il proprio pensiero, in dissenso con l'impiego della certificazione verde per accedere ai luoghi di lavoro, politica discriminatoria che vìola il dettato costituzionale;

in base a quale norma l'Italia abbia consentito l'entrata delle proprie forze armate sul territorio e porto franco demilitarizzato di Trieste e sulla base di quale accordo il Governo italiano abbia esteso l'autorità delle proprie forze di polizia sul Territorio di Trieste, dopo lo scioglimento nel 1963 della Polizia Civile istituita dal Governo Miliare Alleato angloamericano;

se il Commissario del Governo italiano sul Territorio di Trieste abbia risposto a un ordine del Ministero dell'interno, oppure, nella sua veste di governatore, abbia esercitato le proprie prerogative;

se i Ministri intendano chiarire se i reparti della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di finanza in tenuta anti sommossa, che hanno attraversato il porto di Trieste, fossero consapevoli di trovarsi su un'area extraterritoriale posta sotto l'egida del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.