Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02393
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Atto n. 3-02393
Pubblicato il 6 aprile 2021, nella seduta n. 311
CORRADO , GRANATO , ANGRISANI - Al Ministro dell'università e della ricerca. -
Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:
l'Accademia nazionale di danza, fondata da Jia Ruskaja nel 1948 e unico istituto alta formazione artistica e musicale sul territorio nazionale per l'alta formazione coreutica, è stata commissariata nel novembre 2013 dal Ministero dell'università e della ricerca in quanto l'allora direzione, a conduzione di Margherita Parrilla, nominata per chiara fama dal ministro Berlinguer a tempo indeterminato, fu ritenuta responsabile di irregolarità legate a questioni sia di carattere didattico sia amministrativo, accertate da un'ispezione ministeriale;
a seguito di ciò lo stesso Ministero trasmetteva all'accademia (con prot. n. 0009607 del 18 gennaio 2013) il decreto n. 922 a firma del ministro Maria Chiara Carrozza, la quale nominava come commissario straordinario il maestro Bruno Carioti, per le competenze previste dagli artt. 5, 6 e 8 dello statuto, fino al 31 ottobre 2014;
Carioti, in precedenza, durante la direzione del conservatorio di musica de L'Aquila, aveva collaborato con l'accademia e la direttrice Parrilla alla stesura di un biennio specialistico per maestri accompagnatori alla danza, autorizzato dal Ministero e iniziato nell'anno accademico 2011/2012, interessando entrambi gli istituti, e nel 2013 figurava tra gli ispettori inviati dal Ministero in accademia prima del commissariamento;
considerato che:
prima della fine del mandato di commissario straordinario, il maestro Carioti indisse le elezioni alla direzione dell'accademia, provvedimento non previsto nel suo incarico, e dopo averlo fatto, a 21 giorni dalla fine del mandato, provvide ad emanare un regolamento per tali elezioni (decreto del 10 ottobre 2014, n. 7942) che, contraddicendo quanto contenuto nella legge istitutiva del 1948 (art. 6), non prevede che il direttore debba essere compositore di danza di riconosciuto valore;
sulla base del nuovo regolamento da lui decretato, Carioti si è poi candidato alla direzione dell'accademia nazionale e l'ha ottenuta, causando il ricorso al TAR di un altro candidato, il professor Joseph Fontano. La sentenza d'appello del Consiglio di Stato n. 2853 del 2016 ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni addotte da Fontano, constatando una situazione di conflitto di interessi di Carioti e ha condannato lui, il Ministero e l'accademia al pagamento, a favore del ricorrente, delle spese del doppio grado di giudizio;
durante la controversia legale l'accademia è stata nuovamente commissariata dal Ministero, con la nomina della professoressa Giovanna Cassese, ma a seguito del primo pronunciamento del TAR, Carioti, tra agosto 2015 e giugno 2016, cioè fino alla sentenza definitiva del Consiglio di Stato menzionata, ha svolto l'incarico di direttore (ex decreto ministeriale n. 533 del 6 agosto 2015), senza tuttavia dare seguito definitivo alle istanze di natura didattica e amministrativa per le quali era stato inizialmente nominato commissario straordinario;
dopo la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, il Ministero ha invece provveduto a nominare un altro commissario straordinario, il professor Vesperini, con il preciso compito di mettere mano allo statuto e al regolamento per le elezioni del direttore; nel contempo, dal 2016 l'accademia aumentava la propria visibilità internazionale con progetti Erasmus KA 107 triennali, oltre a un progetto con l'allora Ministero per i beni e le attività culturali e il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale nell'anno "Italia, Culture, Africa" (2019);
in base alla procedura contenuta nel nuovo regolamento, a firma Vesperini, nel gennaio 2017 l'accademia ha potuto per la prima volta votare il proprio direttore, eleggendo la professoressa Maria Enrica Palmieri, poi nominata dal Ministero: una docente di lunga data dell'accademia (dal 1990), con un curriculum rispondente ai criteri previsti dal regolamento. La stessa, alla fine del primo mandato, è stata riconfermata nell'incarico, tramite elezioni, a gennaio 2020;
all'inizio del primo mandato, peraltro, la Palmieri aveva ricoperto anche il ruolo di presidente, per i primi 6 mesi, di un consiglio di amministrazione già esistente durante il commissariamento Vesperini e composto da tutti i rappresentanti indicati nello statuto: numerose le problematiche affrontate, con celeri interventi inseriti, peraltro, in un lungo elenco inviato all'allora ministro Fedeli, che poi nominava presidente la professoressa Ester Coen; alla scadenza del suddetto consiglio di amministrazione, l'organo si è rinnovato con regolari elezioni per la parte riguardante i rappresentanti dell'istituto, rimanendo invece vuota la casella del rappresentante ministeriale;
solo a seguito di solleciti da parte dell'amministrazione dell'accademia agli uffici competenti, e solo il giorno prima della formazione del nuovo Governo, presieduto dal professor Mario Draghi, il Ministero ha nominato il maestro Bruno Carioti in qualità di esperto in amministrazione e suo rappresentante nel consiglio di amministrazione dell'accademia;
valutato in fine che:
la "vicenda Carioti" ha prodotto, per l'accademia nazionale di danza, la rapida successione di ben tre commissari straordinari, con quanto ne consegue in termini di danno di immagine e perdita di opportunità per lo stesso istituto;
la sentenza del Consiglio di Stato sul punto ha sancito, nel 2016, che il maestro Carioti si trovava in una posizione di conflitto di interessi con l'accademia ed è ragionevole pensare che ancora vi si trovi, poiché la direzione e il consiglio di amministrazione non hanno finito di risolvere alcune questioni emerse durante il commissariamento e la direzione di Carioti, anche di natura didattica,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto sopra e se non intenda sollecitare una valutazione accorta dell'opportunità di mantenere il maestro Bruno Caroti nel ruolo di rappresentante del Ministero all'interno del consiglio di amministrazione dell'Accademia nazionale di danza o invece di sostituirlo con altro esperto di amministrazione che non abbia trascorsi conflittuali con l'accademia tali da insinuare dubbi e minare la credibilità nazionale e internazionale del consiglio di amministrazione stesso, date anche le tante collaborazioni che l'istituto ha in corso;
se non intenda farsi promotore di iniziative atte a scongiurare che in futuro qualsiasi altro istituto, specialmente se prestigioso come l'Accademia nazionale di danza, peraltro la sola sul territorio nazionale a conferire diplomi accademici di primo e secondo livello in ambito coreutico, possa trovarsi in un'analoga situazione di disagio, tale da compromettere il buon funzionamento del consiglio di amministrazione e della macchina organizzativa istituzionale.