Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02161

Atto n. 3-02161 (in Commissione)

Pubblicato il 9 dicembre 2020, nella seduta n. 280

MORONESE , FLORIDIA , DONNO , LA MURA , DE LUCIA , CROATTI , PRESUTTO , ANGRISANI , NATURALE , CORRADO , PAVANELLI , ANASTASI , SANTILLO , TRENTACOSTE , GIANNUZZI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

nel comune di Sparanise (Caserta), nell'area industriale denominata ex Pozzi, è operativa dal 2007 una centrale a ciclo combinato per la produzione di energia elettrica detta anche turbogas, la quale occupa una superficie di circa 100.000 metri quadrati e sviluppa una potenza di 760 megawatt. La centrale è stata costruita e detenuta dell'azienda svizzera EGL del gruppo Axpo, oggi Calenia Energia S.p.A.. La stessa Axpo è presente con le sue quote nella società che gestisce il gasdotto TAP (gasdotto trans Adriatico);

la Calenia Energia ha prodotto istanza per l'avvio del procedimento di valutazione impatto ambientale il 14 agosto 2020 assunta a protocollo dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 65518 il 21 agosto, per chiedere la costruzione di un nuovo impianto industriale continuo a quello già esistente per ulteriori 940 megawatt e complessivi 1.700 megawatt, occupando un'ulteriore area di circa 70.000 metri quadrati;

considerato che:

l'area è nota a tutti per ospitare quella che è stata definita come la più grande discarica abusiva d'Europa, scoperta nel 2015 dal Corpo forestale dello Stato su mandato della Procura di Santa Maria Capua Vetere quando furono rinvenuti sotto terra enormi quantitativi di rifiuti tossici e nocivi, in un'area molto vasta pari a 50 campi di calcio. La Procura contestò il disastro ambientale e la contaminazione delle acque. Ad oggi ancora non è stata aggiudicata nemmeno la gara per la caratterizzazione dell'area, motivi per i quali la prima firmataria del presente atto l'11 novembre 2020 ha sollecitato con propria nota l'Invitalia incaricata dalla Regione Campania di svolgere la gara che è in fase di attesa di aggiudicazione dal mese di giugno;

sull'area ex Pozzi tuttora insistono numerose richieste di installazione di impianti per il trattamento rifiuti anche provenienti da aziende note alle autorità giudiziarie per vari reati e attività illecite, che si sommerebbero all'impatto ambientale già provocato dagli impianti presenti ed operanti, questioni note anche al Ministero dell'ambiente come si evince dalla risposta all'atto di sindacato ispettivo 3-00380 da parte del sottosegretario Morassut fornita il 3 ottobre 2019 in 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente e beni ambientali) al Senato. Sempre nel territorio di Sparanise è presente un'area industriale per la produzione del tabacco di circa 60.000 metri quadrati dismessa, che attende da decenni la bonifica per la presenza di enormi quantitativi di amianto, anche questa situazione è nota allo stesso Ministero come si evince dalla risposta all'atto 4-04393 della XVII Legislatura fornita sempre in 13ª Commissione l'11 novembre 2016;

considerato inoltre che:

l'impianto della Calenia Energia sorge a circa 90 metri dalle prime abitazioni che si trovano di fronte la strada di accesso alla centrale, e a circa 700 metri dall'inizio del centro urbano della città; le centraline di monitoraggio dell'aria sono controllate dalla stessa società e sono disposte una in prossimità della stazione ferroviaria di Sparanise e l'altra a Pignataro maggiore, e da quanto risulterebbe hanno rilevato numerosi sforamenti di Pm10 nel corso degli anni, ed anche di biossido di azoto, mentre le particelle di Pm2,5 non sono monitorate;

l'Italia è attualmente sottoposta a 23 procedimenti sanzionatori in campo ambientale per aver infranto le norme comunitarie, in particolare è sottoposta ad infrazione: per la cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente, per il superamento dei valori limite di Pm10 in Italia; per l'applicazione della stessa direttiva ed in particolare per l'obbligo di rispettare i livelli di biossido di azoto; dallo scorso novembre 2020 per la cattiva applicazione in Italia della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa, per quanto concerne i valori limite per il Pm2,5;

considerato infine che:

a parere degli interroganti l'insediamento di una nuova centrale turbogas da 940 megawatt con camini fino a 70 metri di altezza, a Sparanise ove vi è già una centrale operante da oltre 13 anni, non risponde assolutamente alle esigenze di un territorio compromesso e degradato dal punto di vista ambientale che attende l'intervento dello Stato che si occupi di effettuare l'atteso risanamento ambientale e che evidentemente tarda ad arrivare;

con riferimento ai cambiamenti climatici, all'innalzamento delle temperature per effetto delle attività antropiche dunque soprattutto quelle industriali, il Parlamento europeo nel mese di ottobre 2020 ha disposto un nuovo obiettivo di legge per tutti gli Stati membri, ovvero la riduzione del 60 per cento delle emissioni entro il 2030;

secondo uno studio effettuato dall'organizzazione no profit EMBER, l'Italia a causa dell'eccessiva presenza del gas nel piano energia e clima (PNIEC) rischia di non raggiungere gli obiettivi europei della decarbonizzazione fissati al 2030, e per questo fungerebbe da freno per l'intera Europa nella lotta ai cambiamenti climatici; anche secondo un report di "Climate trasparency" l'Italia fa un eccessivo utilizzo per la produzione di energie da fonti fossili, tra cui il gas, che peserebbe per il 38 per cento nel mix della quota attribuito alle fonti fossili,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia informato dei fatti esposti;

se intenda attivarsi, per quanto di competenza, affinché i cittadini di Sparanise e dei comuni limitrofi non siano sottoposti ad un'ulteriore pressione ambientale dovuta ai numerosi insediamenti industriali ed alle nuove richieste come quella della Calenia Energia per una nuova centrale turbogas;

se non ritenga di dover approfondire il contesto ambientale e sanitario anche attraverso la verifica dei sistemi di monitoraggio ambientali della Calenia Energia;

se intenda intraprendere iniziative affinché la società possa riconvertire le sue centrali e i suoi progetti rispondendo agli obiettivi europei nell'ambito delle fonti rinnovabili;

se non consideri, visto il pericolo reale per la salute dei cittadini, che ci siano le condizioni per apporre diniego alla richiesta della Calenia Energia.