Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04559
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Atto n. 4-04559
Pubblicato il 2 dicembre 2020, nella seduta n. 279
MALLEGNI - Al Ministro dell'università e della ricerca. -
Premesso che:
l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e le problematiche connesse continuano a mettere in difficoltà anche gli studenti universitari;
l'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020, al comma 9, lettera u), stabilisce che, nelle università e nelle istituzioni di alta formazione musicale e coreutica, le attività formative e curricolari si svolgono a distanza mentre possono svolgersi in presenza le sole attività formative e curricolari degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio nonché quelle dei laboratori;
il diritto allo studio è sancito dalla Costituzione italiana, in particolare dagli articoli 3, 33 e 34;
secondo dati OCSE, il tasso di immatricolazione (quota dei diciannovenni che si iscrive all'università) dei ragazzi italiani si attesta al 54,7 per cento rimanendo molto al di sotto di altri Paesi europei come Francia (66,2 per cento), Germania (68,3) e Spagna (73 per cento);
stando al rapporto Svimez del giugno 2020, i maturati nel 2020 sarebbero 292.000 al Centro-Nord e circa 197.000 al Centro-Sud. In base alla crisi delle immatricolazioni avvenuta dal 2008 al 2013, a seguito della crisi economica che ha colpito il nostro Paese, il rapporto stima una riduzione del tasso di proseguimento degli studi di 3,6 punti nel Mezzogiorno e di 1,5 nel Centro-Nord, a seguito della crisi pandemica da Sars-Cov-2. In numeri assoluti si stima che la diminuzione degli immatricolati su scala nazionale ammonterebbe a circa 9.500 studenti;
secondo i dati del Ministero, circa il 20 per cento degli studenti universitari non sarebbe raggiunto in maniera sufficiente dalla didattica a distanza;
in diversi casi, digitalizzazione, espletamento dei tirocini previsti nel pre laurea, didattica ed esami a distanza hanno messo in grande difficoltà gli utenti i quali si trovano molto spesso a non avere la connessione adeguata con interruzioni non solo delle lezioni ma, ancora più grave, degli esami i quali non vengono dai docenti riproposti nell'immediato ma rimandati ad altra sessione (si ricorda che in alcuni atenei, per la ripetizione dell'esame, per statuto, è previsto il "salto" di una sessione): tutto ciò comporta ritardi incredibili nel percorso universitario, portando gli studenti ad andare fuori corso, con aggravio anche dal punto di vista economico, in quanto in tale situazione è previsto un considerevole aumento delle tasse annuali da pagare, che penalizza soprattutto quei ragazzi che lavorano per potersi pagare gli studi o chi è in condizione di disagio economico,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione nei singoli atenei e quali siano le sue considerazioni in merito;
se non ritenga utile adottare iniziative utili ad evitare ricadute negative sulla vita degli studenti;
se non ritenga necessario ipotizzare un prolungamento dell'anno accademico 2020/2021 per consentire agli studenti in difficoltà acquisire i crediti formativi sufficienti al passaggio all'anno successivo, così da restare "in corso" e non dover sopportare ulteriori spese relative alla maggiorazione delle tasse per i fuori corso;
se non ritenga, per il rispetto del diritto costituzionale allo studio, di dover intervenire in maniera mirata sul sistema relativo alle tasse e alle agevolazioni, ampliando la platea degli studenti che possono accedervi.